Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

February 06, 2009

Binari che si uniscono, binari che si dividono

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In occasione di scelte o eventi di una certa importanza, è normale fare il punto della situazione: che sia la notte di San Silvestro, piuttosto che il proprio compleanno o il cambiare lavoro, si cerca di capire dove si è arrivati, dove si sta andando, e se ha senso ciò che si è fatto.

Quando un annetto fa i binari della vita mi condussero in Svizzera, ero curioso e un po’ impaurito; fondamentalmente non avevo la minima idea di cosa avrei trovato in un ufficio come Sketchin.

Ora che sono in procinto di salire sul treno del rientro, so cosa ho trovato in Sketchin, ed è qualcosa dal valore inestimabile: ho trovato persone grandi, in grado di regalare emozioni enormi.

Dal punto di vista umano Sketchin mi ha dato moltissimo, e non avrò ricordo più caro di quello stupore che si prova quando ci si accorge di quanto splendide siano le sorprese che la vita ci riserva.

Il treno sta per partire, e guardando le stelle penso che sarebbe bello scoprire che andando sempre dritto tornerei esattamente qui, ad ammirare questa fantastica luna.

Alberto

December 04, 2008

Wordpress 2.7: la rivoluzione

No, oggi non è la vigilia di Natale e domani non è il 25 dicembre, ma questa notte alle 2 ora svizzera (italiana :P) esce la nuova versione di Wordpress, la 2.7!
Credo sia un gran regalo per tutti i blogger del mondo dal momento che le novità sono veramente consistenti.

Alcune settimane fa ho potuto leggere il report del test d’usabilità (disponibile in pdf o su slideshare) condotto dagli sviluppatori di wordpress in collaborazione con la Ball State University (CMD).

Il test, somministrato quest’estate fra maggio e agosto, è stato svolto inizialmente su una versione “potenziata” (corretta) di wordpress 2.5. Questa prima fase è terminata con delle raccomandazioni così sostanziali da obbligare gli sviluppatori, per la seconda fase, a creare un nuovo prototipo di test completamente diverso dal primo e quindi dalla versione classica di wordpress, il Crazyhorse Prototype.

Le conclusioni del test dichiarano questa nuova versione come un “inqualificabile successo” dal momento che la totalità degli utenti ha ammesso di preferirla alla vecchia.

La novità principale riguarda l’introduzione della sidebar.

Wordpress non avrà più le sembianze di un sito con barra di navigazione orizzontale ma somiglierà ad una vera e propria applicazione. Una barra di navigazione laterale (a sinistra) permetterà di espandere a piacimento le sezioni di navigazione senza dover ricaricare la pagina.

L’organizzazione dei contenuti sarà object-oriented per evitare la continua confusione degli utenti fra la sezione Manage e la sezione Write. Molti utenti inoltre scambiavano spesso la funzione “write posts” con la funzione “write pages“.

La dashboard sarà molto più funzionale e sembra che il meccanismo di upload ed embed di file multimediali sarà molto più user friendly.

Per quanto riguarda me son contenta che i box di inserimento tag e categorie nella pagina di scrittura del post siano stati spostati dal fondo della pagina alla destra del campo di testo. Perchè, proprio come la maggioranza degli utenti del test, mi scordavo sempre di aggiungerli..

Attenzione però! La nuova versione sarà disponibile per ora solo agli utenti di wordpress.com, ovvero tutti quelli che utilizzano il blog direttamente sulla loro piattaforma! E l’aggiornamento sarà automatico.

Per quelli invece che hanno installato wordpress sul proprio server ci vuole ancora un pò di pazienza, lo zippone sarà scaricabile dalla settimana prossima all’indirizzo: http://wordpress.org/download/

November 14, 2008

Stickynotes mania

Pubblicato in: Prototyping — Tags: , , — da Leonora Giovanazzi alle 18:41

Da Adaptive Path vengo a conoscere oggi un servizio simpatico e probabilmente molto utile.
Protonotes permette, inserendo qualche riga di codice nelle nostre pagine web, di poter appiccicare post-it sulla pagina e commentare a piacere.
Non solo possiamo farlo noi, registrati al servizio, ma chiunque passi per la pagina.

In realtà il servizio è pensato per gli sviluppatori che hanno bisogno di far visionare i propri progetti nella fase di prototipizzazione e quindi l’uso sarebbe inteso solo interno.

Addio commenti nei pdf, correzioni su jpg o mail chilometriche per spiegare cosa e come correggere del tipo “nel terzo paragrafo del testo in basso a destra il padding-left va aumentato di una ventina di pixel”. Ora ci si mette un bel post-it a fianco e il gioco è fatto.

Inutile inoltre spiegare quanto sia utile poter avere un’interazione istantanea e multi-utente su quanto commentato..

Buon lavoro!

October 22, 2008

Flash & Motori fisici

Pubblicato in: Prototyping — Tags: , , , , , — da Alberto Sarullo alle 10:40

Da qualche anno la potenza di calcolo disponibile sui personal computer ha permesso di portare sul web giochi ed applicazioni computazionalmente pesanti, senza che questo comprometta la normale fruizione di contenuti.

La grafica 3D e la fisica sono due degli ambiti che richiedono più potenza di calcolo, e l’uscita dal flash player 10, prima versione in grado di sfruttare la GPU per elaborare dati, ci fa comprendere come nei prossimi mesi sia lecito aspettarsi una diffussione su larga scala di applicazioni che includano grafica 3D, calcoli fisici, ed effetti applicati in tempo reale.

Dopo il post relativo a Gravitwit, ho ricevuto alcune e-mail che mi chiedevano spiegazioni sul motore fisico dell’applicazione; scrivo questo post per elencare gli indirizzi di alcuni dei motori fisici 2D esistenti per Flash/Flex (insomma, per ActionScript 3), sperando di fare cosa gradita a chiunque sia interessato all’argomento.

BOX2D - http://box2dflash.sourceforge.net/

Porting in AS3 di un motore fisico originariamente scritto in C/C++. Sul sito sono presenti alcuni esempi, le API, e un forum di supporto. Licenza zlib/libpng.

MOTOR - http://lab.polygonal.de/motor_physics/

Interessante evoluzione di Box2D da parte dei ragazzi di Polygonal. Licenza BSD.

APE - http://www.cove.org/ape/

Motore fisico creato da Alec Cove; purtroppo lo sviluppo è fermo da tempo.

FISIXENGINE - http://www.fisixengine.com/

Motore fisico 2D, licenza commerciale

October 13, 2008

Se la fisica incontra Twitter…

Non c’è spettacolo più emozionante che vedere un infante alla scoperta della fisicità del mondo che lo circonda: la prima volta che il bambino tocca qualcosa e si accorge che questa, quasi per magia, reagisce alla sua azione, apprende una nozione fondamentale per la sua esistenza.

Ammetto di non potermi proprio definire un utilizzatore compulsivo di twitter, ma recentemente ho assistito a situazioni limite (twitter come unico strumento di comunicazione) che mi hanno fatto rivalutare l’utilità del servizio.

Sia ben chiaro: non ho iniziato a twittare.

Ma ho iniziato a seguire le twittate di altre persone.

Accorgendomi che twitter, via web, è tremendamente statico, fermo, immobile!

Così, spinto da puro spirito ludico, ho cercato di immaginare come rendere le cose un po’ più movimentate: se solo fosse possibile toccare le twittate, lanciarle nel cielo, e osservare con sorpresa ciò che accade, quel bambino che anni fa si meravigliava della fisicità delle cose, oggi probabilmente sorriderebbe.

GraviTwit.com/sketchine (prima le signore)

GraviTwit.com/sketchin

GraviTwit utilizza le API di twitter, quelle di Flickr, ed è programmato in Actionscript 3 / Php 5. E’ stato creato e messo online dopo una decina di ore di intenso sviluppo: i bug ci sono, ma fanno parte dello spirito giocoso del progetto.

May 28, 2008

Arduino do it better

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Sketchin si è chiusa per due giorni in ufficio alla ricerca di un’invenzione attuabile con Arduino.

Chi ci ha aiutato?
Massimo Banzi:

Costruisco aggeggi elettronici e programmo da quando sono bambino. Mi sono occupato per molto tempo di web ed ho insegnato per 4 anni all’Interaction Design Institute Ivrea. Ora aiuto i designer ad applicare tuttle le ultime tecnologie ai loro progetti.

Cos’è Arduino?

Arduino è una piattaforma open-source di physical computing composta da una semplice scheda di I/O ed un’ambiente di sviluppo usato pre scrivere programmi nel linguaggio Arduino. Il linguaggio Arduino è un’implementazione di Wiring a sua volta derivato da Processing.

Arduino può essere usato per sviluppare oggetti interattivi, leggere informazioni da una serie di interruttori o sensori e controllare luci, motori e altri output. I progetti costruiti con Arduino possono essere oggetti a se stanti o posso comunicare con del software che gira in un computer. (per esempio Flash, Processing, MaxMSP). Le schede possono essere assemblate a mano oppure acquistate pre-assemblate. L’ambiente di sviluppo open-source può essere scaricato gratis.

Questi sono gli strumenti che abbiamo avuto a disposizione:

1. Arduino (il cuore, il processore, il cervello)

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2. Una breadboard

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3. Cavetti colorati

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4. Resistenze

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5. Analogic input (sensori)

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6. Digital e analogic output

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7. Tanta fantasia

Ecco infine i progetti che sono emersi :)

- salva vita anticappottamento per sedie
- auto save per computer
- lampada a led comandabile con battito delle mani
- schermo LCD che stampa l’ultimo post del blog di Sketchin
- lampada intensificabile tramite comando mobile inclinabile
- servo motore telecomandabile tramite telecomando Wii

Direi che ci siamo divertiti e abbiamo imparato molto riguardo l’interaction design e la gestione di sensori di ogni genere.
Chissà che al prossimo Sketchin Lab non si riesca ad avanzare e perfezionare qualcuno di questi progetti. Il robot di Luca Mascaro per ora muove solo un braccio, magari in futuro potrà combattere contro Sketchy il Nabaztag.

Qui potete trovare un pò di foto :)

May 19, 2008

Sunspot - Small Programmable Object

Pubblicato in: Prototyping, Sketchin life — da Alberto Sarullo alle 13:31

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Parlando di prototipazione hardware, è naturale pensare al famoso Arduino, ormai disponibile in varie declinazioni (mini, bluetooth, etc); esistono tuttavia altre schede programmabili, com quella che ho avuto in prestito qualche tempo fa.

Sto parlando dei SunSpot, i costosi radio-cubetti creati da Sun Microsystem e programmabili (ovviamente) in Java.

Il kit è composto da due free-range Spot dotati di sensori (temperatura, luminosità, accelerometro) e da una base station, collegabile al proprio computer. Gli Spot sono in grado di comunicare tra loro o con la base station via radio, usando lo standard 802.15.4 (alla base di Zigbee).

Rispetto ad altre schede analoghe, credo che il grande vantaggio della tecnologia SunSpot risieda nella semplicità con cui è possibile programmarli: conoscendo Java e basandosi esclusivamente sulla documentazione disponibile online, è possibile creare in poche ore applicazioni in grado di leggere i sensori, scambiare dati via radio e spedire informazioni sul web.

Sul lato superiore di ogni SunSpot sono presenti i pin (sia analogici che digitali) necessari per collegare sensori esterni, servi, motori, alimentazione esterna.

La potenza di calcolo della cpu (ARM920T 180MHz) e i 4MB di memoria flash permettono di caricare su ogni SunSpot anche applicazioni pesanti o che richiedano una notevole mole di dati.

May 06, 2008

Multitouch a costo zero

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E’ innegabile che l’iPhone abbia dato il via alla diffusione di massa delle interfacce multitouch, prima relegate al mondo della ricerca e della sperimentazione.

Nonostante questo, esistono ancora barriere da abbattere prima che sviluppare interfacce multitouch sia alla portata di chiunque. Sembra quasi che quella tendenza generale che favorisce le tecnologie facilmente accessibili o aperte, non abbia ancora investito il settore delle interfacce multitouch.

Settimana scorsa, però, mi sono imbattuto in qualcosa che potrebbe contribuire a superare quello scalino che impedisce agli sviluppatori freelance di “giocare” con interfacce multitouch.

Sto parlando di TouchLib, libreria gratuita e multipiattaforma che genera input per interfacce multitouch.

Il necessario?

  • Una webcam
  • Una scatola (al cui interno montare la webcam)
  • Un foglio di carta (attraverso cui la webcam vedrà le nostre mani)
  • Potenza di calcolo

TouchLib processa le immagini catturate dalla webcam (ciò significa aree sensibili potenzialmente molto grandi) generando un output processabile (xmlsocket) da qualunque applicazione.

La libreria richiede una fase di calibrazione e non offre le prestazioni dei sistemi professionali, ma ha l’enorme merito di permettere a chiunque, a costo zero, di avare i “tocchi” su cui costruire le proprie applicazioni.

Se non siete sviluppatori e volete comunque provare a realizzare il vostro box multitouch, non c’è alcun problema: il pacchetto di installazione include alcune demo che richiedono esclusivamente di avviare e calibrare TouchLib.

March 28, 2008

User Experience 2.0?

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Non posso farci nulla, il web 2.0 mi ha conquistato subito, dalla prima applicazione sociale (del.icio.us) che ho scoperto qualche anno fa, fino a diventare un vero mestiere un pò più recentemente. A rifletterci bene la grande novità del web 2.0 sono proprio loro, le persone, con la loro passione e la voglia di recitare un ruolo da protagonisti all’interno dei servizi web.

Persone? Anche la user experience fa esattamente questo! Disegna dei servizi portando gli utenti al centro e utilizzandoli come faro progettuale di un processo mirato a garantire un’esperienza d’uso piacevole, soddisfacente e specialmente il raggiungimento di obiettivi ben specifici.

Che rapporto c’è allora tra progettazione centrata sull’utente e web 2.0 o, volendo fare un passo in più, come si progetta la user experience del web 2.0? La domanda non è retorica, come sanno gli architetti dell’informazione che un bel giorno hanno scoperto la morte della propria disciplina o tutte le persone che sempre più fdi requente si trovano a pensare ambienti di community, social networking, sistemi di life streaming, wiki, blog, etc.

Nonostante l’assunto di base costituito dall’utente, in realtà il processo classico di user experience prevede una significativa quantità di lavoro finalizzato alla definizione del target, degli obiettivi di business, dei competitor, dei sistemi di navigazione, dei task, delle etichette, della struttura delle pagine e dei meccanismi di ricerca. Questo lavoro richiede settimane (o mesi a seconda del progetto) e da alcuni viene bollato com Big Design Up Front, in contrasto con l’approccio minimalistico, iterativo all’estremo ed in costante beta dei servizi web 2.0.

E non si tratta di fare filosofia, il web 2.0 porta alla ribalta un altro concetto finora poco affrontato nella progettazione, ovvero il design sociale. Già, due dei principi salienti del web 2.0 sono gli effetti network ed i meccanismi di emergenza. Il progettista non deve cioè limitarsi a progettare la macchina (l’esperienza individuale), ma sforzarsi di pensare all’autostrada (l’esperienza di gruppo o di massa) che abiliterà l’interazione tra grandi numeri di utenti facendo si che il risultato di insieme divenga sempre più utile quante più persone partecipano.

Alcune domande importanti sono allora:

  • come cambia la progettazione della user experience per applicazioni centrate sulla massa e non sul singolo?
  • come è possibile coinvolgere gli utenti per intercettare delle esigenze addirittura prima di lanciare il servizio (ma pensando ad utenti reali e non fittizi come le personas)?
  • le fasi e le attività canoniche di user experience sono ancora capaci di rispondere efficacemente alle esigenze del web 2.0?

A questo proposito, Alberto abbozzava tempo fa alcune interessanti idee mutuate dagli Elementi teorici per la progettazione dei Social Network di Gianandrea Giacoma e David Casali, citando anche lo stimolante intervento di Rashmi Sinha (a cui ho avuto la fortuna di assistere) per la chiusura dell’Information Archicture Summit dell’anno scorso: Fast, cheap and somewhat in control.

Il messaggio è chiaro: in alcuni casi (come la progettazione di Slideshare.net, a cui lo speech in gran parte si riferisce) possiamo buttare via la metodologia tradizionale e ragionare in modalità più 2.0:

  • L’alpha è la prima reazione
  • La beta è il sondaggio di mercato
  • Niente personaggi, parla con gli utenti
  • Lancia, poi rifinisci
  • Progetta sociale
  • Utilizza le shadow apps
  • Gli sviluppatori devono capire il design
  • Poco visual, tanta personalizzazione
  • Semplicità tecnica
  • Semplicità estrema di utilizzo

Le applicazioni web 2.0 sono ancora una minima parte di ciò che viene prodotto sul web e certamente siamo all’inizio per quanto riguarda gli impatti sulla user experience. La domanda che faccio a voi è però: il web 2.0 (o qualunque cosa venga dopo nella direzione degli utenti) spazzerà via la user experience tradizionale, la cambierà o semplicemente procederà su un binario separato?

Link: L’intervento di Rashmi e gli spunti di Alberto.

March 27, 2008

Hello world

Pubblicato in: Prototyping, Sketchin life — Tags: , , — da Alberto Sarullo alle 09:00

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Ultimo acquisto nonchè più anziano (classe ‘80) della sede di Manno, sono il nuovo prototipatore di Sketchin.

Il mio ruolo è duplice: da un lato affianco Alice, nel cercare l’equilibrio nell’eterna diatriba tra grafici e programmatori, e dall’altro sviluppo velocemente prototipi funzionanti.

Studio informatica, negli ultimi anni mi sono occupato di web e grafica 3D, e sto seguendo con interesse tutto ciò che è legato alla cosiddetta internet of things.

Introverso, flessibile, disordinato quanto basta :)

 

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