No, non lo voglio progettare!

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L’altra sera, leggendo i miei feeds arretrati, mi sono soffermata sulla questione posta da Luca nel suo ultimo post, “Il coraggio di utilizzare i propri progetti”. Ci ho riflettuto intensamente e sono giunta alla conclusione, per me imprescindibile, che non è indispensabile utilizzare sempre e comunque il proprio progetto ma, capire fino a che punto sono disposta a ideare qualcosa contrario ai miei principi.

Quando progetto un sito o un’applicazione web mi pongo, come tutti, molteplici domande per comprendere al meglio la problematica sottopostami e come il mio intervento possa dargli una soluzione. Una volta compreso il tutto, inizio a relazionarmi con il prodotto. Se l’oggetto di studio è in sintonia con i miei interessi e pensieri, sarà per me più facile idearlo, dal momento che sono più sensibile ed affine alla tematica. Capita di dover progettare qualcosa che probabilmente non userò mai, ma ciò non significa che non possa dare comunque un buon contributo.

Cosa potrebbe succedere se dovesse capitarmi tra le mani un progetto come quello di Miss Bimbo, che è contrario ai miei principi, e fossi obbligata dal capo a portarlo a termine? Si è parlato molto di questo videogioco, e scandalo a parte, penso alla mia di etica e mi chiedo fino a che punto sarei disposta ad andare.

Mi opporrei e ne parlerei con il capo? Lo eseguirei lo stesso? Oppure saboterei il progetto?

Appurato che oggigiorno il web ha perso il controllo, penso sia indispensabile sensibilizzare le future generazione sulla rilevanza di dotarsi d’un codice di comportamento che sottolinei la giusta importanza dei veri valori della vita.

Voi cosa fareste?

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