Internet vs Culture
Come alcuni di voi sapranno, sabato si è teneuto qui a Lugano l’Experience Camp . Gli spunti di riflessione sono stati moltissimi e per me, “primino”, è stato davvero strano passare dalla digitazione vocale di tanti nick al “comando vocale”! E proprio a questo proposito mi è venuto in mente un dibattito aperto durante la giornata che si ripete ormai da diverso tempo ma che ancora divide in maniera abbastanza dicotomica: internet migliora la comunicazione o la impoverisce?
Il dibattito è iniziato su un caso specifico: l’ ipod che sparandoci musica nelle orecchie in tram non ci permette l’interazione con il vicino (simpatico o antipatico che sia). Vi risparmio le tesi pro e contro perchè penso che tutti abbiano, a riguardo, un’idea abbastanza definita. Mentre se ne discuteva mi è venuta però in mente (la formazione da psicologo non perdona!) un’ immagine: il ragazzo cingalese che ascolta da solo o in gruppo la musica dal cellulare senza alcun auricolare. E’ una scena che è facile osservare sui mezzi pubblici delle grandi città così come è facile osservare accanto il ragazzo italiano che guarda il tutto con un certo fastidio. Sono convinto che una reazione simile susciterebbe un ragazzo italiano con gli auricolari ficcati nelle orecchie su un affollato autobus di bombay…
Con questo non voglio certo dire che loro sono espansivi mentre noi andiamo chiudendoci sempre più…ecc…ecc…non voglio fare considerazioni del genere, non compete a me. Mi sembrà però l’ennesima riprova della “funzione di mezzo” di internet e dei suoi derivati. Sono tecnologie e come tali vengono influenzate dalla cultura di appartenenza: su un tram di milano non ho mai visto fare grosse chiacchierate tra sconosciuti anche prima dell’avvento dei lettori mp3…non è necessariamente un male, dopo 8 ore di lavoro un pò di silenzio in metro lo aprezzo anch’io.
E’ importante capire che anche internet benchè avvicini persone e culture molto distanti viene vissuto ed esperito secondo i cànnoni della cultura di appartenenza e per tanto l’uso è mediato dai nostri comportamenti e dal nostro modo di pensare.

Non c’è cosa che odio di più che ascoltare la musica rumena, albanese o cingalese che sia a tutto volume sparata da uno stramaledettissimo cellulare!
Se non ricordo male uno dei primi fomentatori di questa inaspettata polemica (virgolettato) sono stato io; poi ho pure continuato contestando Luca con la portabilità assoluta e il motore di ricerca che sà quello che è meglio per noi (altre virgolette che potete mettere dove volete), fino a rischiare il linciaggio di Alice affermando (un po’ provocatoriamente) che i designer a volte fanno gli artisti e dimenticano gli obiettivi di business.
Bene, oltre all’ovvia considerazione riguardo la mia rompicoglionerìa, continuo insistere che vabbeh, non è lo strumento a isolare, quanto l’uso e l’ambiente come ha detto Bru, ma è anche vero che noi, da progettisti del futuro, da classe dirigente del domani o semplicemente nel ruolo di coloro i quali dovranno pagare le pensioni degli attuali alti funzionari, dobbiamo pensare a non staccarci troppo dal reale. A non pensare a quanto sia bello avere tutto a portata di mano perché vivere, per me che faccio il filosofo, è tutt’altro!
Non ci siamo ancora, ma stiamo attenti..voglio solo farlo presente e ricordarlo a tutti! Se per far questo dovrò rompere le scatole beh lo farò e la prossima volta sarò pure presentazione-dotato e lì saranno cazzi vostri!
Ve la saluto