Usabilità con o senza marce?

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Di mestiere mi occupo di usabilità e questo penso che già si sappia; di conseguenza dovrei essere convinto che “semplice è meglio”…ma ultimamente questa inossidabile certezza mi da un pò da pensare…

Non mi riferisco al campo del web, dove in ambito di usabilità le certezze franano sempre più spesso come frollini immersi nel latte, ma al mondo “reale” (passatemi il termine). Da tempo possiedo una Vespa, il classico vecchio modello con le marce al volante che, causa l’età avanzata – e l’incuria del sottoscritto nel mantenerla in efficienza – , si sta avviando a grandi passi verso la pensione. E’ giunto quindi il momento di pensare ad un nuovo mezzo di trasporto per la caotica Milano e gioco forza ho dovuto rivolgere l’attenzione al mondo dei nuovi scooter automatici.

Ora, lungi da me voler fare un post malinconico sulle care vecchie vespe, ma uno dei commenti che più spesso ricorrevano sui blog di settore era che i nuovi scooter paiono, appunto, più usabili, niente frizione e niente cambio (i più arditi arrivavano a osannare il fatto che si potessero guidare con una sola mano). Io non sono però convinto che ciò si possa definire usabilità, l’uso del cambio per esempio è vero che occupa entrambe le mani (ora io mi chiedo a cosa potrebbe servire una mano libera nella guida di uno scooter…?!) rende però la guida più sicura, ti permette di usare il freno motore e di dosare molto meglio le accelerazioni.

Tutto questo per dire cosa? Credo che nello studio dell’usabilità la semplicità, intesa come “elementarietà”, non debba essere vissuta come un dogma; l’esperienza utente deve essere il più possibile appagante e deve permettere una consultazione dei contenuti rapida e immediata ma, di contro, non bisogna incorrere nel rischio di creare percorsi talmente facili ed elementari da superare i contenuti spingendo l’utente ad andare oltre senza soffermarsi.

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