Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

June 12, 2008

Gestire il “dopo”: dal progetto all’implementazione

Pubblicato in: Communication — Tags: , , , , , , — da Elena Marchiori alle 10:26

staffetta

Una volta realizzato un progetto la fase successiva prevede generalmente l’implementazione di quanto progettato. Ciò può avvenire internamente alla società che ha richiesto il lavoro, oppure può essere svolta dall’area dedicata della società che ha sviluppato il progetto, può essere invece cercato un ulteriore vendor tecnologico che implementerà il lavoro… le forme di collaborazione, come sappiamo, possono essere molteplici, ma ciò che le accomuna è la strategia (o metodo) del “passaggio di consegne”.

La consegna di un progetto, infatti, comporta un confronto tra il lavoro del progettista e il lavoro di chi poi lo realizza. In questa delicata fase si mettono in campo una serie di necessità e dinamiche relazionali che possono influenzare positivamente (in taluni casi negativamente) il progetto stesso.
Molto spesso le fasi di entrata in “contatto” tra le due professionalità sono anticipate alla consegna, in modo da realizzare il cosiddetto “allineamento” (es. individuare le tecnologie da utilizzare, capire le tempistiche di realizzazione e le risorse da coinvolgere), in altri casi il progetto volge al termine e l’implementatore subentra in un secondo momento.
Proviamo ora a definire quali sono gli elementi utili a ottimizzare il lavoro:
- definire un primo incontro conoscitivo e condivisione della comprensione del progetto
- fornire all’implentatore tutte le informazioni necessarie per realizzare il progetto, oltre a wireframe, architettura informativa e navigazionale, visual design, fornire le indicazioni circa:

  • presenza degli elementi statici o dinamiche
  • possibili evoluzioni dei contenuti (es. accessi mobile, realizzazione blog, soc.net)
  • chi ha accesso e a cosa
  • derivazione dei dati/contenuti
  • livello di manutenzione/aggiornamento

(Questi elementi possono essere inserititi in avanzati dimostratori/prototipi funzionali).

Esistono poi una serie di elementi da prendere in considerazione, come la presa di coscienza delle rispettive responsabilità, verificare di avere un vocabolario condiviso, considerare la possibilità di cambiamenti in corso d’opera (il progettista deve essere in grado di ri-allineare i cambiamenti all’interno del progetto), supporto onsite.
Cosa manca? Detto questo, qual è secondo voi la strategia di lavoro migliore tra progettazione e implementazione e quali strumenti vi sono stati utili per ottimizzare questa fase (tool e piattaforme di condivisione e passaggio di consegne).

May 26, 2008

Di mailing, di leggi sulla privacy e di buzz

Pubblicato in: Communication — Tags: , , , — da Francesca Cavecchia alle 11:03

Law books

Questa mattina, aprendo la casella di posta personale, mi sono trovata una mail che conteneva informazioni che non ho richiesto. Normalmente, quello che succede è: apro la mail, do un’occhiata, rispondo se sono interessata o cestino. Niente di più di un gesto meccanico.
Oggi, al contrario, mi sono alquanto irritata. La mail apre con una richiesta di consenso all’invio di informazioni, citando il decreto legislativo 196/2003, riguardo a un’iniziativa e prosegue con le suddette informazioni. In chiusura, mi si invita a non rispondere se non sono interessata oppure a richiedere la cancellazione dal database solo nel caso in cui io abbia ricevuto più copie della stessa mail e non sia eventualmente interessata.

Perchè a mio modo di vedere un atteggiamento del genere non è conveniente:

1. Non so se il servizio in questione mi interessa oppure no, ma iniziare la mail citando una legge non predispone l’eventuale cliente alla lettura, perchè la prima sensazione percepita è un vincolo, quasi mai apprezzato dal pubblico. La sensazione sgradevole è aumentata dal fatto che l’indirizzo email in questione non è stato reso pubblico, ma reso disponibile solo in seguito ad incontri personali. Un po’ come se qualcuno venisse a casa mia e mi dicesse cosa devo fare (passatemi l’iperbole).

2. Anche chi in materia di legge non sa quasi nulla, ha perlomeno sentito parlare della possibilità di fare modificare o cancellare i propri dati personali contenuti in un database. Posso non sapere di che legge si stia parlando, ma so che se ti chiedo di rimuovermi dalla lista tu, persona che mi invii informazioni, sei obbligata a farlo. Porre una condizione così infondata alla rimozione dei miei dati (solo se hai ricevuto la mail più volte) non fa che irritarmi ulteriormente.

3. Banalmente, chi fa questo lavoro sa che ha pochissimi secondi (e parole) per accattivarsi la simpatia del lettore. Un lettore irritato non solo non è un potenziale cliente, ma rischia di trasformarsi pericolosamente in una fonte di buzz negativo.

Voi come avreste risposto, se aveste risposto, a una mail del genere? E se aveste dovuto mandarla, cosa avreste scritto?

April 22, 2008

Microblogging: scarti di comunicazione da fissare (in modo custom)

Pubblicato in: Communication — Tags: , , , , , — da Elena Marchiori alle 08:20

postit frigo

Continueremo un’altra volta a dilungarci sul microblogging come forma di blog o meno o se questo fenomeno crea solo un (fantastico) rumore di fondo. Se ci costringe ad interrogarci sugli esiti (a volte imbarazzanti) di lifestreaming e/o se tutto questo viene rimaneggiato in salsa marketing e/o pseudo business con vezzose forme di newsletter informali molto 2.0.

Dice: oggi vorrebbe riflettere sull’approccio linguistico. Sul cambiamento della comunicazione dato uno spazio limitato entro cui esprimersi.
Ecco una tipica frase da twitter (ma poteva anche starci: si alza e va in bagno) l’approccio (e il contenuto) è quello, ovvero quello dello slogan: dal concetto ricercato all’informazione di servizio, il tutto in 140 caratteri.
(anche questa poteva essere una frase alla twitter).

Partiamo da Cicerone come chiave di lettura, ancora una volta non si può non dire che aveva già capito tutto: le costrizioni fisiche influenzano la lunghezza e la forma del discorso orale. Che dire di più?
Aggiungiamo poi l’obbligo dell’esprimersi in terza persona in quanto agli occhi degli utenti-lettori il profilo comunica what is he/she doing visto che a sua volta l’utente-scrittore ha inserito testo rispondendo alla domanda what are you doing (però in teoria si può scrivere anche al presente se rispondo alla domanda in prima persona posta sul “now”…). Inoltre non c’è l’utilizzo (perlomeno limitato) di forme che accorciano le parole (insomma niente cmq, ke, t kiamo, a dp) o la scrittura tutta ad un fiato per non perdere spazi tipica dell’SMS (viricordateimessaggiscritticosìovverotuttiattaccatiCheSonoDifficilissimiDaLeggere), ma bensì un nuovo approccio linguistico, al di là dei contenuti, che spazia fino ad intenti poetici.
Ebbene miei cari, twitter è croce e delizia per aspiranti copywriter che lo vogliate o meno. Oltre che ad essere terreno fertile per psicologi, se scorri l’archivio dei twit o twittate (un giorno il De Mauro inserirà questo termine e ci dirà la giusta definizione) si può “capire” un po’ di più l’altro/a. Insomma caro Piero temo che prima o poi ti ispirerai a twitter per le tue personas. Potrebbe essere un buon terreno anche per il mercato delle indagini sulle tendenze della popolazione (online). Che polaroid ne salterebbe fuori? (gli approcci di studio sono veramente molteplici e tutt’altro che banali. Se qualcuno sta “analizzando” il fenomeno, tesi/tesine possiamo confrontarci).

Mesi fa si parlava con Luca del modello a piattaforma: realizzi un servizio con funzionalità basic e lasci che sia l’utente ad utilizzarlo come vuole per poi verticalizzare l’offerta in base alle nicchie che si sono formate (ecco l’approccio twitter). A questo pensiero aggiungo come proprio sulle applicazioni web sociali l’importanza dell’approccio comunicativo non sia un punto da sottovalutare nelle fasi di progettazione. Gli approcci comunicativi veicolati dagli spazi web influenzano la navigazione (e la partecipazione) e viceversa.

Stiamo parlando del valore degli “scarti di comunicazione” (come ha ben scritto palmasco nel suo post dedicato al glorioso e mitico foogacamp). Scarti di comunicazione a cui aggiungo: che vuoi comunque fissare… come un foglietto con la lista della spesa appeso al frigorifero - ovvero la stupidaggine utile per te; la foto del tuo adorato cane, ovvero un ricordo che ha valore per te; un pezzo di articolo che ti ha fatto impazzire, ovvero un link che ha valore per te ma che sicuramente divulgherai; il messaggino “ciao esco a dopo”, ovvero l’info inutile per tutti: non dici dove vai, se non ci sei è ovvio che sei uscito, il dopo non è un orario, torni o mi telefoni?, il saluto è relativo, non comunichi nulla rispetto al dato di fatto… il tutto come in twitter!

January 24, 2008

AAA Cercasi un analista e un prototipatore da inserire nel team

Prototyper

L’ultimo periodo è stato molto proficuo per noi, le sfide si sono sprecate tra Dixero e altri progetti interessanti.

Tutta questa esperienza che abbiamo accumulato negli ultimi mesi da un lato ci ha fatto crescere molto come team ma dall’altro ci ha fatto notare alcune debolezze e mancanze dello stesso. Proprio per questo motivo siamo alla ricerca di due talenti da inserire a tempo indeterminato nel nostro team come specialisti.

Analista / Marketing e comunicazione online

  • Capacità di acquisizione e razionalizzazione di specifiche di prodotto/servizio
  • Capacità di analisi dei bisogni del mercato/del committente
  • Capacità di sviluppare il posizionamento di un prodotto/servizio sul mercato
  • Capacità di individuare e razionalizzare profili target/stakeholders (es: mappe sinottiche eurisko)
  • Capacità di effettuare analisi del mercato/concorrenza/utenza/…
  • Buona capacità di razionalizzazione e gestione delle specifiche tecniche
  • Capacità e conoscenze metodologiche di problem solving / creativà / social engineering
  • Conoscenze di marketing e comunicazione tradizionale e online
  • Buona capacità di relazionarsi e lavorare in team
  • Capacità di relazionarsi con la clientela e il mercato
  • Ottima conoscenza orale e scritta di italiano e inglese
  • Preferibilmente blogger (ottima capacità di scrittura :)
  • Esperienza in progetti online
  • … non da ultimo creatività e pensiero laterale!

Interaction designer / Prototipatore

  • Interaction designer con esperienza su prodotto/servizio
  • Ottime conoscenze della realtà e dei modelli del web
  • Ottime conoscenze dei design pattern e dei modelli di interfaccia sul web e nel software (anche per mobile)
  • Agilità mentale e capacità di adeguarsi alle situazioni ergo capacità di mettere in discussione il proprio lavoro e di adeguarlo
  • Capacità di formalizzare mediante documentazione di progetto
  • Capacità di lavorare in team
  • Esperienza in progetti web
  • Basi di usabilità e accessibilità (web e software)
  • Capacità di sviluppare prototipi a differenti livelli di qualità (da statici ad interattivi)
  • Ottime conoscenze di XHTML, CSS e Javascript/AJAX
  • Capacità di sviluppare prototipi interattivi con linguaggi di scripting (PHP, Ruby on Rails, …)
  • Ottime conoscenze di Macromedia Flash (interactive design)
  • Buone conoscenze orali di inglese
  • Indipendenza e follia :)

Saranno apprezzate anche conoscenze e skill particolari come:

  • Fondamenti su internet of things e ubiquitus computing
  • Fondamenti e capacità di prototipazione su mobile e iphone/ipod
  • Capacità di prototipazione in C / C++ e/o capacità di prototipazione hardware

Se vi sentite presi in causa o vi ritrovati in questi profili mandate il vostro curriculum e una breve lettera (direttamente nella mail) di presentazione con relative motivazioni a luca@sketchin.ch

 

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