Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

January 27, 2010

Buongiornooooo a tutti :D

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , , , , — da Alice Garbocci alle 09:42

Operativi? Già bevuto il caffè? Già letto UXmagazine?

camera con vista

coffee time

e beviamo 'sto caffè

January 11, 2010

Isn’t time really precious nowadays?

Che lo si faccia urlando”iQuit“, “I want to be free” oppure “Seppukooooo” l’obiettivo è più o meno sempre lo stesso. Liberarsi.
Questi servizi online, soprattutto gli ultimi dui abilitano l’utente a liberarsi dalla vita virtuale che fagocita la vita reale suicidando il proprio alter ego virtuale. Niente più Facebook, Myspace, Twitter o Linkedin. Naturalmente la reazione dei social network non si è fatta attendere .


June 12, 2009

Arrivederci, e grazie per tutto il pesce

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , — da Dafne Gobbi alle 08:43

testata

Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, dal primo dicembre 2007 mi sono svegliata tutte le mattine alle 6 per presentarmi puntuale in ufficio alle 7.30, pronta  ad iniziare una nuova giornata lavorativa.

In Sketchin ho ideato, progettato e sviluppato lavori molto interessanti e stimolanti. Con Luca e il team lavorare è piacevole, dinamico e costruttivo.

I progetti sono ancora tanti, ma è giunto per me il momento di prendere una pausa dalla vita frenetica di Sketchin e dedicare una parte del mio tempo all’aggiornamento professionale ed una parte a questioni familiari.

Ci rivediamo su queste pagine a settembre!

January 26, 2009

Everyone is related: quando il dna diventa social

Pubblicato in: User research — Tags: , , — da Diana Malerba alle 12:12

family

Mi riallaccio al discorso iniziato nello scorso post per parlare di (s)confini del social network e riflettere su opportunità e conseguenze dei tracciamenti possibili. In particolar modo mi interessa approfondire la questione della nascita del social network “parentale” che permette di conoscere e condividere il proprio dna con chiunque, nel mondo, potrebbe alla lontana esserci parente. Mi turba infatti questa tendenza di derivazione facebookiana per cui gli utenti sembrano concorrere in una gara al rintracciamento del lontano conoscente o ex compagno di asilo nel vano tentativo di condivisione concludentesi in ricerca del gossip a tutti i costi. Mi turba un po’ di più quando la ricerca riporta a chi potrebbe alla lontana essere cugino, figlio o nipote del parente emigrato oltreoceano svariati anni fa. Tra questi servizi mi ha colpito particolarmente Ancestry, che consente di creare un vero e proprio dna online e di confrontarlo con altri utenti per scoprire fino a che punto si è imparentati e ricercare nuovi cugini genetici. Il servizio consente inoltre di individuare i possibili antenati e in che direzione sono migrati dando vita a costanti differenziazioni di codice genetico nel tempo. Servizio analogo, ma con caratteristiche un po’ più scientifiche, è DecodeMe, che permettere di analizzare tramite uno scan a pagamento il proprio dna, di tracciare le linee di discendenza e di calcolare a quali malattie siamo soggetti e in che misura. Meno scientifico e più social è invece Geni, che consente di inserire foto, video, compleanni e violare con leggerezza la privacy dei propri figli creando un profilo per loro, così da tenere traccia della propria esistenza. Non manca la versione all’italiana, con Parenti Stretti. E allora, tra tracciamenti esistenziali a tutti i costi e spettacolarizzazioni individualissime, quasi quasi ci sentiamo di rimpiangere i giovedì sera di  Carràmba, che sorpresa.

October 03, 2008

E’ arrivata Pepper Potts!

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , — da Diana Malerba alle 08:08

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Eccomi qui, sono Pepper Potts!

Sono Diana e sono appena arrivata in Sketchin direttamente da Milano.
Pronta a organizzare e pianificare le attività del team, mettere ordine tra scaffali e scrivanie e appassionarmi alla risoluzione di ogni imprevisto.
Formazione in comunicazione con dichiarate passioni da copy confesso il mio debole per il web 2.0 e me ne faccio una ragione approdando a Lugano.
Precisa, organizzata e soprattutto coraggiosa… ;o)

Che ne dite, possiamo cominciare? ;o)

April 07, 2008

Tra palco e realtà…. il fotoritocco

Pubblicato in: Communication, Sketchin life, Visual design — Tags: , , , — da Alice Garbocci alle 08:00

Beauty shop

Quale donna non vorrebbe essere la nuova BB e quale uomo il nuovo James Dean, per fortuna da oggi tutti possono diventarlo, non c’è spreco di tempo, soldi ed energia. Basta rivolgersi ai nuovi, come vengono definiti un po’ qua e là, “chirurgi estetici dal bisturi dolce“. I fotoritoccatori, o meglio phoshopper.

Un po’ per mestiere un po’ per curiosità e voglia di imparare in questi ultimi anni mi sono imbattuta in decine di video che miracolosamente vedevano tramutarsi ranocchie in principesse; e se fino ad un paio di anni fa pensavo che ogni piccolo difetto tolto da una foto tessera ed una sbiancatina alla dentatura potessero essere aggiustamenti di un certo spessore, mi sono completamente ricreduta.

Quello di cui parlo oggi è: modificare la realtà, anzi deformarla, plasmarla, distorcerla sulla base di stereotipi od ideologie personali.

Il photoshopping è decisamente entrato nelle nostre vite. Forse non ce ne siamo accorti perché troppo indaffarati nel vivere la nostra quotidianità, ma nelle pubblicità, in internet, in tele, sui pacchi di pasta o sulle confezioni di cibi liofilizzati siamo circondati dal sintetico virtuale.

Il fotoritocco ha completamente stravolto la nostra visione della realtà, della bellezza, di ciò che può o che non può essere. Se oggi al supermercato troviamo solo mele “cerate” anziché mele buone è perché vogliamo mangiare solo Granny Smith dalla buccia lucida come quelle della pubblicità della Mentadent.

Se questa farsa si limitasse al mondo della moda non dico che sarebbe accettabile ma quanto meno sapremmo che è circoscritta al mondo delle paillette e dei lustrini. Purtroppo però la photo manipulation si estende agli ambiti del giornalismo, dell’informazione e della falsificazione più in generale.

Lo scorso mese su “D” de LaRepubblica è stato pubblicato un articolo intitolato “chiamate un detective digitale” nel quale l’argomento veniva trattato da questo secondo punto di vista, raccontando come la manipolazione di immagini sia stata usata per falsificare denaro, documenti, foto di archivio relative a guerre od incontri politici, di tutto il dilemma dei tribunali nell’accettare fotografie digitali come prove per i processi o meno e di come da qualche anno esista il mestiere di digital detective.

Fatto sta che ogni notizia errata, ogni informazione visiva stravolta, ogni fotografia importante manipolata non fa altro che creare in noi una deformazione dei fatti. L’esagerazione passata da alcuni media e la presunta perfezione trasmessa da altri non fa altro che allontanare le persone dal mondo tangibile. Una fotografia ritoccata può variare la visione dei fatti, alterare la realtà e far cambiare l’opinione di chi la osserva.

March 06, 2008

Quasi una squadra di nuoto sincronizzato

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , , — da Francesca Cavecchia alle 15:33

SketchIn Girls

Martedì sera, casa Mascaro. Il team di Sketchin è attorno a un tavolo a festeggiare il primo anno di vita della società dopo aver passato il pomeriggio a fare team building

E così da qualche giorno gironzolo nell’ufficio di Manno, guardandomi attorno per allineare quello che dovrà essere il mio ruolo con il lavoro dei nuovi colleghi. Sono Francesca, formazione in comunicazione e curiosa delle dinamiche del web. In Sketchin mi occupo di analisi del mercato, di strategie di marketing e di comunicazione online, supportando in particolare la fase iniziale dei progetti. Prossima festa prevista: a casa mia, appena la trovo… ;)

February 29, 2008

Palmasco in Sketchin: photographic experience

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , , , — da Alice Garbocci alle 10:23

Palmasco in Sketchin

Cavalletto, macchina fotografica, pannello bianco portatile, esposimetro, ombrellino argentato, metro di legno pieghevole, 4 soggetti da ritrarre, 4 punti da fissare, ma soprattutto 1 fotografo.

Ieri Palmasco ci ha onorato della sua presenza, ci è venuto a trovare in ufficio.
Per fotografare i progettisti/blogger di Sketchin.
Tutto premeditato, tutto parte di un enorme progetto.
Uno dopo l’altro siamo stati messi di fronte alla macchina fotografica.

Un enorme obiettivo a 30 (forse meno) cm dalla faccia. Siamo stati spogliati di tutti i nostri timori nei confronti dello sguardo impertinente dell’apparecchio.
Il fotografo come un cercatore d’oro sa cosa vuole, e non molla fino a quando non la ottiene. Percepisce ogni vibrazione, ogni umore, ogni minimo indizio che lo possa portare nella giusta direzione. Sa come muoversi, cosa dire o cosa non dire. Ogni silenzio ha un significato.

Ogni soggetto possiede un suo essere, un suo modo di porsi, un’essenza che viene in pochi istanti accolta ed analizzata. Fino ad essere tirata fuori e mostrata. Un lavoro faticoso. Ma estremamente appagante.

Leonora

Il cercatore d’oro ha trovato la sua pepita e si sentono nell’aria vibrazioni di euforia ed estasi. Dopo un lungo lavoro introspettivo ed empatico, ce l’abbiamo fatta, abbiamo gli scatti. Nel ritratto viene mostrato il soggetto nella sua nudità emotiva, esce la vera personalità.

Per chi non è abituato ad essere fotografato, l’immedesimarsi in se stesso all’interno di un set non è facile e richiede un intenso sforzo. E se l’ “io” non vuole uscire lo è ancora di più.

Lavorare con un professionista della fotografia ed osservarlo è allo stesso tempo estenuante ed estremamente affascinante. Credo che mai come adesso sia opportuna una frase dettami qualche giorno fa da un anziano fiorentino incontrato in stazione: “l’arte, la musica, le bellezza sono la vita” e nella vita non si finisce mai di imparare, per cui non stupiamoci se ieri ho capito come si piega un pannello bianco portatile.

February 25, 2008

Torino Barcamp 2008: catapultati nel 1700

Torino Barcamp 2008 - Dixero presentation

barcamp-sidebar1.jpgEccoci tornati!
Stanchi ma felici: stamattina l’ufficio sembrava un’infermeria…
Devo dire che sabato al Barcamp di Torino è stata un’intensa e bella giornata di incontri e re-incontri.

Alla fine Alice, se qualcuno se lo stesse chiedendo dal post precedente, ha deciso di vestirsi informale e anche se è stato il suo primo Barcamp devo dire che non se l’è cavata niente male :)

Anche a nome di Sketchin devo veramente fare i complimenti a tutti gli organizzatori per la location! Fantastica!
Un palazzo settecentesco colmo di installazioni artistiche che penso abbia conferito dignità ed importanza alle nostre divagazioni tecnologiche :P

In particolare abbiamo trovato veramente interessante lo speech di Federico Fasce (Kurai) e Riccardo Cambiassi (Bru) sulla progettazione di applicazioni web divertenti basate su alcuni concetti di game design e sulla progettazione di applicazioni social.

Da non dimenticare assolutamente le performance professionali di “Palmasco the photographer”. Ci inchiniamo al suo strepitoso progetto di immortalare i blogger italiani e lo ringraziamo per aver deciso di venirci a trovare direttamente a Lugano per una session privata :D :P ;)

Anche Luca ha tenuto una presentazione e il tema è stato DIXERO.
A chi si sta ancora chiedendo cos’è DIXERO e non è riuscito a seguirne la presentazione in diretta, consiglio le bellissime slides confezionate da Alice:)

Per il Museo Egizio e la Mole Antonelliana non c’è stato tempo, ma come si dice, ci siamo tenuti due buoni motivi per tornare a Torino!

December 03, 2007

We are designers

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , , — da Luca Mascaro alle 17:42

E sì, il grande giorno è giunto, anche noi di sketchin abbiamo aperto un blog! Un blog dove parleremo della nostra vita da progettisti e dei vari aspetti della progettazione centrata sugli utenti. Per l’occasione non potevamo non presentarci con toni e spunti che rappresentano il nostro lato umano.

Alice

Viareggina di origine e milanese di adozione, più che altro per motivi di studio… piacere a tutti sono Alice. L’ultima ruota del carro o almeno l’ultima persona che tocca un progetto prima che si perda nei meandri del codice. Camaleontico animaletto che si destreggia fra arte e design, grafica e comunicazione, visual design qui in Sketchin ma soprattutto tanta e tanta confusione… principalmente sulla scrivania.

Leonora

Sono la trentina del team nonché Information Architect di Sketchin. Io progetto, ovvero il mio lavoro è organizzare in una struttura sensata e immediatamente comprensibile una serie di fattori estremamente variabili, spesso sfocati e confusi, cioè:

  • quello che dice o pensa senza dire il cliente
  • quello che dice o pensa senza dire il capo (Masca)
  • quello che dicono (di solito dicono senza pensare :P) le visual designers (Alice e Dafne)
  • quello che emerge dalle complessissime analisi di benchmark dell’analista (Elena)
  • quello di cui gli utenti hanno bisogno (senza saperlo) secondo l’esperto di dinamiche umane (Piego)

Auguratemi buon lavoro… ho bisogno del vostro supporto :D

Elena

Disegnare la user experience senza communication analysis e contents development? Naaa… Prima fase di un progetto “confronto, ricerca, analisi… idee!!”

Nella realizzazione di un progetto, la comprensione degli obiettivi, la ricerca di nuove soluzioni e l’analisi del mercato di riferimento risultano elementi essenziali. Creare concept dedicati e identificare i contenuti da sviluppare saranno le basi sulle quali costruire un progetto.

Comunicazione e ricerca tout court, carta, penna e un Mac bianco. Io mi occupo del “cosa”, background in Comunicazione e Management in particolare per il settore New Media… veneta doc… ;)

Piero

“Human factor expert” se queste parole vi risultano incomprensibili immaginate questa scena: volete capire a che ora parte il treno per Bari (non a caso la mia città) e andate a consultare il sito delle ferrovie…quando dopo mezz’ora di ricerche infruttuose vi rendete conto che il treno partiva in quel momento decidete che internet “proprio non fa per voi”…

Qui entra in gioco lo human factor expert, cioè io: sono Piero e sono un laureando in psicologia a milano. Qui in sketchin faccio in modo che nel processo di costruzione del sito l’utente sia al centro del progetto. Come? Creando scenari d’uso nella fase di progettazione del sito, preparando test con utenti e… non posso certo svelarvi tutti i trucchi del mestiere … ci vediamo in Sketchin!

Dafne

Ola, sono Dafne rosso crociata doc: l’unica nel team. Senior d’annata 80, al giusto punto di maturazione per coniugare esperienza e dinamismo, professionalità e fantasia in un cocktail vincente. Sono aperta a tutte le sfide professionali con le quali mi troverò confrontata. In Sketchin mi occupo di affiancare ed interpretare la mente contorta del boss, di rimetter tutti sulla via smarrita nei tanti brain storming quotidiani e non da ultimo mi diletto nel design delle interfacce e dell’interazione.

Uno dei miei punti forti sono le mie doti espressivo multilinguistiche, parlo fluentemente italiano, inglese, tedesco e frencese, ma la lingua che più mi è congeniale è l’europanto.

Rimbocchiamoci the sleeves und alles zusammen au travail.

Luca

Ed eccomi qui… io capo, compagno ed amico di questi bravi progettisti con l’arduo compito di comprendere quale sia l’esperienza da offrire agli utenti finali per poi guidarli nel realizzarla al meglio. Non mi dilungo troppo anche perchè voglio che la vostra attenzione sia dedicata più al mio team che a me.

A presto su queste pagine.

 

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