[Romecamp08] Web semantico

Dei molti interventi seguiti al romecamp, vorrei dedicare qualche parola a quello di Antonio Lieto, dedicato al web semantico, intitolato “Intelligent Search e motori di ricerca inferenziali”.

Se attualmente i motori di ricerca (o meglio, il motore di ricerca) utilizzano quasi esclusivamente aspetti lessicali per analizzare i contenuti delle pagine web, è da anni che si attende il momento in cui sarà possibile effettuare ricerche in linguaggio naturale.

Secondo gli esperti il presupposto per passare alla semantica è costituito dalla organizzazione del sapere in ontologie che consentano alle macchine di catalogarlo.

La creazione e gestione delle ontologie ha però alcuni problemi, che hanno limitato di molto il loro utilizzo:

  • Vanno create a mano
  • Esistono ontologie diverse per il medesimo argomento
  • Non risolvono il problema delle ambiguità

Quello che di fatto è successo, è che se da un lato gli esperti spingevano verso la creazione di sempre più sofisticate ontologie, il web ha trovato la sua strada, catalogando il sapere mediante l’uso dei tag.

Quale delle due soluzioni sia la migliore, sarà il tempo a dircelo, ma non mi stupirei più di tanto se stesse proprio a metà strada tra lo schieramento dell’ontologia e quello dalla folksonomia.

Di seguito riporto il link per rivedere l’intervento e il dibattito che ne è seguito.

http://romecamp.ilcannocchiale.tv/video/5905

  1. Ciao Alberto, innanzi tutto grazie per il post dedicato all’intervento.
    Alcune precisazioni: le ontologie possono essere create anche con software automatici o semi-automatici (ad es. Ontogen) e non solo manualmente (utilizzando ad es. un ontology editor come Protegé, sviluppato a Stanford).
    Inoltre le ontologie risolvono (mediante la realizzazione di dizionari elettronici e grammatiche locali “domain specific”) alcuni tipi di ambiguità linguistica.
    Infine una considerazione: la strada trovata dal web non deve essere vista necessariamente come contrapposta a quella del web semantico. Le due prospettive vanno integrate.
    Una cosa è certa però: la folksonomia da sola non è in grao di creare degli standard condivisi di classificazione degli “oggetti del mondo” in quanto, ad esempio, io e te possiamo “taggare” una stessa risorsa in modo differente…e questo creerebbe non pochi problemi di riconoscimento alle “macchine” nel corso della loro attività di information retrieval. Un salutone. AL.

  2. Ciao Antonio, grazie a te per l’interessante intervento al Romecamp, e per le precisazioni che hai postato poco fa.

    Riguardo ai software automatici per la creazione di ontologie, sai indicarmene qualcuno (o eventuali progetti ancora non conclusi in quella direzione) ?

    Un saluto :)

  3. Ciao Alberto, scusa per il ritardo ma non mi ero accorto della tua risposta. Allora: per quanto riguarda la parte di estrazione automatica di ontologie ci sono molti progetti e tool da poter citare: da OntoLT (plugin di Protegé) a Corporum Ontobuilder. La parte che, in via principale, si sta cercando di “automatizzare” riguarda l’estrazione di relazioni tra concetti da dati non strutturati (es. RelEx Tool). Per la parte semi-automatica ci sono altrittanti softwares (se non di più): da OntoGen, a Text Storm and Clouds a Mo’K Worchbench e tanti altri ancora. La rassegna che ti ho fatto, ovviamente, non è da considerarsi esaustiva. Spero, comunque, di aver risposto. Ciao a presto.