
Dopo 4 settimane d’assenza sono finalmente tornata su queste pagine a condividere l’ultima mia ricerca che mi ha costretta a contare ogni singola battuta del Nuovo Testamento. ;-)
Da anni chi studia design ed ergonomia si sente ripetere che non si può progettare per tutti ma bisogna operare delle scelte. Un’interfaccia come quella di Office può sembrare ostica per la maggior parte degli utenti poiché cerca di fare tutto per tutti. Questo errore progettuale è principalmente guidato da esigenze di mercato e va contro la definizione stessa dell’usabilità “l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti”. Dal punto di vista del progettista sarebbe opportuno sviluppare differenti progetti a seconda delle reali esigenze dell’utente e del contesto.
Questo voler trovare compromessi sulle interfacce che non portano mai l’utente alla completa soddisfazione è una tendenza partita già nell’hardware molti anni fa specialmente nelle tastiere.
Ma cosa vuol dire progettare una tastiera per un utente con un obbiettivo specifico? Adesso ve lo spiego!
Ho scelto il Nuovo Testamento quale testo statisticamente rappresentativo della lingua italiana in termini di uso di parole. Ho scelto la principale interfaccia di scrittura utilizzata in Italia, la tastiera del cellulare. Ho immaginato una persona che volesse trascrivere questo testo sul cellulare (un folle insomma…).
Voglio verificare se la tastiera originale dei cellulari è efficiente ed efficace per svolgere questo compito, se così non fosse, trovare una differente soluzione di design.
Ho conteggiato l’uso delle singole lettere nel Nuovo Testamento e l’ho moltiplicato per il numero di battute necessarie sulla tastiera odierna, ottenendo così il numero totale (1’724’837) d’operazioni per la trascrizione del testo. In seguito ho riordinato le lettere per il numero d’occorrenza.

Osservando le tabelle ottenute ho notato come alcuni caratteri molto frequenti richiedessero fino a 3 operazioni sul cellulare per essere raggiunti. Ho dunque riorganizzato per occorrenza la disposizione su una nuova tastiera.

Ricalcolando il numero d’operazioni necessarie con la nuova tastiera (1’055’820) è emerso un notevole incremento d’efficienza ed efficacia teorica (38,79%). In termini temporali immaginando che un utente esperto impieghi 0,5 secondi per digitare un carattere, ci sarebbero volute 239,5 ore con la tastiera originale e 146,6 ore con la nuova tastiera risparmiando ben 92,9 ore.
Devo però valutare che l’utente sulla nuova tastiera non è considerabile “esperto”. Apprendere questa nuova interfaccia comporterebbe prima il disapprendimento dell’attuale tastiera ed in seguito l’apprendimento della nuova.
La domanda è: per fare ciò ce l’ha farà in meno di 11,5 giorni lavorativi (il risparmio di tempo)?
Se così fosse avrei dimostrato come su un compito ben specifico si possa introdurre interfacce dedicate molto più usabili.
Volendo generalizzare quest’interfaccia che sembra idonea alla lingua italiana non dobbiamo dimenticarci che va in conflitto con l’ordine logico/alfabetico della lingua italiana.
Chissà se oggi avremmo più tempo se con la nascita dei cellulari avessimo appreso direttamente quest’interfaccia?