
In questo periodo vi ho parlato spesso di come i servizi che progettiamo possono doversi differenziare nell’architettura informativa, nei contenuti, nell’interazione e in molte altre caratteristiche a seconda dell’ambiente d’uso in cui vengono utilizzati dagli utenti.
A dipendenza del supporto fisico attraverso il quale tale servizio (sito) viene utilizzato (ma in generale il supporto fisico è solo uno degli elementi che fanno differenziare un ambiente d’uso da un altro), le sue caratteristiche andranno a cambiare.
Di Facebook per esempio esistono più versioni: il sito web tradizionale, il sito ottimizzato per iPhone e l’applicazione per iPhone.
In ognuno di questi ambienti Facebook va ad offrire agli utenti l’anima, il cuore, del suo servizio specificandosi e ottimizzandosi per il particolare ambiente d’uso.
Secondo questo principio, sito per iPhone e applicazione per iPhone dovrebbero avere entrambi ragione d’esistere (con specifiche diverse del servizio) se effettivamente l’ambiente d’uso risultasse essere differente.
Che cosa differenzia quindi l’ambiente d’uso di un’applicazione per iPhone dall’ambiente d’uso della navigazione web dello stesso servizio sempre su iPhone?
Anzitutto la possibilità di funzionare o meno offline.
In un post della settimana scorsa mi sono soffermata a riflettere con alcuni lettori del fatto che se un’applicazione per iPhone può funzionare solo in presenza di connessione, allora non c’è più motivo di differenziarla da un sito web ottimizzato.
Sicuramente la possibilità di utilizzare un’applicazione offline è un grande valore aggiunto per il servizio offerto.
Tuttavia se prendiamo come esempio Facebook, questo non ha ragione d’esistere scollegato dalla rete perchè il cuore dell’applicazione è appunto l’interazione con gli amici.
Dicevo nella discussione: “La forza di FB sta nel suo aggiornamento (il tempo reale): cosa stanno facendo i miei amici ora. Senza contare poi che i FB addicted controllano lo status delle attività dei propri amici ogni dieci minuti. E infine un altro punto di forza è la chat…”
E allora cosa differenzia Facebook dal suo fratello web based?
La maggiore potenzialità funzionale e tecnologica.
Le applicazioni hanno sempre motivo di esistere perchè nonostante l’iPhone sia sempre l’iPhone (sia quando navigo su Safari, sia quando uso un’applicazione), l’ambiente d’uso è comunque diverso (compreso il relativo approccio mentale degli utenti).
Le applicazioni hanno infatti la capacità di accedere in modo più completo alla potente tecnologia insita nella struttura dell’iPhone (accellerometro, GPS, macchina fotografica, ..).
Senza contare poi la velocità di utilizzo: il browser ha pur sempre bisogno di caricare i contenuti con lo sfogliare delle pagine.
Concludo questo post segnalandovi la funzionalità in cima alla todo list degli sviluppatori di facebook: in futuro sarà possibilie, tramite la tecnologia GPS dell’iPhone, condividere la propria posizione con gli amici e verificare la presenza o meno degli amici nelle proprie vicinanze.
Buon divertimento :)