Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

June 01, 2010

UXconference: aperto il call for paper

uxcon2009

Apriamo le porte, e anche quest’anno, apriamo finalmente il call for paper per la nuova edizione di UXconference, che nel 2010 vi propone di non mancare alla conferenza sulla user experience che fa cultura, mostra le ultime innovazioni nel settore e diviene punto d’incontro tra professionisti, clienti e mondo della ricerca.

UXconference 2010 punta a offrire un panorama completo sulle innovazioni nella progettazione di siti web e mobile, applicazioni iPhone e iPad in tutti gli aspetti di design e strategia.

Per questo affronta tutte le tematiche dello user experience design, in una panoramica completa di processo, metodo e strategia, per portare l’esperienza d’uso degli utenti davvero al centro dell’attenzione.

Come lo facciamo? Parlando di tutti gli step del processo di progettazione, per portare la UX in ogni azienda, sito web o mobile, applicazione iPhone o iPad. Perchè crediamo in un mondo di esperienze gradevoli per gli utenti.

Nel dettaglio, accettiamo speech su:

  • Usability
  • User research
  • Information Architecture
  • Interaction Design
  • Visual Design
  • Content Design

Per candidarvi come speaker, entro il 15 luglio, scoprite tutti i dettagli su UXconference.

March 30, 2010

Contrasto cromatico

Pubblicato in: Visual design — Tags: , , , — da Alice Garbocci alle 23:31

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Consiglio vivamente l’articolo scritto da Leslie Jensen-Inman: Contrast is King in cui tratta l’argomento del contrasto cromatico.

Buona lettura :)

February 24, 2010

BBC e la nuova corporate

bbc1

In questi giorni è uscito uno splendido post scritto da Bronwyn van der Merwe ex creative director senior presso BBC e attualmente a capo del settore Design e UX.

A due anni di distanza van der Merwe nell’ articolo ” A new global visual language for the BBC’s digital services ” spiega il lavoro che il team di designer interno insieme Neville Brody e al suo studio ( Research Studios ) hanno svolto per arrivare alla definizione di un sistema di linee guida da declinare sul’intero organismo media di BBC.

Per chi volesse c’è anche la possibilità di scaricare il manuale ( Global Visual Language Guidelines v2.0 ) dalla sezione Future Media Standards & Guidelines.

Buona lettura :)

January 11, 2010

Android: linee guida per la progettazione di interfacce.

star1

Progettando icone per Android non si può evitare di incappare nelle linee guida stilate dal loro team e messe a disposizione di sviluppatori e designer.
Ottimo supporto per chi si trova per la prima volta a progettare per questa tipologia di piattaforma, il documento risulta chiaro e ben strutturato purtroppo è disponibile solo in inglese e giapponese.

” The Android UI team has begun developing guidelines for the interaction and visual design of Android applications. Look here for articles that describe these guidelines as we release them. “

June 05, 2009

Sketchin offre un’opportunità di stage

stage

Sketchin offre una opportunità di stage della durata di tre mesi ad uno/una studente/essa che voglia specializzarsi in architettura dell’informazione, interaction design o visual design.

Le caratteristiche per accedere allo stage sono:

  • Buone conoscenze di XHTML e CSS
  • Fondamenti di web design e di comunicazione online
  • Agilità mentale e capacità di adeguarsi alle situazioni ergo capacità di mettere in discussione il proprio lavoro e di adeguarlo
  • Capacità di lavorare in team
  • Buone conoscenze di lingua inglese

Se senti di essere tu la persona che stiamo cercando mandaci il tuo curriculum e una breve lettera di presentazione raccontandoci perchè vuoi fare lo stage da noi a: job@sketchin.ch

June 02, 2009

Stagione Workshop 2009: Progettazione visuale per il web

blogpiccola

Nei giorni scorsi (28-29 maggio) ho tenuto il workshop dedicato alla progettazione visuale per il web.

Abbiamo discusso, incollato, tagliuzzato, prodotto, ma soprattutto ci siamo confrontati.

Le due giornate che ci hanno visto protagonisti sono iniziate giovedì alle 9e30. Abbiamo aperto le danze analizzando il contesto di riferimento in cui il visual designer si trova ad operare.
Dopo un breve chiarimento su: chi è il visual designer, che ruolo ricopre nella progettazione di un sito/portale/applicazione web, cosa si intende storicamente per “buon design” e per progettazione, ci siamo focalizzati sul processo di analisi/design/produzione che segue il designer visuale nello sviluppo di artefatti digitali.

Abbiamo proseguito con la definizione, descrizione e messa in opera delle prime deliverable del processo: inspiration-board e mood board e con un’esercitazione pratica sulla loro realizzazione. Aldo, Diego, Luca, Stefano e la sottoscritta abbiamo dedicato il pomeriggio alle esercitazioni.
Dati due brief per la progettazione o riprogettazione di due portali, l’obiettivo è stato quello di strutturare le deiverable di analisi definendo l’utenza di riferimento e analizzando i competitor. Con forbici alla mano, colla e sommersi di riviste abbiamo concluso la prima giornata :D. Il risultato è stato soddisfacente e ha creato la base per le esercitazioni della giornata successiva.

Il secondo giorno è proseguito con la descrizione e la comprensione di cosa sono le style-board, a cosa servono, perché vengono realizzate e per chi e naturalmente con un’ esercitazione in merito. Questa volta utilizzando il digitale che ci ha permesso di velocizzare il lavoro e a renderlo più simile a quello che viene fatto durante un progetto reale.

La progettazione delle tavole di stile, ci ha aiutati a focalizzare l’aspetto visuale della progettazione astraendolo dal prodotto finale. Il vedere il visual design senza immaginarsi quello che sarà, mettere da parte tutti i ragionamenti sulle funzionalità e l’interfaccia (dominio dell’interaction designer) per dedicarsi a tipografie, spazi, aria, palette cromatiche , tono di voce, etc…

Abbiamo concluso il workshop con la definizione di quelle che sono le parti di concept e produzione dei visual di dettaglio, toccando temi come: icon-design, griglie, ADV, affordance ed infine la QA (Quality assurance).

A freddo il bilancio è decisamente positivo. Il taglio colloquiale ed orientato al “fare” e non solo al dire che ho deciso di adottare, sono stati a mio avviso i punti forti del workshop, quelle componenti che ci hanno fatto dire: “Ci siamo divertiti e abbiamo imparato qualcosa.”

Chi volesse vederci all’opera può curiosare fra le foto dei partecipanti, chi invece volesse chiacchierare con i partecipanti può iscriversi subito al gruppo di discussione su facebook, ma soprattutto, per chi non vuole perdersi l’esperienza dei nostri workshop, è il momento di iscriversi al prossimo, sull’architettura dell’informazione che si terrà il 18 e 19 giugno!

February 26, 2009

Partono i nuovi workshop di Sketchin

processoblog

Si parte!

Per il 2009 abbiamo deciso di aprire i nostri uffici e offrirti un programma di workshop specifici, studiati appositamente per approfondire le tematiche  legate alla progettazione dell’esperienza d’uso.

Il programma si propone di rispondere a tutte le esigenze e si compone di:

I posti sono limitati per offrirti un workshop personalizzato e specifico.

Scopri tutti i dettagli e risparmia iscrivendoti entro il 22 marzo!

February 23, 2009

Beauty contest: il nuovo sito di Sketchin

Pubblicato in: Visual design — Tags: , , , , — da Alice Garbocci alle 12:33

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Ci sono, ci sono… non mi sono dimenticata del blog. Solo un po’ da fare :P

In questi giorni sto lavorando allo sviluppo delle style-board e dei concept per il nuovo sito di Sketchin. Nuovo già già :)
Abbiamo deciso (parlo del team non ho ancora iniziato con il plurale maiestatico) di chiedere un parere a chiunque avesse voglia di commentare, criticare, suggerire. Per questo pubblico i quattro documenti in questione sul mio flickr.
Due concept, quattro file in tutto fra home page e pagine interne, e tanti spunti. È proprio sui singoli elementi che ci stiamo concentrando, una header piuttosto che un’altra? Il menu A o quello B? le icone vettoriali o quelle disegnate a mano? Nessuna delle singole componenti è definitiva, ma tutte sono appena abbozzate e ci servono come trampolino di lancio per arrivare al visual definitivo.

Quindi fatevi sotto :P Sono pronta a commenti di ogni sorta ;)

Buona settimana a tutti

pagine

November 10, 2008

Style-board … un punto di arrivo e una nuova partenza

Ed eccoci qua…all’ultima di queste tre puntate dedicate alle prime deliverable del processo di visual design :)
Niente lacrime … che nessuno di commuova ;)

Il processo di raffinamento continuo ci porta, passando dalle inspiration-board alle mood-boad, fino alle style-board, una delle parti della documentazione più pericolosa in assoluto.
Ma vediamo più in dettaglio:

Cos’è una style-board? E a cosa serve?

Bisogna iniziare col dire che a differenza delle sue sorelle maggiori, la style-board non è mai da sola.
Di solito il designer deve calcolarne almeno quattro o cinque che andranno scremate fino ad arrivare a ca. tre (da mostrare al cliente).
Queste tavole, consentono di visualizzare attraverso l’utilizzo di elementi quanto più realistici possibile, le caratteristiche “stilistiche” che il prodotto finale risulterà avere.

In parole povere, sono dei simil-visual coerenti ognuno con se stesso che suggeriscono caratteristiche visive (studio della tipografia, utilizzo dei colori in pagina, etc.. ) e formali (gerarchie visive, strutture base, etc …). Sono un primo step che aiutano progettisti e cliente ad individuare la strada da seguire ed elementi utilizzabili nelle successive fasi di progettazione.

Anche se le varianti che si presentano al cliente devono essere molto differenti fra loro, non è detto che gli elementi di una tavola non possano essere integrati con quelli di un’altra fino ad arrivare ad una soluzione coerente, progettualmente corretta e gradita al cliente.

Perché proprio Tre?

Questa è un’ottima domanda … ma non credo che ci sia una vera e propria risposta.
Sta di fatto che non possiamo presentarne due altrimenti sarebbe difficile raggiungere una maggioranza e più di tre servirebbero solo a rendere più complessa la scelta e a dimostrare al cliente che il progettista non è stato in grado di decidere, selezionare, filtrare. Ricordo che tutte le prime fasi della progettazione da svolgere insieme al communication designer, servono proprio a focalizzare le attività successive della progettazione visiva per non andare troppo fuori strada.

Dove? A che livello del processo va inserito il suo sviluppo?

Dopo aver tanto trattato di ispirazione e di sapore, ci siamo arrivati.
La style-board, rappresenta la chiave di volta. Tutto porta e parte a/da qua. Solo dopo la loro discussione con il cliente e i successivi cicli di raffinamento il visual designer può iniziare a progettare nel dettaglio e a produrre i documenti finali destinati allo sviluppo.

Le deliverable di cui stiamo parlando oggi vengono sviluppate se non prima, almeno in maniera parallela, rispetto alla progettazione dei wireframe, e che non contengono elementi di interazione reali.

Il pericolo dunque è che il cliente fraintendendo il lavoro del visual designer, creda che ciò che viene presentato sia comprensivo di tutta quell’enorme parte di progettazione svolta dell’interaction designer. Ma non è così!

Solo una volta “fusi”, il lavoro di progettazione di visual e di interaction allora potremo finalmente dire:
“ecco e questo è quanto! :D “
naturalmente sfoggiando il nostro miglior sorriso :P

A chi serve?

Questa volta si tratta di una deliverable dedicata quasi completamente al cliente.
Cliente che a questo giro deve essere completamente, assolutamente, indiscutibilmente consapevole di quello a cui sta andando incontro. Come dicevo prima Il rischio nell’utilizzo di queste tavole è proprio quello che vengano considerate già delle “pagine”, dei visual definitivi.

La deliverable, in quanto orientata all’esterno deve essere documentata, descritta, spiegata nei minimi dettagli, per agevolarne la comprensione da persone che non fanno il progettista di mestiere :)
Passo successivo?

Dopo la style.board inizia la tanto sudata progettazione di dettaglio :) Ma questa è un’altra storia.

Buona settimana a tutti.

October 30, 2008

mood-board. Il sapore del design

I confini fra inspiration-board e mood-board sono solitamente molto sfumati ed è per questo che spesso vengono confuse le une con le altre. Sono entrambi strumenti utilizzati da varie tipologie di progettisti, dai fashion ai visual agli interior.

La mood-board ha comunque un livello di dettaglio maggiore rispetto a quello della inspiration-board.
Ma basta tergiversare e pocediamo con i soliti 4 punti per definirme meglio l’identità:

Cos’è una mood-board?

“Creating a mood board is a great way to visualise how the final room will look and will help you decide which colours complement or clash with each other.” bbc.co.uk homes

Come si capisce da questa semplice descrizione (sicuramente non tecnica) tratta da “bbc casa”, una mood-board è qualcosa che ci fa capire, ci fa rendere conto di quali sono effettivamente le componenti (anche se ad un livello assolutamente non di dettaglio) che vogliamo utilizzare in un progetto.
Raccogliere elementi che siano legati al progetto stesso, al suo stile, alle sue caratteristiche (forme, texture, colori, tipografia).
Nelle mood-board o “tavola degli umori” si esplicitano in maniera più evidente i valori legati ad un prodotto, il feeling, e il tono di voce che si vuole dare nel design. Se nella inspiration-board si trovano raggruppati tutti gli elementi che ci sembrano poter andare con quello che stiamo per fare, in questo secondo tipo di deliverable si trovano esempi, samle, palette cromatiche, immagini evocative, etc…

Dove? A che livello del processo va inserito il suo sviluppo?

In qualsiasi tipologia di “processo creativo” (scusate se uso questa parolaccia :P) sia prima che dopo la creazione di un’inspiration-board vengono fatti brainstorming, per ricavare concetti, valori, parole, colori, collegati a quello che si vuole esprimere. Da queste riflessioni si sviluppano anche le “tavole degli umori“.

La mood-board è una delle deliverable centrali del processo e come l’inspiration-board viene spesso sviluppata a 4 mani dai visual e dai communication designer. Per rendere più completa la progettazione ne possono venir sviluppate svariate in parallelo. I risultati di tale lavoro si fondono per arrivare ad una “soluzione”.

A chi serve? Per cosa?

È uno  strumento per procedere nella progettazione, ma può essere mostrato al cliente.
Naturalmente come tutte le deliverable intermedie è necessario che il cliente venga “istruito” su quello che sta per ricevere, altrimenti la conversazione potrebbe essere questa:

CNI = cliente (N.I) = Cliente Non Istruito
VDNHS = progettista = in questo caso “Visual Designer che Non Ha Spiegato

VDNHS: “Ecco qua… questa è la moodboard realativa al suo servizio”
CNI: ” mmmmm …. mmmm …… mmmmm …..”
Il cliente ne discute con i collaboratori e passano alcuni minuti e una volta resuscitato inizia a sparare domande, osservazioni, a raffica
CNI: ” Cos’è?”
VDNHS: ” ehm …”
CNI: ” Sa questa pagina ci pare un po’ strana? Ma dove sono i contenuti? Queste immagini poi? mmm”
VDNHS: ” ehm … è una mood-board. Ci aiuta a capire come procedere … ”
CNI: ” Si ma … si mi piace questo viola, ma forse … mha non so e queste … ehmm ”
VDNHS: ” Sì questa non è la pagina, non è il visual  ”
CNI: ” Non è cosa? ”
E qui parte una specie di evangelizzazione… sulla teoria del design, della forma e della funzione, sulle varie deliverable, sulle mood-board, ecc…
CNI: ” mmm e lei ha impiegato due giorni per fare questo foglietto? ”
VDNHS: ” O_O ehmm si ma non è un foglietto… come le spiegavo …. ”

Risultato di tale conversazione: cliente non soddisfatto e visual designer arrabbiato

A volte lo spiegare non basta… quindi potrebbe essere una buona idea condividere deliverable intermedie in un secondo momento, od insieme ad altra documentazione di progetto :)

Passo successivo?

Dopo la/le mood-board il passo successivo saranno le style-board, delle quali parleremo la prossima volta :)

 

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