Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

September 29, 2009

Workshop che vanno workshop che vengono

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Dieci giorni fa qui in sketchin abbiamo tenuto il workshop sulla progettazione di Interfacce per Web e Mobile.

Il workshop ha rappresentato un fantastico momento di confronto, per l’altro numero di partecipanti provenienti da diverse discipline, costituendosi come momento di divertimento e insieme di approfondimento sulla tematica dell’interazione uomo-macchina.

Le due giornate sono iniziate con una panoramica generale sulla User Experience e sul processo di progettazione, passando poi ad affrontare tra teoria ed esercitazioni i tre aspetti che un designer di interfacce deve avere:

  • Conoscenze teoriche di percezione e interazione
  • Metodologie e processi con cui affrontare una progettazione iterativa sempre più raffinata
  • Strumenti e best practices di progettazione

Durante il workshop Paolo, Daniele, Claudia, Giacomo e Sergio si sono messi alla prova con esercitazioni di sketching, information design e wireframing con l’obiettivo di comprendere i principi di interazione e passare a una prima prova pratica.

Il risultato è stato una due giorni di apprendimento e divertimento insieme, come potete vedere dalle foto.

Adesso aspettiamo i partecipanti del prossimo workshop, che si terrà il 15 e 16 ottobre,  “Progettare servizi online con metodologie di design agile “, tra cui Francesco, il vincitore del concorso UXcon:what i really want.

Per tutti gli altri partecipanti al concorso, invece, offriamo uno sconto del 33% sull’iscrizione ;)

December 22, 2008

Sommerso dai contenuti? Niente paura! Filtrali

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Se ci troviamo ad avere a che fare con una grande quantità di contenuti, è buona norma pianificare l’introduzione dei cosiddetti filtri.

Va detto anzitutto che i filtri sono solo una delle varie strategie progettuali che gli architetti dell’informazione hanno per dare un senso compiuto ai propri contenuti e fare in modo che tale senso venga percepito correttamente anche dagli utenti.

I filtri sono una modalità di navigare i contenuti per dimensione. Permette cioè agli utenti di chiedere al sistema di visualizzare i soli contenuti aventi una certa caratteristica.

E’ molto probabile che abbiate a che fare quotidianamente con i filtri.
Basti pensare al public wall di Facebook i cui contenuti sono filtrabili per:

  • Notizie
  • Aggiornamenti di status
  • Foto
  • Elementi pubblicati
  • Aggiornamenti di intestazione

Perchè vi sto parlando di questo? Perchè qualche giorno fa Google ha fatto un nuovo servizio all’umanità introducendo in Google Images due nuovi filtri ai tre già presenti.
Ora quando cerchiamo un’immagine su Google Images è possibile filtrare i risultati per tipologia di contenuto:

  • News content
  • Faces
  • Clip art (nuovo)
  • Line drawings (nuovo)
  • Photo content

Adesso viene il bello. Guardate come cambia la pagina dei risultati se cerchiamo la parola “house”: filtro photo content, filtro faces.

Ah! Se nelle impostazioni di Google avete la lingua italiana i filtri disponibili sono solo notizie, volti e fotografie.

October 27, 2008

Progettare ecosistemi di dispositivi digitali

Con questo post vorrei inziare con voi una riflessione che vorrei sviluppare nei prossimi mesi: come progettare architetture informative per ecosistemi digitali, ovvero architetture adattabili ad una molteplicità di device, a partire dal computer per arrivare ai supporti mobili come cellulari e iPhone.

Iniziamo però con il capire che cosa si intende per ecosistema digitale dal momento che d’ora in avanti si userà questo termine e forse non è entrato ancora con certezza nel nostro lessico quotidiano.
La definizione che vi propongo si riferisce ad ecosistemi di applicazioni e servizi online ed è di Massimo Giordani, docente di “Integrazione dei media” e di “Strumenti e metodi di interazione ipermediale” al Politecnico di Torino:

Un ecosistema digitale è concettualmente analogo a un ecosistema biologico, dove ogni singola parte cresce con il tutto. E’ una visione olistica della Rete che trova fondamenti scientifici nelle più recenti teorie sui sistemi complessi e sullo sviluppo delle reti a invarianza di scala (scale free network).

Da un punto di vista operativo, questo approccio consente di raggiungere risultati formidabili in termini di visibilità on-line e, quindi, di probabilità di essere trovati dai navigatori potenzialmente interessati a uno specifico tipo di informazione.

Elementi base di un ecosistema digitale sono, oltre al “classico” sito Internet, i nuovi strumenti resi possibili dal cosiddetto Web 2.0, tra cui blog, Podcast, YouTube, Flickr, MySpace, Second Life, le community di settore, i social network, i forum, i syndication, i Mashup, e tutti quei canali e luoghi digitali con cui è possibile “comunicare”, magari a target diversi ma in un’ottica fortemente integrata, pianificata accuratamente e gestita con continuità.

Il passo in più che vorrei fare riguarda il dominio a cui applichiamo la definizione di ecosistema e cioè vorrei parlare più che di ecosistema delle applicazioni, di ecosistema dei supporti e dei device (attraverso i quali tali applicazioni vengono fruite).

Mi sposto quindi verso il concetto di ecosistema di dispositivi digitali perchè la comunicazione integrata citata da Giordani possa sfondare i confini della connessione fra applicativi per approdare ad una più completa molteplicità che tenga in conto anche la varietà dei supporti fisici di fruzione.

Sto parlando di una problematica quanto mai attuale in questi ultimi mesi. Con l’avvento dell’iPhone a giugno di quest’anno i riflettori si sono spostati improvvisamente sul mobile (già a fine 2007 erano in molti ad elencare fra i buoni propositi dell’anno venturo l’ascesa del mobile).
Mai prima d’oggi la navigazione del web è diventata così accessibile al largo pubblico anche attraverso supporti diversi dal tradizionale monitor da 15 pollici (e inserisco anche gli 11 pollici degli Asus EEE & Co. fra i supporti tradizionali.. ).

La verità è che quest’anno un milione di persone solo in Italia ha navigato su Internet tramite cellulare.

Ma di tutti i siti a cui le persone accedono tramite telefonino o iPhone, quali sono strutturati in modo sufficientemente efficace per il nuovo dispositivo e abbastanza coerente al sito madre? Quali riescono ad offrire il giusto connubio fra contenuti offribili (quelli del sito madre) e contenuti offerti (quelli del sito mobile)?

Ma soprattuto se esistono siti mobile efficaci, perchè lo sono? Come è stata costruita l’architettura informativa? In cosa differisce dall’architettura informativa del sito madre?

Ecco, nei prossimi mesi cercherò di rispondere a queste domande.

Prima di chiudere questo primo post introduttivo sulla progettazione per mobile vorrei comunque sottolineare che l’attuale relazione madre-figlio fra le architetture informative non è per nulla indicativa del futuro! Potrebbe benissimo accadere che le architetture madri saranno quelle delle versioni mobile oppure che le architetture saranno tutte sorelle e semplicemente adattate al singolo dispositivo.

Se qualcuno mi vuole dare una mano nel portare avanti queste riflessioni è il benvenuto :)

October 16, 2008

OptimalSort: uno strumento per fare card sorting online

Un’azienda neozelandese (Usability Consulting) specializzata in ambito usabilità e architettura informativa ha fatto, nel 2004, il grande passo che in molti sognano di fare: si è costruita il proprio strumento per l’attività di card sorting e relative analisi.

Devo dire che sono un pò invidiosa perchè non è da poco costruire un proprio strumento di ricerca ed analisi customizzato esattamente sulle proprie esigenze.
Sono invidiosa più che altro perchè risulterà particolarmente utile a chi lo ha progettato: lo strumento sarà definito esclusivamente dalle funzionalità preferite in quanto più adatte al proprio particolare processo lavorativo.

L’applicazione si chiama OptimalSort ed ho intenzione di utilizzarlo e testarlo un pò (partendo dalla versione demo) sperando che si possa incastrare con le mie di esigenze (è disponibile sia la versione per il card sorting chiuso che per il card sorting aperto).

Sicuramente un punto da studiare è che, in quanto applicazione online, è possibile inviare il test via mail agli utenti e permettere loro di svolgerlo in totale autonomia e comodità (da casa..).
Il numero degli utenti può così essere molto più grande dal momento che non si devono più organizzare incontri e spostamenti. Questa opportunità è comunque da osservare con attenzione perchè l’esecuzione del test in assenza del facilitatore ha i suoi pro e i suoi contro..

Se qualcuno lo sta già utilizzando (in fondo è dal 2004 che è in circolazione) mi interesserebbe sapere la sua opinione :)
Se invece qualcun’altro si sta trovando bene con software alternativi si faccia avanti che potremmo provare a paragonarli fra loro!


September 10, 2008

Sei un vero architetto dell’informazione?

test

Per rispondere a questa domanda ti ho preparato un test.

Per ognuno di questi punti prova a dare una definizione (cos’è/che scopo ha):

  • Inventario dei contenuti
  • Organizzazione dei contenuti e categorizzazione
  • Etichettatura dei contenuti (labeling)
  • Mappa strutturale
  • Flussi informativi
  • Navigazione
  • Sviluppo di metafore e storytelling
  • Test d’usabilità dell’architettura informativa

Fatto*?

Ora le soluzioni:

Inventario dei contenuti
Cos’è
Raccolta minuziosa di ogni singolo contenuto e funzionalità di un sito o applicazione web.
Scopo
Ottenere una visione globale e omogenea dei contenuti e informazioni prodotte dall’azienda.

Organizzazione dei contenuti e categorizzazione
Cos’è
Attività di ordinamento e classificazione delle informazioni (contenuti) raccolti nella precedente fase di inventario. Vengono utilizzate metodologie come il card sorting e il free listing.
Scopo
Favorire una comprensione immediata dell’ampiezza e varietà dei contenuti del sito. Rendere tali contenuti comprensibili agli utenti.

Etichettatura dei contenuti (labeling)
Cos’è
Attività che si occupa di rinominare i contenuti e le funzionalità allo scopo di renderli comprensibili alle varie tipologie di utenti. Vengono utilizzati strumenti come thesauri e vocabolari controllati.
Scopo
Rappresentare ampi gruppi di informazioni in modo efficiente e nel linguaggio dell’utente.

Mappa strutturale
Cos’è
Diagramma complessivo dell’organizzazione dei contenuti e delle funzionalità in pagine e sotto pagine.
Scopo
Presentare la struttura dell’intero sito o applicazione in modo visuale e sintetico.

Flussi informativi
Cosa sono
Diagrammi descrittivi dei passaggi (flussi) interattivi e delle funzionalità dell’applicazione.
Scopo
Definire i migliori modelli di interazione che permettano all’utente di compiere i vari task.

Navigazione
Cos’è
Struttura di collegamento fra pagine e contenuti.
Scopo
Fornire agli utenti uno strumento per muoversi nel sito e mantenere l’orientamento (capire dove sono e dove possono andare).

Sviluppo di metafore e storytelling
Cos’è
Sviluppo di storie e narrazioni su cui basarsi nella progettazione della navigazione e dell’interfaccia.
Scopo
Rendere i contenuti e i percorsi navigazionali più comprensibili e memorizzabili dagli utenti.

Test d’usabilità dell’architettura informativa
Cos’è
Attività di testing con utenti su prototipi.
Scopo
Verificare la consistenza e comprensibilità del progetto.

Ecco in realtà queste sono le defizioni che ho provato a darmi io.. quindi se vi siete risposti in modo più o meno diverso, parliamone!

*momento Art Attack

February 20, 2008

Classificazione a faccette interattiva

Elastic Lists

Mi riallaccio ad una segnalazione di Luca Rosati (mi è spiaciuto non poter commentare e quindi eccovi questo post) di un’interessante modalità “interattiva” di rappresentazione delle informazioni tramite classificazione a faccette: Elastic Lists.

A chi non sapesse cosa siano le cosiddette “faccette” consiglio, prima di continuare a leggere il post, di navigarsi un pò il propotipo, giusto per capire di cosa si sta parlando e “toccarne con mano” le potenzialità :)

La principale problematica della classificazione a faccette è che gli utenti trovano difficile intuire che le categorie di ogni faccetta non presentano contenuti esclusivi e differenti.
Le faccette sono infatti dimensioni differenti degli stessi contenuti.
Nell’esempio di Elastic Lists i contenuti classificati sono i profili dei vincitori dei premi nobel e le faccette sono:

  • Premio (disciplina)
  • Genere
  • Stato
  • Decennio di attività
  • Anno di vincita

Elastic Lists si propone di incrociare la tradizionale classificazione a faccette (strutturazione dei contenuti in modo multidimensionale) con l’information visualization (Infovis), ovvero modalità visuali (colori, forme, dimensioni) di rappresentazione delle informazioni.

Vorrei qui soffermarmi sull’originalità di questa presentazione delle faccette agli utenti, più che sulle caratteristiche dell’infovis (che sono comunque valori aggiunti interessanti ma forse vale la pena riprenderle in un altro momento).

Ecco quindi le mie osservazioni (se più tardi riesco a discuterne un attimo con Luca Mascaro aggiungo eventuali nuove osservazioni fra i commenti):

  • Trovo sicuramente interessante la disposizione orizzontale delle faccette, dal momento che l’utente è aiutato a non confonderle con un “normale” menu laterale.
  • Trovo geniale il livello interattivo dell’adattamento delle faccette sulla base delle selezioni e i “filtraggi” selezionate dall’utente. E’ la possibilità per l’utente di comprendere immediatamente che la selezione di una dimensione interviene come una sorta di filtro su tutte le altre.
    Ecco forse la svolta. Perchè l’utente capisca il meccanismo di funzionamento delle faccette è necessario che esse interagiscano con lui anche graficamente e che gli diano dei feedback costanti sulla base delle sue scelte.
  • Introducendo quindi questa caratteristica dinamica e adattativa delle faccette forse potrebbe avere senso anche disporle verticalmente. Non penso che gli utenti possano scambiarle ancora per un menu classico. Però forse è meglio verificare con un bel test… con gli utenti non si sa mai…. :P
  • Infine l’ultima riflessione che mi pongo è: quante risorse sono necessarie per lo sviluppo tecnico? Ho la netta sensazione che non sia così banale….. Se c’è qualche sviluppatore in ascolto può azzardare un’ipotesi di impegno?

Ne approfitto per ringraziare gli sviluppatori che realizzano i nostri sogni dandogli vita :)

 

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