Usabilità con o senza marce?

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Di mestiere mi occupo di usabilità e questo penso che già si sappia; di conseguenza dovrei essere convinto che “semplice è meglio”…ma ultimamente questa inossidabile certezza mi da un pò da pensare…

Non mi riferisco al campo del web, dove in ambito di usabilità le certezze franano sempre più spesso come frollini immersi nel latte, ma al mondo “reale” (passatemi il termine). Da tempo possiedo una Vespa, il classico vecchio modello con le marce al volante che, causa l’età avanzata – e l’incuria del sottoscritto nel mantenerla in efficienza – , si sta avviando a grandi passi verso la pensione. E’ giunto quindi il momento di pensare ad un nuovo mezzo di trasporto per la caotica Milano e gioco forza ho dovuto rivolgere l’attenzione al mondo dei nuovi scooter automatici.

Ora, lungi da me voler fare un post malinconico sulle care vecchie vespe, ma uno dei commenti che più spesso ricorrevano sui blog di settore era che i nuovi scooter paiono, appunto, più usabili, niente frizione e niente cambio (i più arditi arrivavano a osannare il fatto che si potessero guidare con una sola mano). Io non sono però convinto che ciò si possa definire usabilità, l’uso del cambio per esempio è vero che occupa entrambe le mani (ora io mi chiedo a cosa potrebbe servire una mano libera nella guida di uno scooter…?!) rende però la guida più sicura, ti permette di usare il freno motore e di dosare molto meglio le accelerazioni.

Tutto questo per dire cosa? Credo che nello studio dell’usabilità la semplicità, intesa come “elementarietà”, non debba essere vissuta come un dogma; l’esperienza utente deve essere il più possibile appagante e deve permettere una consultazione dei contenuti rapida e immediata ma, di contro, non bisogna incorrere nel rischio di creare percorsi talmente facili ed elementari da superare i contenuti spingendo l’utente ad andare oltre senza soffermarsi.

7 Comments

  1. Attenzione pero` che usare il cambio non e` una cosa cosi` “banale”. E` vero che educa l’utente e gli permette di fare piu` attenzione a cosa sta facendo senza lobotomizzarlo ma credo sia altrettanto importante la possibilita` di avere qualcosa con una curva di apprendimento quasi zero.

  2. Beh tutto dipende molto dal target…per certi utenti l’usabilità è il massimo, per altri una cosa complicata permette di vivere un’esperienza e quindi è preferita alla semplicità, che fa vivere un’esperienza diversa e meno gradita.

    Tornado al cambio, si pensi alla tendenza americana di vedere l’auto come mezzo per muoversi, quindi qualcosa che deve essere comodo e al mio servizio. Quindi cambio automatico, 3000 gadget, comodità, ecc.

    In Eu, soprattutto in Italia dove siamo tutti Nuvolari, il cambio manuale è vissuto con piacere perchè permette, persino ad uno che guida una Punto, di “sentirsi” sportivo, nel pieno controllo del motore della sua macchina.

    Lo stesso va riportato sul web. A seconda del target, si strutturerà un approccio diverso!

  3. Appoggio i tuoi dubbi sulla semplicità.
    La semplicità assoluta non è un dogma. Anche la complessità ha delle sue ricchezze che semplificando eccessivamente si perdono. Come sempre serve equilibrio.

    Incollo una citazione che ho messo da parte qualche tempo fa:
    ” Il dvd di oggi, per esempio, ha troppi pulsanti se tutto ciò che desideriamo è guardare un film. Potrebbe essere una soluzione togliere quelli di riavvolgimento e di avanzamento, quello di espulsione e così via, fino a lasciarne uno soltanto: quello di riproduzione.
    E se voleste rivedere la vostra scena preferita? Oppure interrompere il film mentre fate la cruciale pausa per il bagno? La questione è: dove sta l’equilibrio fra semplicità e complessità? ”
    (John Maeda, Le leggi della semplicità, 2006)

  4. Io credo che usabilita’ e semplicita’ vadano molto bene insieme, ma le sensazioni che si provano nell’utilizzare qualcosa ( accidenti che giro di parole per non dire “user experience”) spesso coinvolgono anche aspetti emotivi che vanno tenuti in considerazione nella progettazione.
    Ho in mente tre esempi di prodotti in qualche modo in relazione con i mezzi di trasporto.
    Il primo e’ un’autoradio Becker qualsiasi. L’aspetto e’ rimasto quello delle autoradio degli anni 60. Due “pomelli”
    ai lati e qualche tasto sotto la “scala parlante” . Usare questa radio era un piacere ( purtroppo ora non ce l’ho piu’). i due pomelli permettono di cambiare facilmente stazione tra quelle che si sentono meglio nella zona e regolare il volume. I tasti sotto il display servono per raggiungere le stazioni memorizzate. un tastino per accedere alle altre funzioni “avanzate”. Che altro puo’ servire ? certo tanti tastini e display multicolore sono amati da moltissimi appassionati, ma per ascoltare musica o una radio questo e’ secondo me uno dei migliori esempi di semplicità e usabilita’ che si possano trovare nel campo.

    Un altro esempio e’ la mia auto (una smart). Ha il cambio automatico, una grande comodita’. Ma i miei istinti peggiori di automobilista esaltato ( ah! devo aggiungere che e’ una, ormai vecchia, smart roadster prima che pensiate che sia pazzo) trovano appagamento nelle palette dietro al volante che mi permettono di cambiare come in una formula 1. beh almeno il movimento e’ lo stesso.
    Qui l’usabilita’ e’ ottima, con le due opzioni sempre pronte a seconda del mio umore, anche se la user experience e’ appena sufficiente in automatico ( il cambio delle smart e’ notoriamente lentissimo) e discreta in sequenziale.

    Per finire il vespone 250 che ho comprato da poco: ha il cambio a variazione continua. Che posso dire? Tra noi con i frullini e i duri e puri del 2 tempi la rivalità’ e’ nota. Ma avere il cambio manuale non penso aggiungerebbe molto alla mia esperienza di guida.
    La scooter ha sicuramente aspetti emozionali ( la vespa un po’ piu’ degli altri :) ) ma credo che gli scooter oggi debbano essere fatti in questo modo: con il cambio automatico. E non si tratta solo di una questione di mercato. E’ proprio il fatto che e’ uno scooter, qualcosa che gia’ nel ’48 era pensato per essere semplice da utilizzare con l’accento messo piu’ sul comfort e sulla praticità che sulle prestazioni.
    Certo queste innovazioni probabilmente ci allontanano un po’ dal nostro mezzo. Per certi aspetti lo controlliamo meno che’ si controlla da solo.
    Posso essere molto meno bravo oggi con il vespone 250 di quando guidavo la mia vecchissima Lambretta. E forse e’ vero: questo toglie un po’ il gusto della guida, ma dobbiamo anche stare attenti a non confondere l’usabilita’ con la nostalgia :)

  5. Ringrazio tutti per i commenti alla mia provocazione e sono contento che è stata presa per quella che è!
    L’usabilità è certo fondamentale, proprio perchè per troppi anni è stata ignorata e ora ci ritrovamo indietro di anni, specie nella realtà italiana.
    …sicuramente sul paragone con la vespa a marce un pò della nostalgia ha pervaso il mio post ma comunque era solo per spiegarne il paragone!

  6. Beh prova a pensare che il cambio “al volante” sembrava poco usabile e anche nelle auto di formula 1 è stato prima scartato ma creato (forse la tecnologia non era all’avvanguardia) e poi ripreso… mah…

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