Ma internet ha un cuore?
Dopo anni e anni di studi, di definizioni, di pensieri di luminari e via discorrendo credo che si sia giunti ad una conclusione più o meno condivisa: internet è anche un nuovo media. Come i giornali prima, la radio e la televisione dopo sta reinventando la comunicazione e, per logica conseguenza, la società.
C’è però un aspetto che ha ultimamente attirato la mia attenzione: i giornali si affidavano unicamente alla vista per essere usati, con la radio si è passati all’udito e, infine con la tv si sono potuti utilizzare (almeno i più fortunati!) entrambi i sensi: vista e udito. Con internet poi si è trasceso dall’utilizzo dei sensi grazie alla vera rivoluzione di internet: l’interattività. Il web 1.0 infatti era poco più di un giornale a schermo tra l’altro meno trasportabile e di più complicato (e costoso!) utilizzo. Ora l’interattività ha permesso la partecipazione e quindi la costruzione condivisa delle informazionitra più utenti e questo è proprio il valore aggiunto di internet rispetto agli “old media”; ma come si declina questa interattività nei cannoni classici dei media?
I media hanno infatti un’ altra caratteristica: suscitano emozioni. Sceneggiati radiofonici (chiaramente per sentito dire, vista la mia relativamente giovane età) e programmi televisivi hanno suscitato ricordi in noi e caratterizzato tutte le epoche della nostra vita. Gli anni 80 erano, per la mia generazione, gli anni prima di bim, bum, bam e poi di drive in e in quegli anni le uscite pomeridiane, il tempo dei compiti erano scanditi da questo “orologio catodico”. Mi chiedo, questo è possibile con internet? Ci sono emozioni che il mezzo veicola oppure, proprio per l’interattività di cui e capace, le emozioni riguardano direttamente gli altri internauti e non più particolari istanze del media? Ovvimanente non parlo di nostalgie (ah, com’era bello ai tempi di Napster…) ma proprio di emozioni provate nell’utilizzo di qualche particolare istanza (sito o altro che sia)…

Credo che le emozioni siano indipendenti dal media, e che dipendano in prima istanza dai nostri sensi/sensibilità ed in secondo luogo dalla propria “visione del mondo”/cultura, che permette al singolo di elaborare gli stimoli sensoriali in modo originale (ed eventualmente emozionarsi).
Mi è capitato di emozionarmi mentre usavo internet, ma sempre a causa di altre persone, e se penso in generale a qualcosa di emozionante, internet è in fondo alla lista, perchè internet è miserrima dal punto di vista sensoriale.
Pensiamo al senso della vista: le possibilità di un monitor sono ridicole rispetto all’area, ai colori, alle intensità luminose e al senso di profondità che i nostri occhi sono in grado di percepire.
Riguardo al tempo, internet in quanto tale non ha alcuna scansione temporale, pertanto ritengo un po’ azzardato il paragone con quel che faceva (e fa) la televisione