
Prendo spunto da un paio di interventi visti in streaming della conferenza Picnic, Amsterdam. Il panel in questione era “Can You See What I Know”, ovvero “come possiamo fare in modo di rendere le informazioni intuitivamente significative?”, un panel in cui si è parlato dunque di visualizzazione di dati. Alice ha introdotto qualche tempo fa il concetto di infovis, a cui mi rifaccio per capire di cosa stiamo parlando.
Lo spunto viene principalmente dall’intervento di Jose Louis de Vicente, ricercatore al Medialab-Prado.
Parlando di visualizzazione dei dati, i più indicati per trattare l’argomento sono probabilmente i miei colleghi, Alice che crea il visual e Alberto, che rende possibile interagire con le rappresentazioni. Ma visualizzare informazioni dopotutto è uno strumento di comunicazione, rende intellegibile qualcosa che attraverso la sola comunicazione scritta sarebbe complesso o poco utilizzabile.
Si tratta dunque di “tradurre” dati. Jose ha portato un esempio significativo relativo alla rappresentazione delle frequenze radio, rese inizialmente in parecchie pagine di tabelle e “tradotte” in rappresentazioni grafiche con cui il destinatario può interagire e ricavare i dati significativi lasciando da parte le informazioni non pertinenti.
L’argomento è liminale e molto interessante, perchè coinvolge il visual (appunto), la programmazione, l’esplorazione di nuove interfacce e, ovviamente, la comunicazione. Jose ha parlato di “quantificazione del sè” mostrando le homepage di facebook, twitter, dopplr e last.fm, servizi che permettono di analizzare e ricavare dati dalla vita quotidiana. In alcuni di questi casi è possibile non solo quantificare, ma anche ricavare la qualità delle relazioni a seconda della quantità e frequenza dello scambio. In quest’ottica, il laboratorio si è occupato del progetto “mail garden“, il cui scopo è mappare le relazioni tra gli individui in base alle conversazioni e al contenuto delle stesse.
Altri due progetti nominati che mi pare interessante segnalare sono casastristes.org e il Public bicycle network di Barcellona.
Il primo affronta il problema dell’esubero di abitazioni in Spagna e mappa, con l’aiuto degli utenti, la situazione delle case libere. Il sito si propone di essere una “piattaforma di scambio di informazioni e risorse attraverso la creazione di un database pubblico delle case vuote in Spagna”. Dalla homepage è infatti possibile accedere a una serie di dati sulla situazione del mercato immobiliare spagnolo.
Il secondo progetto era inserito nel contesto della relazione tra città e visualizzazione di dati relativi ad essa, un concetto tutt’altro che nuovo ma su cui molti lavorano per rendere le città più vivibili e “usabili”. Il progetto in questione è relativo al servizio pubblico di noleggio di biciclette con stazioni sparse in tutta la città di Barcellona. Attraverso internet e pannelli elettronici in vari punti della città, è possibile accedere alle informazioni relative al servizio, alle mappe, allo stato delle stazioni. Tracciando le abitudini di comportamento degli utenti, si può migliorare e potenziare il servizio e incoraggiare la riduzione dell’inquinamento e delle auto in città.