Come promesso eccomi qua a cercare di capire e spiegare la prima delle tre deliverable di cui vorrei parlare in queste settimane: l’inspiration-board :)
Cos’è un’ispiration-board
Guardare le bancarelle, cose antiche, cose strane, modernariato, pietre luccicanti e tanto altro… questo è quello che si può trovare alla fiera di Sinigallia (n.d.r. per chi non è di Milano si tratta di un mercatino delle pulci che si svolge ogni sabato in zona navigli).
Un luogo dove l’occhio è costantemente attratto e da dove raramente si esce a mani vuote.
” Che cavolo c’entra un mercatino delle pulci con una deliverable di design? “
In realtà molto. Il processo di attrazione è fondamentale.
Se una cosa ci attrae è probabile che riempirà uno spaziettino di casa nostra. Questo è quello che succede quando si affronta la costruzione di un’inspiration board.
La “Tavola delle ispirazioni“, infatti, altro non è che una raccolta, un collage, spesso caotico di: immagini, materiali, oggetti apparentemente interessanti. Fonti di ispirazione relazionate ad un progetto, ad un target, allo sviluppo di un concetto.
Dove? A che livello del processo va inserito il suo sviluppo?
All’inizio.
Una volta effettuato un primo brainstorming nel team ed estratti i valori fondamentali relativi al progetto, si inizia a guardare quello che già esiste, quello che c’è in giro.
Il designer inizia a guardarsi intorno, a cercare di capire il contesto in cui il progetto è inserito, ad indagare il mercato a cui è destinato, ad interessarsi del come parlare al “pubblico” di riferimento.
A chi serve? Per cosa?
È utile principalmente ai progettisti che si occuperanno di sviluppare il visual design e la comunicazione intorno ad un prodotto/servizio. Li aiuterà a focalizzare una serie di elementi che saranno utili a definire mood, tono di voce e magari tipologia di linguaggio da utilizzare nel progetto.
Passo successivo?
Se vogliamo procedere per raffinamenti dal macro al micro il prossimo passo dovrebbe essere …. ehmmm … se non erro la mood-board ;) … che guarda caso sarà oggetto del mio prossimo post :P
Buona settimana a tutti!

Che figata aligar bellissimo e fai capire perfettamente il concetto…
Direi che il mio tavolo e’ ogni posto…dove metto insieme i “sassolini” che casualmente/volentariamente trovo e che ad un certo punto sistemo: sopra il letto sopra la scrivania sopra la tavoletta del bagno ahahah :P
Io a volte prendo/compro degli oggetti e ci metto anche mesi per completare il progetto finale forse son lentino? e’ che cerco proprio quella cosa che manca e fin che non la trovo non mi fermo :P
Grazie! A prestuz!
Commento di Smash lasciato il October 22, 2008 alle 00:08
@Smash … grazie :)
eehheheh sisi lo so che sei un seguace dello slow-design e sono convinta del fatto che la ricerca sia fondamentale … ma che ad un certo punto sia giusto anche iniziare a progettare ;) altrimenti si rischia che tutti i progetti rimangano a livello di concept :P
Commento di Alice Garbocci lasciato il October 22, 2008 alle 09:52
un po’ come faceva Warhol con i suoi time boxes ;-)
(im miei progetti, molto ma molto sotto il livello di W. restano sempre a livello di concept, maledetta pigrizia, però ho la casa zeppa di paccottiglia)
Commento di clà lasciato il October 22, 2008 alle 19:02
[...] Inspiration-board come al mercato di Sinigallia [...]
Pingback di Sketchin - There is life inside experience design » mood-board. Il sapore del design lasciato il October 30, 2008 alle 08:02
[...] processo di raffinamento continuo ci porta, passando dalle inspiration-board alle mood-boad, fino alle style-board, una delle parti della documentazione più pericolosa in [...]
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Commento di Malaionigobia lasciato il May 05, 2010 alle 10:38
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Commento di Powaqa lasciato il May 06, 2010 alle 11:43