Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

June 01, 2010

UXconference: aperto il call for paper

uxcon2009

Apriamo le porte, e anche quest’anno, apriamo finalmente il call for paper per la nuova edizione di UXconference, che nel 2010 vi propone di non mancare alla conferenza sulla user experience che fa cultura, mostra le ultime innovazioni nel settore e diviene punto d’incontro tra professionisti, clienti e mondo della ricerca.

UXconference 2010 punta a offrire un panorama completo sulle innovazioni nella progettazione di siti web e mobile, applicazioni iPhone e iPad in tutti gli aspetti di design e strategia.

Per questo affronta tutte le tematiche dello user experience design, in una panoramica completa di processo, metodo e strategia, per portare l’esperienza d’uso degli utenti davvero al centro dell’attenzione.

Come lo facciamo? Parlando di tutti gli step del processo di progettazione, per portare la UX in ogni azienda, sito web o mobile, applicazione iPhone o iPad. Perchè crediamo in un mondo di esperienze gradevoli per gli utenti.

Nel dettaglio, accettiamo speech su:

  • Usability
  • User research
  • Information Architecture
  • Interaction Design
  • Visual Design
  • Content Design

Per candidarvi come speaker, entro il 15 luglio, scoprite tutti i dettagli su UXconference.

June 05, 2009

Sketchin offre un’opportunità di stage

stage

Sketchin offre una opportunità di stage della durata di tre mesi ad uno/una studente/essa che voglia specializzarsi in architettura dell’informazione, interaction design o visual design.

Le caratteristiche per accedere allo stage sono:

  • Buone conoscenze di XHTML e CSS
  • Fondamenti di web design e di comunicazione online
  • Agilità mentale e capacità di adeguarsi alle situazioni ergo capacità di mettere in discussione il proprio lavoro e di adeguarlo
  • Capacità di lavorare in team
  • Buone conoscenze di lingua inglese

Se senti di essere tu la persona che stiamo cercando mandaci il tuo curriculum e una breve lettera di presentazione raccontandoci perchè vuoi fare lo stage da noi a: job@sketchin.ch

January 30, 2009

Sponsor all’IASummit

iasummit2009

Qualche giorno fa avevo annunciato che saremmo stati presenti all’IASummit con alcuni interventi su interfacce adattative ed ecosistemi. Dopo una serie di contatti con gli amici che organizzano il summit abbiamo deciso di essere ancora più proattivi nel sostenerlo divenendo sponsor.

Che dire, sarà a mio vedere una grande occasione per confrontarci sui temi che ci appassionano ogni giorno e non vediamo l’ora che inizi ;)

November 11, 2008

Al via il primo workshop di Sketchin sull’architettura informativa

Si parte! Il 28 e il 29 novembre terrò insieme a Luca Mascaro il primo workshop sull’architettura dell’informazione di Sketchin.

Ecco la presentazione:

Negli ultimi anni l’attività dei progettisti del web si è spostata dalla parte dell’utente. L’inseguimento e la scoperta dei suoi desideri e dei suoi pensieri sono diventati chiave del successo di un sito o di un servizio web.

Scopri come ragionano i tuoi utenti e probabilmente il tuo sito sarà loro comprensibile.
Questo workshop si propone di illustrare e mettere in pratica le tecniche di raccolta e identificazione dei modelli mentali degli utenti.
Le metodologie che verranno presentate prima in teoria e poi in pratica sono il free listing e il card sorting.

Per tutti i dettagli sul programma e le iscrizioni vi rimando alla pagina ufficiale.

Vi aspetto numerosi!
Leonora

October 27, 2008

Progettare ecosistemi di dispositivi digitali

Con questo post vorrei inziare con voi una riflessione che vorrei sviluppare nei prossimi mesi: come progettare architetture informative per ecosistemi digitali, ovvero architetture adattabili ad una molteplicità di device, a partire dal computer per arrivare ai supporti mobili come cellulari e iPhone.

Iniziamo però con il capire che cosa si intende per ecosistema digitale dal momento che d’ora in avanti si userà questo termine e forse non è entrato ancora con certezza nel nostro lessico quotidiano.
La definizione che vi propongo si riferisce ad ecosistemi di applicazioni e servizi online ed è di Massimo Giordani, docente di “Integrazione dei media” e di “Strumenti e metodi di interazione ipermediale” al Politecnico di Torino:

Un ecosistema digitale è concettualmente analogo a un ecosistema biologico, dove ogni singola parte cresce con il tutto. E’ una visione olistica della Rete che trova fondamenti scientifici nelle più recenti teorie sui sistemi complessi e sullo sviluppo delle reti a invarianza di scala (scale free network).

Da un punto di vista operativo, questo approccio consente di raggiungere risultati formidabili in termini di visibilità on-line e, quindi, di probabilità di essere trovati dai navigatori potenzialmente interessati a uno specifico tipo di informazione.

Elementi base di un ecosistema digitale sono, oltre al “classico” sito Internet, i nuovi strumenti resi possibili dal cosiddetto Web 2.0, tra cui blog, Podcast, YouTube, Flickr, MySpace, Second Life, le community di settore, i social network, i forum, i syndication, i Mashup, e tutti quei canali e luoghi digitali con cui è possibile “comunicare”, magari a target diversi ma in un’ottica fortemente integrata, pianificata accuratamente e gestita con continuità.

Il passo in più che vorrei fare riguarda il dominio a cui applichiamo la definizione di ecosistema e cioè vorrei parlare più che di ecosistema delle applicazioni, di ecosistema dei supporti e dei device (attraverso i quali tali applicazioni vengono fruite).

Mi sposto quindi verso il concetto di ecosistema di dispositivi digitali perchè la comunicazione integrata citata da Giordani possa sfondare i confini della connessione fra applicativi per approdare ad una più completa molteplicità che tenga in conto anche la varietà dei supporti fisici di fruzione.

Sto parlando di una problematica quanto mai attuale in questi ultimi mesi. Con l’avvento dell’iPhone a giugno di quest’anno i riflettori si sono spostati improvvisamente sul mobile (già a fine 2007 erano in molti ad elencare fra i buoni propositi dell’anno venturo l’ascesa del mobile).
Mai prima d’oggi la navigazione del web è diventata così accessibile al largo pubblico anche attraverso supporti diversi dal tradizionale monitor da 15 pollici (e inserisco anche gli 11 pollici degli Asus EEE & Co. fra i supporti tradizionali.. ).

La verità è che quest’anno un milione di persone solo in Italia ha navigato su Internet tramite cellulare.

Ma di tutti i siti a cui le persone accedono tramite telefonino o iPhone, quali sono strutturati in modo sufficientemente efficace per il nuovo dispositivo e abbastanza coerente al sito madre? Quali riescono ad offrire il giusto connubio fra contenuti offribili (quelli del sito madre) e contenuti offerti (quelli del sito mobile)?

Ma soprattuto se esistono siti mobile efficaci, perchè lo sono? Come è stata costruita l’architettura informativa? In cosa differisce dall’architettura informativa del sito madre?

Ecco, nei prossimi mesi cercherò di rispondere a queste domande.

Prima di chiudere questo primo post introduttivo sulla progettazione per mobile vorrei comunque sottolineare che l’attuale relazione madre-figlio fra le architetture informative non è per nulla indicativa del futuro! Potrebbe benissimo accadere che le architetture madri saranno quelle delle versioni mobile oppure che le architetture saranno tutte sorelle e semplicemente adattate al singolo dispositivo.

Se qualcuno mi vuole dare una mano nel portare avanti queste riflessioni è il benvenuto :)

October 16, 2008

OptimalSort: uno strumento per fare card sorting online

Un’azienda neozelandese (Usability Consulting) specializzata in ambito usabilità e architettura informativa ha fatto, nel 2004, il grande passo che in molti sognano di fare: si è costruita il proprio strumento per l’attività di card sorting e relative analisi.

Devo dire che sono un pò invidiosa perchè non è da poco costruire un proprio strumento di ricerca ed analisi customizzato esattamente sulle proprie esigenze.
Sono invidiosa più che altro perchè risulterà particolarmente utile a chi lo ha progettato: lo strumento sarà definito esclusivamente dalle funzionalità preferite in quanto più adatte al proprio particolare processo lavorativo.

L’applicazione si chiama OptimalSort ed ho intenzione di utilizzarlo e testarlo un pò (partendo dalla versione demo) sperando che si possa incastrare con le mie di esigenze (è disponibile sia la versione per il card sorting chiuso che per il card sorting aperto).

Sicuramente un punto da studiare è che, in quanto applicazione online, è possibile inviare il test via mail agli utenti e permettere loro di svolgerlo in totale autonomia e comodità (da casa..).
Il numero degli utenti può così essere molto più grande dal momento che non si devono più organizzare incontri e spostamenti. Questa opportunità è comunque da osservare con attenzione perchè l’esecuzione del test in assenza del facilitatore ha i suoi pro e i suoi contro..

Se qualcuno lo sta già utilizzando (in fondo è dal 2004 che è in circolazione) mi interesserebbe sapere la sua opinione :)
Se invece qualcun’altro si sta trovando bene con software alternativi si faccia avanti che potremmo provare a paragonarli fra loro!


March 21, 2008

Esercizio di classificazione con flickr

2237699610_bd58caba8c_b.jpg

Anzitutto ringrazio i sei valorosi commentatori del post in cui ho fatto partire questo giochino della categorizzazione delle foto su flickr. Se non mi avessero dato corda condividendo il loro modo di organizzare le foto non avrei potuto fare questo esercizio :) Quindi grazie a Marco Cattaneo, Vincenzo Caico, Luca Fiore, Casa, Marco Cortesi, Mbeo :D

Ricordo che lo scopo di questo esercizio è stato cercare di capire come i fotografi di flickr organizzano il proprio materiale fotografico. Quindi capire anzitutto le possibilità classificative di una fotografia per poi identificare le dimensioni chiave a cui gli utenti-fotografi sono più legati e che giudicano come più efficaci per mostrare i loro lavori.

Allora. Ecco cosa ho fatto. Ho preso nota di tutte le collezioni e i set utilizzati su questi sei profili.

Dopodichè ho cercato di scremare e accorpare i set e le collezioni coincidenti (per esempio i set “someone”, “people” e “persone”).

Poi ho fatto una specie di card sorting (nella mia mente quindi senza post-it :P) ed ho ordinato tutti i set (scremati) in 7 cluster. Eccoli:

Importanza della foto

  • Explore (comparse su Explore)
  • Most interesting (auto-generated)
  • Le migliori (giudicate dagli altri)
  • Le mie favorite

Luogo della foto

  • Luogo (regione, città, paese)

Occasione della foto

  • Evento (concerto, evento sportivo)
  • Evento pubblico (conferenza, workshop, barcamp, cena)
  • Ricorrenza (compleanno, capodanno, battesimo, anniversario)
  • Evento personale (matrimonio, laurea, cena personale)

Tipologia di immagine

  • Fotografia
  • Disegno
  • Screenshot

Tipologia di colore e trattamento

  • Bianco e nero
  • Colore
  • Seppia

Tipologia di servizio fotografico

  • Progetto fotografico
  • Lavoro fotografico

Oggetto della foto (tematica)

  • Paesaggi
  • Tramonti
  • Campagna
  • Boschi
  • Cielo
  • Mare
  • Acqua e riflessi
  • Cani & gatti
  • Persone
  • Autoritratti

Queste sono le dimensioni che ho raccolto nei profili degli “account di test”. L’elenco non è ovviamente esaustivo ma permette di definire le macro dimensioni che gli utenti riconoscono come fondamentali in una fotografia:

  • Importanza
  • Luogo
  • Occasione
  • Tipologia di immagine
  • Tipologia di colore e trattamento
  • Tipologia di servizio fotografico
  • Oggetto (tematica)

Ecco quindi ricostruite le dimensioni.
Ora, quali di queste sono considerate come più incisive agli occhi degli utenti secondo gli utenti stessi?

  1. Anzitutto l’importanza: flickr è uno strumento di condivisione che permette di calcolare, per ogni photostream, le foto più viste, le preferite, le più commentate e quindi le più “interessanti” (definite tramite un calcolo algoritmico).
    Inoltre le foto possono essere assegnate al gruppo delle 500 migliori foto della giornata e in questo caso finisco nell’olimpo di Explore. Tutti questi strumenti danno la possibilità agli utenti di sapere quali sono le loro foto “migliori” secondo gli altri utenti e secondo flickr.
    E obiettivo di un fotografo è naturalmente mostrare il più possibile proprio quelle (oltre che, ovviamente, le proprie preferite).
    Da questo derivano set e collezioni che riuniscono le top-foto. Da questa esigenza sono nati meccanismi paralleli a flickr (come Flickr Set Manager) che permettono di inserire nel proprio account dei set generati in modo automatico e che raccolgono dinamicamente le foto migliori.
  2. Il criterio ordinativo dell’importanza vale soprattutto per i fotografi professionisti o dilettanti. Nel caso invece di utenti che usano flickr soprattutto per condividere foto di eventi con gli amici, il criterio organizzativo più gettonato è quello per “luogo” o per “occasione“.
    Giustamente lo scopo in questo caso è mostrare fotografie sulla base del momento e dell’occasione in cui è stata scattata. L’obbiettivo non è quindi accumulare visite e commenti, ma semplicemente condividere momenti con gli amici.
  3. L’”oggetto ripreso nella singola foto passa in secondo piano rispetto all’importanza e all’occasione, ma è sempre abbastanza utilizzato come metro classificativo anche da utenti “base”. Perchè in fondo quando si offre uno strumento all’utente, questo tende ad utilizzarlo. In questo caso è stata data la possibilità di classificare la stessa foto all’interno di più di un set. In questo modo gli utenti hanno cominciato ad affiancare al set “principale”, che può per esempio riguardare un evento o una cena, una serie di set “paralleli” che vanno ad esplorare il contenuto formale della foto.

Per concludere questo esercizio vorrei proporre l’ipotesi che in fondo la classificazione delle foto, ma questo vale per la classificazione in generale, dipende in gran parte dagli obbietivi che ci si è posti. E tali obiettivi dipendono a loro volta dal target a cui ci si rivolge.

March 17, 2008

User experience dall’altra parte

ucdprocess

In questo post vorrei provare a parlare di user experience da un punto di vista diverso rispetto a quello del progettista, dell’esperto o anche del semplice appassionato.

Partendo dalla mia esperienza personale come responsabile di progetto presso il cliente, mi piacerebbe portare per un momento la vostra attenzione sulla posizione di chi si trova a lanciare un nuovo prodotto web, o fare restyling di un prodotto esistente, percependo che esiste qualcosa che va aldilà delle semplici funzionalità tecniche, ma senza aver mai studiato nulla di user experience.

Nel mondo dell’interaction design, dell’information architecture, del visual e dell’usabilità, diamo sempre un pò per scontato che i nostri amici e clienti siano in grado di capire l’importanza dell’adottare un approccio centrato sugli utenti (e quindi di pagare noi per aiutarli). La realtà è purtroppo molto diversa, specie in Italia.

Per il progettista medio (almeno secondo la mia esperienza), il cuore di un sito web è fatto da sole due cose: html e grafica (tipicamente senza alcuna separazione della presentazione e della struttura, vedi CSS). Già i contenuti vengono in secondo piano (”qualcuno poi li inserirà”), figuriamo cose astratte come la strategia, gli obiettivi del sito, una comprensione operativa degli utenti, tassonomie e vocabolari controllati. Del resto html e grafica sono componenti facilmente visibili e, di consequenza, le uniche per cui un cliente è in prima istanza disposto a pagare.

Il risultato? Un conglomerato monolitico primordiale di codice, immagini, stili, script, non solo completamente ingestibili, ma specialmente scorrelati da un qualsiasi obiettivo di business. Sembrerà forse strano, ma la user experience è proprio questo: capisci i tuoi utenti, per realizzare il tuo business. Non si tratta di grafica, non si tratta di design, si tratta di definire obiettivi chiari ed una chiara strategia per raggiungerli con il minimo tempo ed il minimo costo. Cinico? No pragmatico.

Definire un documento di visione che guidi la progettazione, individuare e cristallizare il proprio target tramite personaggi dotati di nome, comportamenti tipici ed esigenze, animare questi personaggi con scenari che li portano a completare dei task non è un esercizio di stile e tantomeno un modo per sprecare parte di quello striminzito budget che siete riusciti a farvi autorizzare dall’IT.

Esattamente come per un edificio o una città, senza una pianificazione, senza planimetrie, studi sul campo, analisi su chi abiterà nell’edificio, il risultato del vostro lavoro sarà nel migliore dei casi suboptimale, nel peggiore crollerà ancora prima di prendere vita.

Ciò che forse stupisce ancora di più, è la presunzione/ignoranza da parte degli stessi operatori tecnologici del settore: in molti casi un documento di massima sui requisiti ed un documento di budget sono il massimo che si possa chiedere (provate ad avanzare altre pretese e vi diranno che state rallentando il progetto..). Purtroppo queste informazioni non bastano e buttare lì quattro box grigi identici con dentro del testo, font e pesi casuali, mancanza di priorità tra i contenuti, etc non è fornire un servizio. D’altronde basta cercare su un qualsiasi aggregatore di posizioni lavorative per vedere quante richieste ci sono legata alla UX… (nessuna?).

Un servizio, sito, prodotto, portale web è innanzitutto un canale per comunicare un messaggio, un brand, delle sensazioni e fornire risposte alle esigenze di essere umani. Se non conoscete la lingua di chi è dall’altra parte del monitor e non sapete cosa vuole da voi, non avete nessuna possibilità di raggiungere il vostro obiettivo. Fino a qualche anno fa pensavo che la user experience fosse attenzione per la qualità.. ma mi sbagliavo. La user experience è banalmente il faro progettuale del vostro lavoro, senza il quale, prima o poi, rischiate di schiantarvi contro gli scogli.

La user experience è un’arte certo. La buona notizia è però che esistono processi e tecniche per rendere il vostro schizzo meno lontano da un quadro d’autore..

March 12, 2008

Come organizzate le vostre foto su flickr?

collezioni

Lo chiedo a voi che siete stati conquistati da flickr e che avete deciso di investire 25 dollari all’anno per un account PRO.
Lo chiedo a voi che per questo motivo avete la possibilità di organizzare le vostre foto in più di tre set.

Considerando che non si può scendere oltre il secondo livello di profondità, quale struttura di cartelle (//collezioni) e sottocartelle (//set) avete deciso di offrire ai naviganti per meglio rappresentare il vostro stile fotografico? E perchè?

Che tipo di classificazione avete imposto alle vostre foto?

  • Per tematiche (natura, persone, bambini, ..)?
  • Per luoghi (città, paesi, regioni, continenti, ..)?
  • Per eventi (matrimoni, cene, barcamp, eventi sportivi, conferenze, ..)?
  • Per colori?
  • Per importanza (comparse in explore, le mie preferite)?
  • Per mood?
  • Per elementi ricorrenti (luce, calore, linee orizzontali/verticali, sfere, ..)
  • e boh.. ce ne sono infinite..

Ve lo chiedo perchè mi interessa capire come le persone applicano strutture classificative alle fotografie, ovvero ad “oggetti”che possono essere descritti da n dimensioni (come appunto tematica, colore dominante, tipo di evento, colore/bianco&nero, oggetto, tipo di trattamento, …).

Vorrei capire quali dimensioni sono considerate più interessanti dai fotografi e dalle persone :)

A voi la parola :)

February 28, 2008

Liste di contenuti: i fattori d’ordinamento

sorting

photo by Elicigo

Ordinare le liste di contenuti, articoli e documenti all’interno di un sito web spesso obbliga il progettista a farsi delle domande.

Che cosa crea importanza agli occhi di un utente?
E se la lista di documenti fosse visualizzata da persone con criteri di rilevanza diversi?

Anzitutto è bene avere un’ottima padronanza del dominio, degli scenari d’uso e dei profili utente.

Dopodichè in fase progettuale è possibile applicare ai documenti/articoli/post delle modalità di assegnazione di valore da parte degli utenti come la votazione, il supporto, il commento, i tag, ..

Tali caratteristiche saranno quindi prese in considerazione per generare l’ordinamento.

Io ho abbozzato questo elenco di dimensioni:

  • Numero di commenti
  • Numero di link in entrata (backlinks)
  • Numero di link in uscita
  • Votazione (0-1-2-3-4-5) // youtube
  • Numero di supporti // digg
  • Numero mail inviate tramite “invia a un amico”
  • Tag
  • Numero di visite
  • Numero di visite da parte di utenti registrati
  • Rilevanza dell’autore (numero di articoli e commenti inseriti)

Ve ne vengono in mente altre?
Infine è necessario un bell’algoritmo che fattorizzi le variabili e permetta di generare un ordinamento intelligente dei risultati proposti ad ogni utente. Vi auguro di avere buoni sviluppatori! :P

 

Interessato agli argomenti che trattiamo? Contattaci o vieni a trovarci!

vcard Sketchin Sagl

Uffici amministrativi
Via Trevano 38
6900 Lugano
Ticino, Svizzera

Studio
Via Violino 1
6928 Manno
Ticino, Svizzera

Telefono: 0041 91 260 26 60
Fax: 0041 91 260 26 62
E-mail:
Skype: sketchinteam Il nostro stato su skype