Test di usabilità: addetti a raccolta!

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Come far capire l’importanza dei test di usabilità ai clienti? La domanda mi viene sempre in mente la sera prima degli incontri in cui si deve spiegare qual’è il valore aggiunto del mio lavoro alla costruzione di un sito. Il problema non è tanto che non venga riconosciuto valore al nostro lavoro, quanto il rischio di attribuire ad una serie di test con 10-15 utenti qualità divinatorie che permettano di risolvere tutti i problemi di un sito (dall’usabilità all’accessibilità ai contenuti) passati presenti e spesso anche futuri.

I test di usabilità soffrono ancora della scarsa conoscenza e radicamento nella realtà italiana; le aziende infatti si mostrano spesso interessate all’argomento e non ho incontrato, fin’ora, quella diffidenza tipica di ogni novità (a pagamento!) appartenente all’ambito web. Non è altrettanto facile però coniugare le tante richieste dei clienti con dei metodi che, proprio per la loro focalizzazione su aspetti particolari, permettono l’analisi approfondita ma non a largo spettro.

Alla luce di questo credo sia importante quindi ricercare (nel senso di “fare ricerca su”) metodi che permettano un analisi dei siti più ad ampio raggio chiaramente senza sacrificare la profondità e l’accuratezza dei test. Per fare ciò ritengo utile confrontarsi con chi lavora in questo ambito proprio per condividere le rispettive conoscenze e soprattutto i propri punti di vista.

La psicologia per esempio può portare un valore aggiunto circa i metodi dei test (non dimentichiamoci che molti test di usabilità partono dall’ambito psicologico: uno su tutti il thinking aloud protocol) e le dinamiche del comportamento e nella percezione degli utenti. Un approccio trasversale può portare quindi un valore aggiunto alla qualità dei test…sarebbe interessante ora aprire un confronto sull’argomento!

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