Che paura Freud 2.0!!

psicoanalisi

In questo periodo stiamo effettuando diversi test con utenti per due portali web; questi test vengono condotti per lo più con il thinking aloud protocol che, spiegato brevemente, chiede al soggetto intervistato di pensare ad alta voce, ovvero dire tutto quello che gli passa per la mente nel corso della navigazione del sito web in esame. Questa definizione è facilmente associabile (almeno per chi studia psicologia!) alla regola fondamentale della psicoanalisi che Freud teorizzò oltre un secolo fa.

Secondo Freud infatti per la riuscita di una seduta, e più in generale di una analisi, era fondamentale che il paziente rivelasse tutto ciò che raggiungeva il livello di coscienza, anche quello che poteva apparire poco importante o sconveniente. Con questa “assonanza” ci tengo a sottolineare quanto la psicologia possa essere fondamentale nell’analisi di siti e portali internet in “tempi 2.0″.

Il web 2.0 infatti rimette al centro l’utente e per farlo è necessario studiare le necessità degli utilizzatori di internet. La psicologia “ufficiale” ha, in questi anni, accumulato un notevole ritardo nello studio del web derubricando la ricerca in questo campo come non importante. Solo in questi ultimi anni si registra nelle università italiane qualche timido segnale di ripresa ad opera di qualche professore “pioniere” che cerca di imbastire ricerche sull’argomento. Una notevole spinta l’ha data il caso mediatico di Second Life, il mondo virtuale che ha prepotentemente scardinato il muro di diffidenza costruito dagli psicologi intorno al web.

Ovviamente questo è solo un primo passo e ora si richiede uno sforzo congiunto nel passare dallo studio del caso singolo all’intero fenomeno esattamente come è successo per la psicologia di fine ’800 che è passata dallo studio di singoli soggetti (spesso gente bollata come “matta” o “disadattata”) ai fenomeni sottesi all’agire della mente umana. Sono molte le branche della psicologia che possono dare il loro contributo: si va dalla psicoanalisi (come spiegato in precedenza) alla psicologia sociale alla psicologia cognitivista. Il problema principale è coordinare gli sforzi per procedere ad uno studio metodico del fenomeno internet senza disperdere le già scarse risorse della ricerca; spero che la sempre più preponderante presenza del web nella vita di tutti i giorni, con tutti i pro e i contro che porta con se, possa aiutare il progresso di questi studi.

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