Everyone is related: quando il dna diventa social
Mi riallaccio al discorso iniziato nello scorso post per parlare di (s)confini del social network e riflettere su opportunità e conseguenze dei tracciamenti possibili. In particolar modo mi interessa approfondire la questione della nascita del social network “parentale” che permette di conoscere e condividere il proprio dna con chiunque, nel mondo, potrebbe alla lontana esserci parente. Mi turba infatti questa tendenza di derivazione facebookiana per cui gli utenti sembrano concorrere in una gara al rintracciamento del lontano conoscente o ex compagno di asilo nel vano tentativo di condivisione concludentesi in ricerca del gossip a tutti i costi. Mi turba un po’ di più quando la ricerca riporta a chi potrebbe alla lontana essere cugino, figlio o nipote del parente emigrato oltreoceano svariati anni fa. Tra questi servizi mi ha colpito particolarmente Ancestry, che consente di creare un vero e proprio dna online e di confrontarlo con altri utenti per scoprire fino a che punto si è imparentati e ricercare nuovi cugini genetici. Il servizio consente inoltre di individuare i possibili antenati e in che direzione sono migrati dando vita a costanti differenziazioni di codice genetico nel tempo. Servizio analogo, ma con caratteristiche un po’ più scientifiche, è DecodeMe, che permettere di analizzare tramite uno scan a pagamento il proprio dna, di tracciare le linee di discendenza e di calcolare a quali malattie siamo soggetti e in che misura. Meno scientifico e più social è invece Geni, che consente di inserire foto, video, compleanni e violare con leggerezza la privacy dei propri figli creando un profilo per loro, così da tenere traccia della propria esistenza. Non manca la versione all’italiana, con Parenti Stretti. E allora, tra tracciamenti esistenziali a tutti i costi e spettacolarizzazioni individualissime, quasi quasi ci sentiamo di rimpiangere i giovedì sera di Carràmba, che sorpresa.

Dipende molto dall’età: più gli anni si accumulano più l’attenzione verso il proprio passato e le proprie radici aumenta. Sei troppo giovane per intuire il fascino – anche perverso – di questi strumenti.
Grazie Federico, personalmente comprendo il fascino per le proprie radici, ma non l’utilizzo del sociale network in un campo così privato, se di privato si può ancora parlare