login, fiducia e utenti
C’è qualcosa che proprio non riesco a comprendere nel guardare la rete con gli occhi della psicologia e tutto parte da due fatti osservabili ovunque:
uno: se chiedete, senza bisogno di alcun test, cosa proprio non va giù a chi utilizza internet la risposta saranno per lo più riguardanti le registrazioni. tutte. indistintamente. E il ragionamento fila: se compro il pane in panetteria non mi chiedono il codice fiscale, se voglio a giocare a calcio per prenotare il campo nessuno mi chiederà la password…perchè invece nel web non è così?
due: la richiesta che più ci viene fatta quando stendiamo un programma di test per i clienti è l’integrazione degli elementi del web 2.0 (e quindi le registrazioni!) nei propri portali.
Le community on line registrano continui aumenti di utenti registrati, si passano ore a modificare e a particolareggiare il proprio profilo ma allora perchè durante i test sembra che gli utenti non siano disposti a cliccare sul pulsante “registrati” neanche sotto minaccia? Davvero la regola deve essere: “se vuoi questi contenuti allora dammi i tuoi dati”? Cosa si può fare per rendere davvero possibile lo scambio tra utenti e siti evitando questo implicito ricatto? Ciò che sto rilevando nel mio lavoro è la richiesta di fiducia nei confronti dei siti web; l’utente on line è sveglio e sa bene quando un sito “merita” i suoi dati, inoltre la presenza di contenuti online è enorme ed è facile trovare siti alternativi.
Ritengo importante quindi superare l’attuale impostazione dei siti nei quali una semplice parola (registrati) nasconde un vero e proprio contratto che l’utente chiede che venga valorizzato. Non è la registrazione che teme l’utente ma è la percezione della possibile trappola in cui potrebbe incorrere (spam, privacy, ecc…). Una maggiore chiarezza già in homepage di ciò che viene chiesto credo aiuterebbe molto a superare questo problema sempre più presente nel web. Di contro il rischio è che la disaffezione degli utilizzaori di internet diventi irreversibile e la necessità delle registrazioni resti senza risposta.
Sarebbe importante sapere qual’è l’opinione di chi opera in questo particolare ambito per comprendere meglio le dinamiche alla base di questa difficoltà. Ogni intervento, commento e opinione a riguardo sarà utile a definire bene questo problema che ritengo sia stato sottovalutato troppo a lungo.

A mio avviso la necessità primaria da parte di chi richiede la REGISTRAZIONE è poter avere il controllo sulle operazioni utente, non nascondendo una “probabile” forma di importanza che si vuole dare allo stesso utente.
Giustifico la parola REGISTRAZIONE solo ed esclusivamente se l’azione associata alla stessa è motivata da una fruizione di servizi che devono agire in base alle caratteristiche personali dell’utente (nella fattispecie persona fisica, azienda, ente, etc.). In difetto secondo me il termine è errato e spesso superfluo.
Sempre più spesso le registrazioni a cui ci dobbiamo sottoporre sono vere e proprie cose “farlocche”. Basterebbe, ad esempio, che ad ogni utente fosse richiesta la fornitura (che brutto termine) di un file RDF con i suoi dati. 1 file per “n” processi di registrazione…
Premetto che non sono operatore del settore, ti lascio il mio feedback da semplice utente: hai centrato perfettamente le mie sensazioni di fronte a questo problema. Mi sono identificato in quello che scrivi quando, da utente, visualizzo un portale che vorrei provare
Il sito “vuole” i miei dati, ma io non so ancora se decido di lasciarglieli (non mi fido di lui perchè non lo conosco ancora): per questo motivo abbandono spesso le iscrizioni a portali che solo mi interessano per curiosità.
C’e’ un piccolo escamotage per evitare gli spam, ed e’ l’utilizzo di identità fake e email fittizie quali quelle offerte da servizi tipo mailinator: con questa si ha il tempo di curiosare per il portale navigando da anonimi.
Come possibili alternative a questo “dissuasore” psicologico della registrazione, ho trovato la forma dell’account di “prova”, dove ti lasciano utilizzare alcune feature del portale ma non tutte, oppure hai solo accesso in read only ai contenuti e non puoi produrne di propri.
In conclusione: la tua analisi è veramente centrata, soluzioni semplici non credo ce ne siano, perchè comunque un portale non può evitare di proporre il contratto di utilizzo per tutelarsi contro gli usi illeciti. Puo’ tuttavia offrire un accesso light per permettere cosi’ al potenziale utente di conoscerlo e farsi un’opinione piu’ concreta.
Ho compreso bene la tua richiesta sul feedback post oppure ti riferivi ad un’altra cosa?
Un saluto, e complimenti per la vostra attività: non lavoro nello stesso “settore” ma vi seguo per la competenza che percepisco in voi.
@Gioacchino: un file RDF con vita morte e miracoli potrebbe essere un pò pericoloso da spargere in giro sul web..
Però non è una cattiva idea! Forse si potrebbero progettare tre file RDF con tre livelli di profondità informativa.
Il primo con i dati essenziali (il file da battaglia per iscriversi sui siti più inutili), il secondo più approfondito e il terzo una specie di profilo linkedin ambulante
Potrebbe diventare un biglietto da visita.. che si passa bluetooth col cellulareee
ohhh ma che viaggi mentali mi fai fare???
@gioacchino
grazie per lo spunto, credo che lyonor abbia risposto egregiamente alla tua proposta…viaggi mentali compresi, aspettiamo di vedere gli sviluppi!
@ corrado
credo che tu abbia dato voce alle mie ricerche sul sentimento degli utenti nei confronti della registrazione; mi piace molto la tua idea delle “funzioni di prova”…per tornare all’esempio pratico: prima di comprare un paio di scarpe le provo…perchè non può essere così anche sul web? non migliorerebbe la fiducia nel sito?
Il problema è tuttavia trovare il modo di non permettere usi illeciti del sito anche solo con gli account di prova…
mi piacerebbe girare questa possibilità a qualche programmatore che possa darci delucidazioni sull’argomento!
p.s.: a nome di sketchin…grazie per i complimenti!
@leonora: era implicito che il file RDF sia da parametrizzare in base alle esigenze dell’utente. Di strumenti – ancora poco utilizzati – ce ne sono molti, si pensi ad esempio ad una semplice vCard (!).
@gioacchino: sì hai ragione però il nodo sta nel fatto che non si può parametrizzare l’RDF sulle esigenze dell’utente perchè fosse per lui darebbe solo un numero di telefono falso.. eheh
C’è proprio bisogno di garantire una richiesta “automatica” dei dati dell’utente che non sia troppo invasiva. Cioè all’utente basterebbe compulare appunto una sorta di vCard con TUTTI i suoi dati. Poi i siti o i servizi online “pescano” ciò di cui hanno bisogno. Però dev’esserci un controllo.. O appunto, come dicevo, 3 gradi di profondità informativa che i siti possono attivare (su approvazione dell’utente).
Che ne dici?
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Scusate, per risolvere il problema del registrarsi o no si può fare semplicemente creando un utente TEST dove provi le funzionalità dell’aplicazione o qualsiasi cosa sia!
Se l’utente è soddisfatto si iscrive se no lascia perdere.
Oppure si può fare un video dove mostri le funzionalità ecc dell’aplicazione e l’utente decide cosa fare.
La vCard è una buona cosa, il problema dei 3 livelli non lo vedo, ormai se mi dici nome e cognome so tutto di te!
Un saluto a tutti
Una bella soluzione è appunto l’OpenID che secondo me bisogna adoperare, ti iscrivi inserendo email e password, il gioco è fatto!
Con OpenID c’è solo un problema che se cambi password dopo devi passare in tutti i siti dove sei iscritto a cambiarla, bisognerebbe creare un sistema che quando cambi la password di OpenID faccia una chiamata a tutti i siti dove hai effettuato delle registrazioni tramite OpenID e cambiare la password!
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