Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

January 19, 2010

Sketchin cerca uno sviluppatore front-end freelance

coding

Il profilo che cerchiamo, disponibile da subito e in particolare per una collaborazione a partire da febbraio nell’implementazione di template possiede:

  • Ottime conoscenze di XHTML e CSS;
  • Ottime conoscenze di librerie di sviluppo CSS/JS quali blueprint, 960gs e jquery;
  • Conoscenze base di CSS 3;
  • Conoscenze di Photoshop;
  • Capacità di realizzare template table less, validi, semantici, ben strutturati e con un ottima riutilizzabilità del codice;
  • Capacità di lavorare in team e confrontarsi con progettisti interpretando i loro deliverables;
  • Cura maniacale :) nell’interpretare visualmente i template;
  • Flessibilità, rapidità e capacità di adattamento nel realizzare e fare evolvere prototipi;
  • Agilità mentale e capacità di adeguarsi alle situazioni ergo capacità di mettere in discussione il proprio lavoro e di adeguarlo.

Se pensi di essere tu la persona che stiamo cercando mandaci il tuo curriculum e una breve lettera di presentazione raccontandoci perchè vuoi lavorare con noi e quali vantaggi porterai in Sketchin a: job@sketchin.ch

November 28, 2008

[Romecamp08] Web semantico

Pubblicato in: Sketchin life, Work — Tags: , , , , — da Alberto Sarullo alle 08:08

Dei molti interventi seguiti al romecamp, vorrei dedicare qualche parola a quello di Antonio Lieto, dedicato al web semantico, intitolato “Intelligent Search e motori di ricerca inferenziali”.

Se attualmente i motori di ricerca (o meglio, il motore di ricerca) utilizzano quasi esclusivamente aspetti lessicali per analizzare i contenuti delle pagine web, è da anni che si attende il momento in cui sarà possibile effettuare ricerche in linguaggio naturale.

Secondo gli esperti il presupposto per passare alla semantica è costituito dalla organizzazione del sapere in ontologie che consentano alle macchine di catalogarlo.

La creazione e gestione delle ontologie ha però alcuni problemi, che hanno limitato di molto il loro utilizzo:

  • Vanno create a mano
  • Esistono ontologie diverse per il medesimo argomento
  • Non risolvono il problema delle ambiguità

Quello che di fatto è successo, è che se da un lato gli esperti spingevano verso la creazione di sempre più sofisticate ontologie, il web ha trovato la sua strada, catalogando il sapere mediante l’uso dei tag.

Quale delle due soluzioni sia la migliore, sarà il tempo a dircelo, ma non mi stupirei più di tanto se stesse proprio a metà strada tra lo schieramento dell’ontologia e quello dalla folksonomia.

Di seguito riporto il link per rivedere l’intervento e il dibattito che ne è seguito.

http://romecamp.ilcannocchiale.tv/video/5905

November 13, 2008

Conoscere l’office management e vivere felici

Oggi voglio parlarvi della figura dell’office manager, e del ruolo ruolo chiave dell’organizzazione come strumento che aumenta produttività e felicità dei dipendenti.

L’office manager è una figura decisamente variegata, che deve essere pronta a svolgere diverse funzioni e a passare facilmente da un’area di lavoro all’altra.
E’ responsabile della gestione dell’ufficio, incluso la gestione delle informazioni in sicurezza, l’organizzazione di spostamenti e l’approvigionamento.
E’ anche responsabile per l’operato degli impiegati e della gestione dei rapporti con i clienti. Puo’ partecipare nella selezione dei clienti e fornitori e gestisce giorno per giorno le relazioni.
Deve quindi avere buone capacità relazionali e comunicative. Nello specifico le aree di competenza sono:

1. La gestione delle risorse umane. La prima cosa di cui deve occuparsi è la corretta gestione delle risorse e l’armonizzazione tra le diverse figure e personalità. Sarà necessario definire una policy e regole chiare per prevenire l’insorgere di problemi, oltre ad un programma di sviluppo per le risorse umane. Impiegati ben formati sono la chiave del successo. E’ fondamentale allora focalizzarsi sui singoli, mettere a fuoco punti di forza e di debolezza, chiedere loro di evidenziare cosa vorrebbero fare e cosa si sentono portati a fare. E’ importante conoscere a fondo i dipendenti ed evidenziare eventuali potenzialità non emerse, per mantenerli motivati e coinvolti ed essere certi di avere la persona giusta nel ruolo giusto.

2 . La definizione dei bisogni. E’ importante determinare quali caratteristiche personali sono più utili per indirizzare il futuro della compagnia in modo da investire su una crescita dell’azienda a partire da una crescita dei dipendenti. Una volta evidenziati i bisogni chiave dell’azienda, è importante promuovere la cultura dell’apprendimento. Comunicare le proprie aspettative in modo che tutti gli impiegati sappiano in quale direzione lavorare per migliorare il proprio profilo professionale. Sarà compito dell’office manager assicurarsi di supportare questi sforzi in modo da fornire le risorse necessarie per realizzare gli obiettivi. Contemporaneamente dovrà convincere la  direzione a seguirne l’iniziativa.

3. Procedere a piccoli passi. Prima di applicare il piano su larga scala è molto utile discuterne con piccoli gruppi e raccoglierne i feedback. Questa primo riferimento evidenzia le debolezze del programma e aiuta a mettere a punto il processo arricchendolo di aspetti non emersi in precedenza.

4. Rendere evidenti i vantaggi. Probabilmente molti penseranno a questo programma come a qualcosa di non collegato al lavoro. E’ importante invece che ne capiscano rapidamente l’utilità e ne vedano l’importanza dal punto di vista del proprio portfolio, in modo da partecipare attivamente al cambiamento.

5. Misurare i risultati. E’ importante focalizzarsi sul tipo di crescita desiderata e misurarla costantemente in termini di produttività, per permettere a tutti di conoscerne i risultati ed aumentare la motivazione.

6. Il project management. Tenere traccia dei progetti e produrre una documentazione adeguata è fondamentale per il corretto svolgimento dei compiti. E’ fondamentale conoscere le scadenze e a chi sono assegnate, in modo da essere sempre focalizzati sulle priorità. Cosi le scadenze saranno rispettate e le persone conosceranno il proprio ruolo. Inoltre, ogni progetto, accompagnato da una documentazione dettagliata, puo’ diventare un case study.

7. L’office equipment. Non è necessario avere a disposizione ogni elemento dell’ufficio in ogni momento. E’ quindi importante individuare quali elementi che possono migliorare le performance delle persone e posizionarli di conseguenza.

8. Inter- e intra-office communications. Per molte piccole aziende la responsabilità della comunicazione ricade sull’office manager. Sapere come e quando comunicare informazioni chiave è fondamentale. E’ necessario comunicare prevalentemente via e-mail, gestire correttamente i calendari, monitorare l’avanzare del lavoro e il rispetto delle scadenze e organizzare riunioni settimanali.
Avere un piano di comunicazione condiviso aumenterà la produttività dell’ufficio e assicurerà che l’informazione è stata data in modo chiaro ed efficace.

9. La risoluzione di conflitti. I conflitti sono inevitabili. Sapere come gestirli renderà la vita piu semplice. Bisogna comunque essere prepararti a gestire una serie di disaccordi. E’ importante una equa distribuzione del lavoro e una descrizione dettagliata dello stesso per evitare conflitti. Quando si presenta, ricordatevi che ignorare un conflitto o aspettare che si risolva da solo non è mai la soluzione.

10. Conoscere la mission. Conoscere le linee di prodotto e come rispondere alle necessità è importante quanto ordinare il toner della stampante. Se non si conosce la mission della propria azienda non si potrà sapere come supportarne le diverse funzioni. Piu conoscenza si avrà della compagnia e di cosa fanno le persone, di come adempiere le aspettative del cliente e di come far rispettare a ognuno i propri doveri, più successo si avrà nel creare e sostenere un ambiente che favorisce il successo.

November 10, 2008

Style-board … un punto di arrivo e una nuova partenza

Ed eccoci qua…all’ultima di queste tre puntate dedicate alle prime deliverable del processo di visual design :)
Niente lacrime … che nessuno di commuova ;)

Il processo di raffinamento continuo ci porta, passando dalle inspiration-board alle mood-boad, fino alle style-board, una delle parti della documentazione più pericolosa in assoluto.
Ma vediamo più in dettaglio:

Cos’è una style-board? E a cosa serve?

Bisogna iniziare col dire che a differenza delle sue sorelle maggiori, la style-board non è mai da sola.
Di solito il designer deve calcolarne almeno quattro o cinque che andranno scremate fino ad arrivare a ca. tre (da mostrare al cliente).
Queste tavole, consentono di visualizzare attraverso l’utilizzo di elementi quanto più realistici possibile, le caratteristiche “stilistiche” che il prodotto finale risulterà avere.

In parole povere, sono dei simil-visual coerenti ognuno con se stesso che suggeriscono caratteristiche visive (studio della tipografia, utilizzo dei colori in pagina, etc.. ) e formali (gerarchie visive, strutture base, etc …). Sono un primo step che aiutano progettisti e cliente ad individuare la strada da seguire ed elementi utilizzabili nelle successive fasi di progettazione.

Anche se le varianti che si presentano al cliente devono essere molto differenti fra loro, non è detto che gli elementi di una tavola non possano essere integrati con quelli di un’altra fino ad arrivare ad una soluzione coerente, progettualmente corretta e gradita al cliente.

Perché proprio Tre?

Questa è un’ottima domanda … ma non credo che ci sia una vera e propria risposta.
Sta di fatto che non possiamo presentarne due altrimenti sarebbe difficile raggiungere una maggioranza e più di tre servirebbero solo a rendere più complessa la scelta e a dimostrare al cliente che il progettista non è stato in grado di decidere, selezionare, filtrare. Ricordo che tutte le prime fasi della progettazione da svolgere insieme al communication designer, servono proprio a focalizzare le attività successive della progettazione visiva per non andare troppo fuori strada.

Dove? A che livello del processo va inserito il suo sviluppo?

Dopo aver tanto trattato di ispirazione e di sapore, ci siamo arrivati.
La style-board, rappresenta la chiave di volta. Tutto porta e parte a/da qua. Solo dopo la loro discussione con il cliente e i successivi cicli di raffinamento il visual designer può iniziare a progettare nel dettaglio e a produrre i documenti finali destinati allo sviluppo.

Le deliverable di cui stiamo parlando oggi vengono sviluppate se non prima, almeno in maniera parallela, rispetto alla progettazione dei wireframe, e che non contengono elementi di interazione reali.

Il pericolo dunque è che il cliente fraintendendo il lavoro del visual designer, creda che ciò che viene presentato sia comprensivo di tutta quell’enorme parte di progettazione svolta dell’interaction designer. Ma non è così!

Solo una volta “fusi”, il lavoro di progettazione di visual e di interaction allora potremo finalmente dire:
“ecco e questo è quanto! :D “
naturalmente sfoggiando il nostro miglior sorriso :P

A chi serve?

Questa volta si tratta di una deliverable dedicata quasi completamente al cliente.
Cliente che a questo giro deve essere completamente, assolutamente, indiscutibilmente consapevole di quello a cui sta andando incontro. Come dicevo prima Il rischio nell’utilizzo di queste tavole è proprio quello che vengano considerate già delle “pagine”, dei visual definitivi.

La deliverable, in quanto orientata all’esterno deve essere documentata, descritta, spiegata nei minimi dettagli, per agevolarne la comprensione da persone che non fanno il progettista di mestiere :)
Passo successivo?

Dopo la style.board inizia la tanto sudata progettazione di dettaglio :) Ma questa è un’altra storia.

Buona settimana a tutti.

October 30, 2008

mood-board. Il sapore del design

I confini fra inspiration-board e mood-board sono solitamente molto sfumati ed è per questo che spesso vengono confuse le une con le altre. Sono entrambi strumenti utilizzati da varie tipologie di progettisti, dai fashion ai visual agli interior.

La mood-board ha comunque un livello di dettaglio maggiore rispetto a quello della inspiration-board.
Ma basta tergiversare e pocediamo con i soliti 4 punti per definirme meglio l’identità:

Cos’è una mood-board?

“Creating a mood board is a great way to visualise how the final room will look and will help you decide which colours complement or clash with each other.” bbc.co.uk homes

Come si capisce da questa semplice descrizione (sicuramente non tecnica) tratta da “bbc casa”, una mood-board è qualcosa che ci fa capire, ci fa rendere conto di quali sono effettivamente le componenti (anche se ad un livello assolutamente non di dettaglio) che vogliamo utilizzare in un progetto.
Raccogliere elementi che siano legati al progetto stesso, al suo stile, alle sue caratteristiche (forme, texture, colori, tipografia).
Nelle mood-board o “tavola degli umori” si esplicitano in maniera più evidente i valori legati ad un prodotto, il feeling, e il tono di voce che si vuole dare nel design. Se nella inspiration-board si trovano raggruppati tutti gli elementi che ci sembrano poter andare con quello che stiamo per fare, in questo secondo tipo di deliverable si trovano esempi, samle, palette cromatiche, immagini evocative, etc…

Dove? A che livello del processo va inserito il suo sviluppo?

In qualsiasi tipologia di “processo creativo” (scusate se uso questa parolaccia :P) sia prima che dopo la creazione di un’inspiration-board vengono fatti brainstorming, per ricavare concetti, valori, parole, colori, collegati a quello che si vuole esprimere. Da queste riflessioni si sviluppano anche le “tavole degli umori“.

La mood-board è una delle deliverable centrali del processo e come l’inspiration-board viene spesso sviluppata a 4 mani dai visual e dai communication designer. Per rendere più completa la progettazione ne possono venir sviluppate svariate in parallelo. I risultati di tale lavoro si fondono per arrivare ad una “soluzione”.

A chi serve? Per cosa?

È uno  strumento per procedere nella progettazione, ma può essere mostrato al cliente.
Naturalmente come tutte le deliverable intermedie è necessario che il cliente venga “istruito” su quello che sta per ricevere, altrimenti la conversazione potrebbe essere questa:

CNI = cliente (N.I) = Cliente Non Istruito
VDNHS = progettista = in questo caso “Visual Designer che Non Ha Spiegato

VDNHS: “Ecco qua… questa è la moodboard realativa al suo servizio”
CNI: ” mmmmm …. mmmm …… mmmmm …..”
Il cliente ne discute con i collaboratori e passano alcuni minuti e una volta resuscitato inizia a sparare domande, osservazioni, a raffica
CNI: ” Cos’è?”
VDNHS: ” ehm …”
CNI: ” Sa questa pagina ci pare un po’ strana? Ma dove sono i contenuti? Queste immagini poi? mmm”
VDNHS: ” ehm … è una mood-board. Ci aiuta a capire come procedere … ”
CNI: ” Si ma … si mi piace questo viola, ma forse … mha non so e queste … ehmm ”
VDNHS: ” Sì questa non è la pagina, non è il visual  ”
CNI: ” Non è cosa? ”
E qui parte una specie di evangelizzazione… sulla teoria del design, della forma e della funzione, sulle varie deliverable, sulle mood-board, ecc…
CNI: ” mmm e lei ha impiegato due giorni per fare questo foglietto? ”
VDNHS: ” O_O ehmm si ma non è un foglietto… come le spiegavo …. ”

Risultato di tale conversazione: cliente non soddisfatto e visual designer arrabbiato

A volte lo spiegare non basta… quindi potrebbe essere una buona idea condividere deliverable intermedie in un secondo momento, od insieme ad altra documentazione di progetto :)

Passo successivo?

Dopo la/le mood-board il passo successivo saranno le style-board, delle quali parleremo la prossima volta :)

October 23, 2008

Work in progress

Pubblicato in: Sketchin life, Work, design — Tags: , , — da Alice Garbocci alle 09:30

Tutti seduti, tutti pensanti, tutti concentrati per un Ping Wang … tranne me che sto scattando le foto :P

Leonora, Francesca, Diana e Dafne

Luca

October 15, 2008

blogolution … da ieri anche un po’ photoblog

Pubblicato in: Sketchin life, Work — Tags: , , — da Alice Garbocci alle 11:25

Andiamo in giro, vediamo cose, incontriamo gente … :P ma soprattutto lavoriamo, abbiamo iniziative interne, facciamo spesso brainstorming, per non parlare delle merende con chi ci viene a trovare :)

Perché non farlo vedere?
Da ieri il blog ha subito un’evoluzione e ogni tanto posteremo quanche foto … con che frequenza? chi lo sa? Sicuramenente ogni volta che varrà l’occasione :)

E mi raccomando dite cheeeeeese

October 14, 2008

Lavori in corso con Marco Massarotto

Pubblicato in: Work — Tags: — da Dafne Gobbi alle 15:14

Sketchin cerca uno specialista

Pubblicato in: Sketchin life, Work — Tags: , , , , , , , , , — da Diana Malerba alle 09:22

Come vi abbiamo anticipato la scorsa settimana Sketchin sta attraversando una fase d’evoluzione, definendo la propria direzione e tracciando percorsi nuovi. E’ per questo che stiamo pensando di allargare il team inserendo un nuovo specialista. Il profilo che ricerchiamo è:

Client Side Developer Senior

  • Ottime conoscenze di XHTML, CSS e Javascript/AJAX
  • Ottime conoscenze di XHTML Mobile e CSS Mobile
  • Ottime conoscenze di I-Phone CSS e I-Phone XHTML
  • Conoscenze di sviluppo nelle GUI dei sistemi operativi (MAC OSX 10)
  • Ottime conoscenze di Macromedia Flash e AIR
  • Ottime capacità di realizzazione di template per le principali piattaforme di blog e CSM
  • Agilità mentale e capacità di adeguarsi alle situazioni ergo capacità di mettere in discussione il proprio lavoro e di adeguarlo
  • Capacità di lavorare in team
  • Buone conoscenze orali di inglese

Se senti di essere tu la persona o l’azienda che stiamo cercando mandaci il tuo curriculum e una breve lettera di presentazione raccontandoci perchè vuoi lavorare con noi e quali vantaggi porterai in Sketchin a: job@sketchin.ch

October 09, 2008

Sketchin evolve e cerca nuovi partners

Il settore della progettazione, in particolare quella dell’esperienza d’uso di artefatti digitali, è uno dei più dinamici in termini di crescita e evolve costantemente con nuovi concetti, metodi e processi.

Sketchin stando esattamente sulla frontiera di questo mercato non può fare a meno di contribuire al cambiamento. In questo periodo ci siamo dunque impegnati in una mini-rivoluzione che tocchi il come dovremmo comunicare, interagire e lavorare con il mercato. La direzione in questo momento non è perfettamente definita ma personalmente credo che il concetto di agilità e di mobilità debba entrare sempre più nel DNA di questa azienda.

Per questo motivo, anticipando un po’ i tempi, stiamo cercando di rafforzare la nostra posizione cercando nuovi partners con cui creare sinergie sul mercato. In particolare in questo momento stiamo cercando di identificare una serie di partners tecnologici che abbiano a che fare con:

  • Agile development
  • Ruby on Rails
  • Symphony
  • Wordpress e Drupal

Per sviluppare ciò che progettiamo giorno per giorno nel campo delle applicazioni e dei media sociali.

Se conosci o sei un’azienda o un libero professionista con una mentalità simile alla nostra e con le competenze elencate mandaci una mail a business@sketchin.ch raccontandoci perchè vuoi lavorare con noi e quali vantaggi porterai in Sketchin.

PS: stiamo anche cercando un po’ di aiuto nell’ambito del visual design, dunque se sei un visual designer senior e sei interessato a collaborare con noi mandaci una presentazione a job@sketchin.ch

 

Interessato agli argomenti che trattiamo? Contattaci o vieni a trovarci!

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