Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

April 02, 2009

Infovis ed estetica dell’informazione: il nuovo workshop di Sketchin in collaborazione con Visup

rabbit

Come diciamo da principio non vogliamo farvi mancare nulla. Così abbiamo pensato a voi e abbiamo arricchito il nostro programma di workshop 2009 con un nuovo appuntamento in collaborazione con Visup.

Il nuovo workshop, Infovis ed estetica dell’informazione: strumenti per indagare la complessità, si terrà in Sketchin il 13 novembre 2009 e sarà tenuto da Daniele Galiffa e Manuela Ciancilla ed è rivolto a Visual designer, Interaction designer, Managers e HCI professionals interessati.

L’obiettivo è quello di indagare lo scenario attuale, caratterizzato dall’information overload, che ci costringe a muoverci in contesti sempre più soffocati da una crescente quantità di dati da filtrare per generare informazione.

Durante il workshop verrà fornito un quadro ampio rispetto agli strumenti, ai modelli e alle pratiche della disciplina dell’Information Visualization.

Cosa aspettate dunque? Le iscrizioni sono aperte!

Iscrivimi adesso :)

October 06, 2008

Visualizzazione come strumento di comunicazione

friends wheel

Prendo spunto da un paio di interventi visti in streaming della conferenza Picnic, Amsterdam. Il panel in questione era “Can You See What I Know”, ovvero “come possiamo fare in modo di rendere le informazioni intuitivamente significative?”, un panel in cui si è parlato dunque di visualizzazione di dati. Alice ha introdotto qualche tempo fa il concetto di infovis, a cui mi rifaccio per capire di cosa stiamo parlando.

Lo spunto viene principalmente dall’intervento di Jose Louis de Vicente, ricercatore al Medialab-Prado.
Parlando di visualizzazione dei dati, i più indicati per trattare l’argomento sono probabilmente i miei colleghi, Alice che crea il visual e Alberto, che rende possibile interagire con le rappresentazioni. Ma visualizzare informazioni dopotutto è uno strumento di comunicazione, rende intellegibile qualcosa che attraverso la sola comunicazione scritta sarebbe complesso o poco utilizzabile.

Si tratta dunque di “tradurre” dati. Jose ha portato un esempio significativo relativo alla rappresentazione delle frequenze radio, rese inizialmente in parecchie pagine di tabelle e “tradotte” in rappresentazioni grafiche con cui il destinatario può interagire e ricavare i dati significativi lasciando da parte le informazioni non pertinenti.

L’argomento è liminale e molto interessante, perchè coinvolge il visual (appunto), la programmazione, l’esplorazione di nuove interfacce e, ovviamente, la comunicazione. Jose ha parlato di “quantificazione del sè” mostrando le homepage di facebook, twitter, dopplr e last.fm, servizi che permettono di analizzare e ricavare dati dalla vita quotidiana. In alcuni di questi casi è possibile non solo quantificare, ma anche ricavare la qualità delle relazioni a seconda della quantità e frequenza dello scambio. In quest’ottica, il laboratorio si è occupato del progetto “mail garden“, il cui scopo è mappare le relazioni tra gli individui in base alle conversazioni e al contenuto delle stesse.

Altri due progetti nominati che mi pare interessante segnalare sono casastristes.org e il Public bicycle network di Barcellona.

Il primo affronta il problema dell’esubero di abitazioni in Spagna e mappa, con l’aiuto degli utenti, la situazione delle case libere. Il sito si propone di essere una “piattaforma di scambio di informazioni e risorse attraverso la creazione di un database pubblico delle case vuote in Spagna”. Dalla homepage è infatti possibile accedere a una serie di dati sulla situazione del mercato immobiliare spagnolo.

Il secondo progetto era inserito nel contesto della relazione tra città e visualizzazione di dati relativi ad essa, un concetto tutt’altro che nuovo ma su cui molti lavorano per rendere le città più vivibili e “usabili”. Il progetto in questione è relativo al servizio pubblico di noleggio di biciclette con stazioni sparse in tutta la città di Barcellona. Attraverso internet e pannelli elettronici in vari punti della città, è possibile accedere alle informazioni relative al servizio, alle mappe, allo stato delle stazioni. Tracciando le abitudini di comportamento degli utenti, si può migliorare e potenziare il servizio e incoraggiare la riduzione dell’inquinamento e delle auto in città.

August 07, 2008

Infovis for mommies

presidentialwatch08

Mamma: “Ali che leggi?
Io: ” Mha roba di infovis…
Mamma: “ eh ?
Io: ” information visualization
Mamma: ” EH??
Io: ” vabbè ne parliamo un altra volta…ora c’ho da  fa’ 

Come gran parte dei progettisti, adotto come primo termine di paragone la mamma
Se lo capisce mia mamma allora potrebbe essere più o meno chiaro a tutti :P
E le spiegherei tutta la mia vita, ma a causa di tempi stretti, mille cose da fare e poca voglia di raccontare quello che faccio tutti i giorni, la lascio costantemente all’oscuro delle attività della sua primogenita.

Quindi mi scuso preventivamente di utilizzare mezzi pubblici per scopi privati, ma dopo averle insegnato ad usare skype il prossimo passo è cercare di farle imparare cos’è l’infovis.

Information visualisation è una disciplina il cui nome è costituito da due termini:
- Informazione cioè un dato contestualizzato. Ad esempio: se 5 è un dato, 5 può diventare informazione nel momento in cui rappresenta il numero di mollette per i panni che ti rimangono nel cestino.
- Visualizzazione è un termine relativo sia a ciò che viene rappresentato che all’attività delle persone di costruirsi una propria immagine del mondo attraverso tale rappresentazione. Ad esempio: le informazioni sui dati nutrizionali che ti leggi ogni mattina sulla scatola dei müsli e che ti fa capire che i grassi fanno male perché hanno la barretta colorata di rosso e le fibre fanno bene perché sono colorate di verde.

Fattostà che l’information visualization è la creazione di artefatti visivi (mappe, schemi, ecc…) per la rappresentazione di informazioni astratte con lo scopo di renderle maggiormente digeribili a chi deve usufruirne.
La rappresentazione di un dato inserito in un contesto mediante l’uso di forme e colori da la possibilità all’osservatore di comprendere e memorizzare più agevolmente l’informazione. Vedere una mappa in cui ogni elemento è caratterizzato da fattori visivi è più intuitivo dello scorrere una tabella piena di numeretti cercando di capire a cosa siano riferiti e come siano collegati.

Il computer può naturalmente facilitare la visualizzazione introducendo una maggiore interazione. Il fatto che si possano manipolare i dati e ottenere delle risposte “personalizzate” e dinamiche, se ben fatto, può portare ad una migliore comprensione dell’informazione.

In queste visualizzazioni dinamiche l’utente, che deve sempre essere in grado di avere una panoramica sulla mappa, può:
- interagire manipolando l’informazione trasformando la rappresentazione attraverso filtri, zoom, ecc…
- accedere ad informazioni specifiche
- ottenere le relazioni (se esistenti) fra i diversi elementi.

Detto fra noi, essendo un argomento un po’ tecnico e non di eccessiva popolarità fra le mamme questa spiegazione un po’ sommaria credo sia il massimo che Lei possa riuscire a sopportare ;)
Però sicuramente un po’ di esempi potrebbero aiutare a capire quello di cui stiamo parlando… sempre per il fatto che le cose che si vedono sono molto più immediate di quelle che si raccontano:

May 26, 2008

IDP 06 - designing for an ethical message

Pubblicato in: Sketchin life, Visual design — Tags: , , — da Alice Garbocci alle 16:17

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Sempre in pausa pranzo mi sono imbattuta in IDP 06 un piccolo esempio di Information visualization ….

” … Internally displaced people 06, is an exploration in the theory of ‘designing for an ethical message’, using the uniformity and order of the grid, mixed with the natural topographical beauty of a landscape, to demonstrate the scale of humanitarian crisis in Western Darfur and Eastern Chad … “

Non si capisce un granché, ma ho già chiesto informazioni all’autore Edward Hann. In attesa di buone nuove pubblico la mappa sulla fiducia :P

February 20, 2008

Classificazione a faccette interattiva

Elastic Lists

Mi riallaccio ad una segnalazione di Luca Rosati (mi è spiaciuto non poter commentare e quindi eccovi questo post) di un’interessante modalità “interattiva” di rappresentazione delle informazioni tramite classificazione a faccette: Elastic Lists.

A chi non sapesse cosa siano le cosiddette “faccette” consiglio, prima di continuare a leggere il post, di navigarsi un pò il propotipo, giusto per capire di cosa si sta parlando e “toccarne con mano” le potenzialità :)

La principale problematica della classificazione a faccette è che gli utenti trovano difficile intuire che le categorie di ogni faccetta non presentano contenuti esclusivi e differenti.
Le faccette sono infatti dimensioni differenti degli stessi contenuti.
Nell’esempio di Elastic Lists i contenuti classificati sono i profili dei vincitori dei premi nobel e le faccette sono:

  • Premio (disciplina)
  • Genere
  • Stato
  • Decennio di attività
  • Anno di vincita

Elastic Lists si propone di incrociare la tradizionale classificazione a faccette (strutturazione dei contenuti in modo multidimensionale) con l’information visualization (Infovis), ovvero modalità visuali (colori, forme, dimensioni) di rappresentazione delle informazioni.

Vorrei qui soffermarmi sull’originalità di questa presentazione delle faccette agli utenti, più che sulle caratteristiche dell’infovis (che sono comunque valori aggiunti interessanti ma forse vale la pena riprenderle in un altro momento).

Ecco quindi le mie osservazioni (se più tardi riesco a discuterne un attimo con Luca Mascaro aggiungo eventuali nuove osservazioni fra i commenti):

  • Trovo sicuramente interessante la disposizione orizzontale delle faccette, dal momento che l’utente è aiutato a non confonderle con un “normale” menu laterale.
  • Trovo geniale il livello interattivo dell’adattamento delle faccette sulla base delle selezioni e i “filtraggi” selezionate dall’utente. E’ la possibilità per l’utente di comprendere immediatamente che la selezione di una dimensione interviene come una sorta di filtro su tutte le altre.
    Ecco forse la svolta. Perchè l’utente capisca il meccanismo di funzionamento delle faccette è necessario che esse interagiscano con lui anche graficamente e che gli diano dei feedback costanti sulla base delle sue scelte.
  • Introducendo quindi questa caratteristica dinamica e adattativa delle faccette forse potrebbe avere senso anche disporle verticalmente. Non penso che gli utenti possano scambiarle ancora per un menu classico. Però forse è meglio verificare con un bel test… con gli utenti non si sa mai…. :P
  • Infine l’ultima riflessione che mi pongo è: quante risorse sono necessarie per lo sviluppo tecnico? Ho la netta sensazione che non sia così banale….. Se c’è qualche sviluppatore in ascolto può azzardare un’ipotesi di impegno?

Ne approfitto per ringraziare gli sviluppatori che realizzano i nostri sogni dandogli vita :)

 

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