Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

June 05, 2009

Sketchin offre un’opportunità di stage

stage

Sketchin offre una opportunità di stage della durata di tre mesi ad uno/una studente/essa che voglia specializzarsi in architettura dell’informazione, interaction design o visual design.

Le caratteristiche per accedere allo stage sono:

  • Buone conoscenze di XHTML e CSS
  • Fondamenti di web design e di comunicazione online
  • Agilità mentale e capacità di adeguarsi alle situazioni ergo capacità di mettere in discussione il proprio lavoro e di adeguarlo
  • Capacità di lavorare in team
  • Buone conoscenze di lingua inglese

Se senti di essere tu la persona che stiamo cercando mandaci il tuo curriculum e una breve lettera di presentazione raccontandoci perchè vuoi fare lo stage da noi a: job@sketchin.ch

May 06, 2009

ExperienceCamp09: candidati come relatore!

logo_experiencecamp

L’ExperienceCamp09 è alle porte e siamo tutti in fermento per questa nuova edizione allargata.

Quest’anno, come avete già sentito, abbiamo deciso di invitare a partecipare anche le aziende e gli appartenenti all’ambito accademico, per affrontare i temi del Design dei media sociali, Mobilità e Playful UX a 360 gradi.

Per questo vi invitiamo tutti a collaborare proponendo il vostro intervento, per un camp che sia davvero di tutti.

Scrivete a iwantyou@experiencecamp.org

February 26, 2009

Partono i nuovi workshop di Sketchin

processoblog

Si parte!

Per il 2009 abbiamo deciso di aprire i nostri uffici e offrirti un programma di workshop specifici, studiati appositamente per approfondire le tematiche  legate alla progettazione dell’esperienza d’uso.

Il programma si propone di rispondere a tutte le esigenze e si compone di:

I posti sono limitati per offrirti un workshop personalizzato e specifico.

Scopri tutti i dettagli e risparmia iscrivendoti entro il 22 marzo!

January 29, 2009

La ruota gira e tesse come vuole*

leonora giovanazzi

Ragazzi ci siamo, è per me giunto il momento di tornare fra i comuni mortali!

Spero che la visione di quattro stagioni di Lost (e due puntate della quinta) mi abbia reso abbastanza forte da poter sopravvivere nella giungla selvaggia di Milano.

Lascio la Svizzera e Lugano dopo quattro anni di studio e di lavoro, due dei quali (quasi) passati nell’effervescente Sketchin.
Lascio questi monti, questo lago e quest’ufficio carica di gratitudine per tutto quello che hanno fatto per me, per come mi hanno cresciuta e per come mi hanno sostenuto nelle sfide quotidiane.

Abbraccio, uno per uno, tutti i lettori di questo blog e li rassicuro che non sto sparendo: potete sempre trovarmi nelle mie foto :)

Leonora

P.S.: cari amici e lettori milanesi, io torno ma conto su di voi per il futuro eh!

*(cit) Robert Jordan, The wheel turns, weaving the pattern of an age (The Wheel of Time)

December 22, 2008

Sommerso dai contenuti? Niente paura! Filtrali

colino1

Se ci troviamo ad avere a che fare con una grande quantità di contenuti, è buona norma pianificare l’introduzione dei cosiddetti filtri.

Va detto anzitutto che i filtri sono solo una delle varie strategie progettuali che gli architetti dell’informazione hanno per dare un senso compiuto ai propri contenuti e fare in modo che tale senso venga percepito correttamente anche dagli utenti.

I filtri sono una modalità di navigare i contenuti per dimensione. Permette cioè agli utenti di chiedere al sistema di visualizzare i soli contenuti aventi una certa caratteristica.

E’ molto probabile che abbiate a che fare quotidianamente con i filtri.
Basti pensare al public wall di Facebook i cui contenuti sono filtrabili per:

  • Notizie
  • Aggiornamenti di status
  • Foto
  • Elementi pubblicati
  • Aggiornamenti di intestazione

Perchè vi sto parlando di questo? Perchè qualche giorno fa Google ha fatto un nuovo servizio all’umanità introducendo in Google Images due nuovi filtri ai tre già presenti.
Ora quando cerchiamo un’immagine su Google Images è possibile filtrare i risultati per tipologia di contenuto:

  • News content
  • Faces
  • Clip art (nuovo)
  • Line drawings (nuovo)
  • Photo content

Adesso viene il bello. Guardate come cambia la pagina dei risultati se cerchiamo la parola “house”: filtro photo content, filtro faces.

Ah! Se nelle impostazioni di Google avete la lingua italiana i filtri disponibili sono solo notizie, volti e fotografie.

December 10, 2008

Progettare per iPhone: cercare la rilevanza in mobilità

Pubblicato in: Information architecture, design — Tags: , , — da Leonora Giovanazzi alle 15:17

Tutti i grandi del web (Facebook, Google, Myspace, ..) si sono lanciati nella riproposizione del proprio servizio sotto forma di applicazioni gratuite per iPhone.

Di come si progettano tali applicazioni ha appena parlato Luca sul suo blog mettendo in evidenza la  caratteristica fondamentale di tutte le applicazioni per iPhone, ovvero il fatto che devono avere una rilevanza funzionale in mobilità. E’ questo che da loro valore agli occhi dell’utente.

Devono offrire un servizio utile e fruibile per strada, sul bus, in auto (se non si è seduti nel posto del conducente..).

E devono avere un valore aggiunto rispetto al sito per iPhone dello stesso servizio altrimenti si rischia che siano semplicemente fratelli gemelli. Applicazione per iPhone e sito per iPhone devono permettere di fruire dello stesso servizio (e qui è importante definire precisamente quale sia il core del servizio) tramite differenti modalità funzionali. Forse comunque il semplice fatto che con l’applicazione non è più necessario loggarsi per fruire del servizio potrebbe essere un valore aggiunto sufficiente..

Ecco, mentre molti big si sono mossi in entrambe le direzioni progettando e offrendo agli utenti sia la versione web per iPhone che l’applicazione, altri si sono fermati alla progettazione della sola versione web based.

E’ il caso di Flickr, il maggior servizio di gestione e condivisione online di fotografie.

Flickr per ora non ha una sua applicazione ufficiale (sembra comunque che verrà lanciata a breve) ma solo una versione web per iPhone completamente pensata appositamente per i navigatori in mobilità.

Vi elenco al volo cosa è stato ritenuto sacrificabile (inutile) per l’utilizzo su iPhone e che quindi non trovate se andate all’indirizzo http://m.flickr.com:

  • la navigazione per nuvola di tag
  • i gruppi (in tutte le loro forme: ricerca foto per gruppo, gruppi in cui una foto è inserita, i miei gruppi)
  • l’organizza (funzionalità di gestione e manipolazione delle proprie foto)
  • lo slideshow (possibilità di vedere le foto sotto forma di presentazione)
  • l’upload diretto (è possibile solo tramite e-mail. In realtà questa più che una scelta è stata una costrizione dal momento che l’iPhone non è in grado strutturalmente di effettuare l’upload di files)

Avrei voluto fare un confronto fra le scelte progettuali di flickr web based per iphone e flickr application per iPhone ma per ora non è possibile.

Il motivo per cui Flickr non possiede ancora una applicazione dipende forse da motivi di tempo. Basti notare che Yahoo (proprietario di Flickr) è riuscito appena ieri a far uscire la versione mobile di Delicious..

Sarò curiosa di osservare come il core del servizio sarà declinato/istanziato nel nuovo ambiente d’uso (quello appunto delle applicazioni) e prendermi nota delle differenze dalla versione attuale.

Tanto per cominciare immagino che sarà presente la funzionalità di slideshow, a mio parere particolarmente utile in mobilità. A chi non è mai capitato di voler far vedere delle fotografie agli amici sul cellulare/iPhone?

Staremo a vedere :)

November 27, 2008

[Romecamp08] Progettare ecosistemi: come coordinare web, mobile, iPhone, Wii, …

Al Romecamp sono finalmente riuscita a condividere “a tu per tu” (ringrazio i numerosi presenti alla mia presentazione!) il tema degli ecosistemi nell’ambito della progettazione di siti e servizi fruibili in più ambienti d’uso.

Il tema è attuale più che mai. Son contenta di aver inziato un confronto con diverse persone e sono sicura che la discussione avrà modo di evolvere nel tempo.
Riuscire a progettare correttamente e coerentemente il cuore di un servizio web tenendo a mente le caratteristiche multiformi dei vari canali di fruzione e ambienti d’uso è la sfida che intendo accettare per il futuro.

Intanto vi propongo le slides della presentazione al Romecamp :)

November 11, 2008

Al via il primo workshop di Sketchin sull’architettura informativa

Si parte! Il 28 e il 29 novembre terrò insieme a Luca Mascaro il primo workshop sull’architettura dell’informazione di Sketchin.

Ecco la presentazione:

Negli ultimi anni l’attività dei progettisti del web si è spostata dalla parte dell’utente. L’inseguimento e la scoperta dei suoi desideri e dei suoi pensieri sono diventati chiave del successo di un sito o di un servizio web.

Scopri come ragionano i tuoi utenti e probabilmente il tuo sito sarà loro comprensibile.
Questo workshop si propone di illustrare e mettere in pratica le tecniche di raccolta e identificazione dei modelli mentali degli utenti.
Le metodologie che verranno presentate prima in teoria e poi in pratica sono il free listing e il card sorting.

Per tutti i dettagli sul programma e le iscrizioni vi rimando alla pagina ufficiale.

Vi aspetto numerosi!
Leonora

October 27, 2008

Progettare ecosistemi di dispositivi digitali

Con questo post vorrei inziare con voi una riflessione che vorrei sviluppare nei prossimi mesi: come progettare architetture informative per ecosistemi digitali, ovvero architetture adattabili ad una molteplicità di device, a partire dal computer per arrivare ai supporti mobili come cellulari e iPhone.

Iniziamo però con il capire che cosa si intende per ecosistema digitale dal momento che d’ora in avanti si userà questo termine e forse non è entrato ancora con certezza nel nostro lessico quotidiano.
La definizione che vi propongo si riferisce ad ecosistemi di applicazioni e servizi online ed è di Massimo Giordani, docente di “Integrazione dei media” e di “Strumenti e metodi di interazione ipermediale” al Politecnico di Torino:

Un ecosistema digitale è concettualmente analogo a un ecosistema biologico, dove ogni singola parte cresce con il tutto. E’ una visione olistica della Rete che trova fondamenti scientifici nelle più recenti teorie sui sistemi complessi e sullo sviluppo delle reti a invarianza di scala (scale free network).

Da un punto di vista operativo, questo approccio consente di raggiungere risultati formidabili in termini di visibilità on-line e, quindi, di probabilità di essere trovati dai navigatori potenzialmente interessati a uno specifico tipo di informazione.

Elementi base di un ecosistema digitale sono, oltre al “classico” sito Internet, i nuovi strumenti resi possibili dal cosiddetto Web 2.0, tra cui blog, Podcast, YouTube, Flickr, MySpace, Second Life, le community di settore, i social network, i forum, i syndication, i Mashup, e tutti quei canali e luoghi digitali con cui è possibile “comunicare”, magari a target diversi ma in un’ottica fortemente integrata, pianificata accuratamente e gestita con continuità.

Il passo in più che vorrei fare riguarda il dominio a cui applichiamo la definizione di ecosistema e cioè vorrei parlare più che di ecosistema delle applicazioni, di ecosistema dei supporti e dei device (attraverso i quali tali applicazioni vengono fruite).

Mi sposto quindi verso il concetto di ecosistema di dispositivi digitali perchè la comunicazione integrata citata da Giordani possa sfondare i confini della connessione fra applicativi per approdare ad una più completa molteplicità che tenga in conto anche la varietà dei supporti fisici di fruzione.

Sto parlando di una problematica quanto mai attuale in questi ultimi mesi. Con l’avvento dell’iPhone a giugno di quest’anno i riflettori si sono spostati improvvisamente sul mobile (già a fine 2007 erano in molti ad elencare fra i buoni propositi dell’anno venturo l’ascesa del mobile).
Mai prima d’oggi la navigazione del web è diventata così accessibile al largo pubblico anche attraverso supporti diversi dal tradizionale monitor da 15 pollici (e inserisco anche gli 11 pollici degli Asus EEE & Co. fra i supporti tradizionali.. ).

La verità è che quest’anno un milione di persone solo in Italia ha navigato su Internet tramite cellulare.

Ma di tutti i siti a cui le persone accedono tramite telefonino o iPhone, quali sono strutturati in modo sufficientemente efficace per il nuovo dispositivo e abbastanza coerente al sito madre? Quali riescono ad offrire il giusto connubio fra contenuti offribili (quelli del sito madre) e contenuti offerti (quelli del sito mobile)?

Ma soprattuto se esistono siti mobile efficaci, perchè lo sono? Come è stata costruita l’architettura informativa? In cosa differisce dall’architettura informativa del sito madre?

Ecco, nei prossimi mesi cercherò di rispondere a queste domande.

Prima di chiudere questo primo post introduttivo sulla progettazione per mobile vorrei comunque sottolineare che l’attuale relazione madre-figlio fra le architetture informative non è per nulla indicativa del futuro! Potrebbe benissimo accadere che le architetture madri saranno quelle delle versioni mobile oppure che le architetture saranno tutte sorelle e semplicemente adattate al singolo dispositivo.

Se qualcuno mi vuole dare una mano nel portare avanti queste riflessioni è il benvenuto :)

October 16, 2008

OptimalSort: uno strumento per fare card sorting online

Un’azienda neozelandese (Usability Consulting) specializzata in ambito usabilità e architettura informativa ha fatto, nel 2004, il grande passo che in molti sognano di fare: si è costruita il proprio strumento per l’attività di card sorting e relative analisi.

Devo dire che sono un pò invidiosa perchè non è da poco costruire un proprio strumento di ricerca ed analisi customizzato esattamente sulle proprie esigenze.
Sono invidiosa più che altro perchè risulterà particolarmente utile a chi lo ha progettato: lo strumento sarà definito esclusivamente dalle funzionalità preferite in quanto più adatte al proprio particolare processo lavorativo.

L’applicazione si chiama OptimalSort ed ho intenzione di utilizzarlo e testarlo un pò (partendo dalla versione demo) sperando che si possa incastrare con le mie di esigenze (è disponibile sia la versione per il card sorting chiuso che per il card sorting aperto).

Sicuramente un punto da studiare è che, in quanto applicazione online, è possibile inviare il test via mail agli utenti e permettere loro di svolgerlo in totale autonomia e comodità (da casa..).
Il numero degli utenti può così essere molto più grande dal momento che non si devono più organizzare incontri e spostamenti. Questa opportunità è comunque da osservare con attenzione perchè l’esecuzione del test in assenza del facilitatore ha i suoi pro e i suoi contro..

Se qualcuno lo sta già utilizzando (in fondo è dal 2004 che è in circolazione) mi interesserebbe sapere la sua opinione :)
Se invece qualcun’altro si sta trovando bene con software alternativi si faccia avanti che potremmo provare a paragonarli fra loro!


 

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