Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

July 21, 2010

CO.DE. Personas: user research + copywriting

Wall-People

Quello che vorrei iniziare a presentarvi, e soprattutto il motivo per cui rispondo con un po’ di ritardo alle e-mail in questi giorni :) è CO.DE. Personas (Content Design for Personas), un progetto di ricerca che sto portando avanti da un po’ qui in Sketchin.

Si tratta, e lo saprete sempre di più nei prossimi tempi, di un progetto che unisce usabilità e comunicazione e punta alla comprensione dei reali bisogni degli utenti per sviluppare contenuti che rispondano veramente alle loro domande e necessità.

L’idea mi è venuta con l’amara constatazione dell’evoluzione del copywriting in… nulla, con siti web e mobile che con certa frequenza riportano testi scritti dal capo o dalla segretaria dell’azienda.

In altri casi ci troviamo di fronte a testi troppo orientati al marketing che dicono tutto e niente e lasciano all’utente le stesse domande con cui è approdato sul sito, più la sensazione di non potersi fidare.

Ho già iniziato questa discussione in altre sedi (qui e qui) parlando della necessità di un cambiamento del marketing verso una sua forma hug-evoluted, che abbracci quindi le persone e che sviluppi un tono di voce sincero.

Chi può permettersi oggi di scherzare con i propri utenti? Chi ha voglia di rischiare di perderli, per non averli compresi e ascoltati? Per non offrirgli quello che davvero cercano?

Quello a cui punterà questa ricerca è quindi portare avanti e approfondire un metodo che sto già utilizzando e che sta portando i primi buoni frutti, parlando di user research, content design, application marketing e mobile content.

Quello che rischiamo di vedere, o almeno speriamo, è l’unione di usabilità e comunicazione in un incontro produttivo e proficuo, e soprattutto, utenti che trovano quello che cercano, comprendono, sviluppano relazioni con il brand attraverso servizi usabili e coinvolgenti.

Il futuro? Ma anche sì.

We love users.

June 01, 2010

UXconference: aperto il call for paper

uxcon2009

Apriamo le porte, e anche quest’anno, apriamo finalmente il call for paper per la nuova edizione di UXconference, che nel 2010 vi propone di non mancare alla conferenza sulla user experience che fa cultura, mostra le ultime innovazioni nel settore e diviene punto d’incontro tra professionisti, clienti e mondo della ricerca.

UXconference 2010 punta a offrire un panorama completo sulle innovazioni nella progettazione di siti web e mobile, applicazioni iPhone e iPad in tutti gli aspetti di design e strategia.

Per questo affronta tutte le tematiche dello user experience design, in una panoramica completa di processo, metodo e strategia, per portare l’esperienza d’uso degli utenti davvero al centro dell’attenzione.

Come lo facciamo? Parlando di tutti gli step del processo di progettazione, per portare la UX in ogni azienda, sito web o mobile, applicazione iPhone o iPad. Perchè crediamo in un mondo di esperienze gradevoli per gli utenti.

Nel dettaglio, accettiamo speech su:

  • Usability
  • User research
  • Information Architecture
  • Interaction Design
  • Visual Design
  • Content Design

Per candidarvi come speaker, entro il 15 luglio, scoprite tutti i dettagli su UXconference.

March 26, 2009

Better Software: the italian conference about software development

lampadina

Oggi vorrei segnalarvi Better Software, la prima conferenza italiana dedicata allo sviluppo di software e rivolta a imprenditori e manager del settore.

La conferenza si terrà a Firenze mercoledì 6 e giovedì 7 Maggio, e tratterà una varietà eterogenea di argomenti legati alla produzione di software: dalla raccolta delle specifiche al design, dal project management allo sviluppo, dal licensing al marketing.

Per l’occasione saliranno sul palco i più importanti esperti nazionali e internazionali su programmazione agile, open source, web marketing e tutte le discipline che contribuiscono alla costruzione di un prodotto stabile, usabile e vendibile.

E chiaramente noi non possiamo mancare ;)

December 04, 2008

Wordpress 2.7: la rivoluzione

No, oggi non è la vigilia di Natale e domani non è il 25 dicembre, ma questa notte alle 2 ora svizzera (italiana :P) esce la nuova versione di Wordpress, la 2.7!
Credo sia un gran regalo per tutti i blogger del mondo dal momento che le novità sono veramente consistenti.

Alcune settimane fa ho potuto leggere il report del test d’usabilità (disponibile in pdf o su slideshare) condotto dagli sviluppatori di wordpress in collaborazione con la Ball State University (CMD).

Il test, somministrato quest’estate fra maggio e agosto, è stato svolto inizialmente su una versione “potenziata” (corretta) di wordpress 2.5. Questa prima fase è terminata con delle raccomandazioni così sostanziali da obbligare gli sviluppatori, per la seconda fase, a creare un nuovo prototipo di test completamente diverso dal primo e quindi dalla versione classica di wordpress, il Crazyhorse Prototype.

Le conclusioni del test dichiarano questa nuova versione come un “inqualificabile successo” dal momento che la totalità degli utenti ha ammesso di preferirla alla vecchia.

La novità principale riguarda l’introduzione della sidebar.

Wordpress non avrà più le sembianze di un sito con barra di navigazione orizzontale ma somiglierà ad una vera e propria applicazione. Una barra di navigazione laterale (a sinistra) permetterà di espandere a piacimento le sezioni di navigazione senza dover ricaricare la pagina.

L’organizzazione dei contenuti sarà object-oriented per evitare la continua confusione degli utenti fra la sezione Manage e la sezione Write. Molti utenti inoltre scambiavano spesso la funzione “write posts” con la funzione “write pages“.

La dashboard sarà molto più funzionale e sembra che il meccanismo di upload ed embed di file multimediali sarà molto più user friendly.

Per quanto riguarda me son contenta che i box di inserimento tag e categorie nella pagina di scrittura del post siano stati spostati dal fondo della pagina alla destra del campo di testo. Perchè, proprio come la maggioranza degli utenti del test, mi scordavo sempre di aggiungerli..

Attenzione però! La nuova versione sarà disponibile per ora solo agli utenti di wordpress.com, ovvero tutti quelli che utilizzano il blog direttamente sulla loro piattaforma! E l’aggiornamento sarà automatico.

Per quelli invece che hanno installato wordpress sul proprio server ci vuole ancora un pò di pazienza, lo zippone sarà scaricabile dalla settimana prossima all’indirizzo: http://wordpress.org/download/

May 30, 2008

Il Social Networking è Usabile?

sn_usability.jpgUno dei temi che abbiamo velocemente toccato in passato è l’impatto del Web 2.0 sulla user experience e forse, ancora prima, l’importanza della user experience sul Web 2.0. Mi è capitato spesso di prendere parte a discussioni su come MySpace avesse successo nonostante la sua innegabile riluttanza ad adottare anche le più basilari euristiche di progettazione o su come Facebook si differenziasse sul piano dell’esperienza utente rispetto a MySpace.

Proviamo allora ad affrontare questo tema in modo un pò più strutturato prendendo spunto da uno studio di Forrester intitolato Social Networking Sites Need A Usability Boost. Insomma, per la serie il web 2.0 deve essere preso con le pinze (dello scenario based design) per non introdurre ulteriori barriere di user experience.

Anche se il report è disponibile unicamente a pagamento, ci tengo a condividere con voi alcuni messaggi centrali e vi rimando a questa presentazione che chiunque sembra poter accedere. Al suo interno trovate il diagramma seguente:

sn-usability.jpg

Lo studio ha applicato una variazione della metodologia di review dei siti web di Forrester (tramite euristiche) per assegnare un valore da -2 a +2 su 10 domandi per cinque dei maggiori sistemi di social networking: MySpace, Facebook, Tagged, Friendster, Hi5. Un punteggio di almeno 10 rappresenta il superamento del test.

Come sono stati condotti i test? Calandosi nei panni di un personaggio: una ragazza di 18 anni, che sta per entrare al college e vuole tenersi in contatti con i suoi amici, spendendo molto tempo online, utilizzando sistemi di instant messaging e scambiando foto. I suoi amici utilizzano già diversi servizi ed anche lei vuole entrare in questo mondo. Si trova quindi a dover scegliere il sito più adatto ed è preoccupata per il mondo in cui le sue informazioni personali saranno trattate.

Forse in modo prevedibile i risultati non sono troppo incorraggianti: tutti i punteggi sono bassi, le medie per ogni metrica si piazzano sotto il -1 (!!!) e nessun servizi si avvicina neanche di molto alla promozione. Facebook, il migliore, raggiunge un valore di 4, Friendster, il peggiore, totalizza un rappresentativo -5.

Quali sono i problemi maggiori? Tra questi:

  • Mancanza totale o pochissima chiarezza nelle informative su privacy e sicurezza. Quattro servizi su cinque non presentano delle indicazioni in questi ambiti in modo contestuale alla richiesta di informazioni agli utenti con Hi5 che sembra non aver mai sentito parlare di questi temi ed il solo MySpace leggermente più attento al problema
  • Il testo è illegibile. Quanto è banale questo punto? Moltissimo, ma di fatto è tra i più disattesi. Solo Tagged e Hi5 vanno meglio su questa metrica con Facebook in cui i disclaimer in fase di registrazione sono davvero troppo piccoli. La barriera peggiore sono però le CAPTCHA. Va bene evitare spammer e bot, ma se neanche gli esseri umani riescono a leggerli…
  • Flussi di task inefficienti. Alcuni servizi hanno problemi anche solo a far registrare gli utenti: Friendster e Tagged chiedono troppo informazioni inutili e costringono l’utente a compiere passi assolutamente non necessari all’iscrizione. Il modo migliore per iniziare con il piede sbagliato.
  • Pessimo recupero dagli errori. Se un utente commette un errore si tratta già in molti casi di un problema di progettazione (task non pensato veramente per il target). Se però non permettete ai visitatori di capire dov’è l’errore e di trovare rapidamente la strada giusta.. I messaggi devono essere presentati contestualmente al punto in cui il problema si è verificato e possibilmente tutti insieme. Su questo punto Facebook e Myspace vanno piuttosto male.

La conclusione è: va bene che i nativi digitali si stanno riversando sul web ed in particolare sui servizi che consentono la creazione di UGC. Il driver è spesso legato allo stesso concetto di identità, alla voglia di sentirsi parte di un gruppo e di condividere emozioni ancora prima che contenuti.

Creare delle barriere inutili, non essere in grado di prevenire gli errori, non tranquillizare gli utenti sul modo in cui le loro informazioni saranno trattate è un errore che in un panorama così dinamico e competitivo potrebbe rivelarsi fatale.

Come al solito basterebbe davvero poco per correggere i problemi più importanti.

March 14, 2008

Buono e cattivo design

Ruota

Eccomi di nuovo all’attacco. Più che mai è viva in questi giorni la diatriba fra arte e progettazione, un po’ per l’uscita del nuovo libro di NormanIl design del futuro” e un po’ per le tre conferenze a cui ho assistito/partecipato la scorsa settimana:

1. Meet the media guru - Bill Moggridge
2. U come user - Csia
3. Enzo Mari - SUPSI

La differenza fra buon design e cattivo design si accentua continuamente e il divario fra il mondo del “carino”, del futile ma bello, e quello del “disegno industriale” di allargarci in maniera esponenziale.

Il contesto storico e lo scenario futuro verso cui siamo proiettati, deve farci ulteriormente riflettere. Se come dice Enzo Mari:
” … La razza umana è quello che è grazie ai milioni di utensili che ha inventato/progettato …”

Io aggiungo che per vivere non possiamo più farne a meno, ma il pianeta ha difficoltà a tenere i nostri ritmi di produzione. Sempre più forte diviene quindi una coscienza del progetto. Del buon progetto.

La sostenibilità, le scelte dei materiali, il minor spreco possibile, un ciclo di vita più lungo, nonché funzionalità ed usabilità devono essere la molla che ci spinge verso scelte sempre più coerenti all’attualità dei fatti.

L’estro, l’arte e i capricci di lusso non sono più alla nostra portata. È l’ora che i designer tornino ad essere progettisti. Progettisti responsabili e non stilisti da passerella. È inutile comprare un costosissimo spremiagrumi di design per poi andare il giorno dopo in un qualsiasi supermercato ad acquistarne uno che funziona realmente.

Il design non è arte. Il progetto non è “la porta per l’infinito” come il quadro. L’oggetto deve essere utilizzato, deve essere comprensibile e immediato. Non mi stancherò mai di dirlo, perché credo che sia necessario non confondere il “fashion”, il “carino” con la progettazione.

È giusto che il funzionale sia anche accattivante. Deve esistere però un equilibrio valoriale per cui un qualsiasi prodotto possa essere considerato di buon design.

 

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