USA vs EU?

Io e Luca siamo arrivati da 24 ore a San Francisco (dopo 24 ore di viaggio travagliato). Nel tentativo di riprenderci dal jet lag, abbiamo attraversato la città armati di macchina fotografia e sorriso. Ci siamo imbattuti in luoghi, persone e situazioni che ci hanno fatto notare svariate differenze culturali molto interessanti.
Una di queste è l’introduzione, già fortemente consolidata, di postazioni interattive che aiutano gli utenti in contesti diversi a ottenere informazioni. Ad esempio, all’interno di un “enorme” centro commerciale, abbiamo trovato dei pannelli interattivi che attraverso un touch-screen ed un interfaccia molto intuitiva ti permettono di ottenere il percorso verso un negozio partendo dal punto esatto dove sono posizionati.
Quest’ultima raffinatezza presuppone che i pannelli sono stati progettati e configurati in maniera individuale contestualizzandoli direttamente nell’architettura dell’edificio. Questo ha permesso di aggiungere funzionalità come la pubblicità contestuale ai negozi in prossimità.
Interfacce di questo tipo non sono sicuramente una novità dal punto di vista tecnologico ma quantopiù dal punto di vista di diffusione nella realtà quotidiana.
Pensandola facile potrei dire che sto vedendo il nostro futuro da centro-Europei ma data l’odierna disponibilità tecnologica non è che culturalmente da noi certi oggetti non funzionano così bene?
ps: appurato che anche in america internet è allergico a me
Non hai lasciato ditate vero?

Guarda che lì il tuo dito è come la tua carta d’identità e poi arriva qualche agenzia investigativa perchè hai portato il raffreddore a internet
Concordo con questa frase “data l’odierna disponibilità tecnologica non è che culturalmente da noi certi oggetti non funzionano così bene?”
Dipende se vengono ri-adattati alla cultura e un post di qualche giorno fa di Piero potrebbe tornare utile…
Good Work!
Ciao Dafne,
esistono profonde differenze tra la cultura europea e quella statunitense e Jeremy Rifkin nel suo libro “Il sogno europeo” ne fa una splendida analisi. Consiglio vivamente di leggerlo.
Una differenza importante sta, ad esempio, nell’enorme disponibilità di terra e di spazio che ci si è trovati davanti una volta sbarcati nel Nuovo Mondo.
Non è un caso, quindi, che tutto negli States sia smisurato e i centri commerciali non fanno eccezione.
Il centro commerciale più grande che ho avuto modo di visitare sino ad oggi è stato a Parigi e comunque lo si girava tutto tranquillamente in meno di un’ora. Per orientarsi c’erano (e bastavano) delle piantine sparse qua e là con il classico indicatore “voi siete qui”.
Quindi non credo che un oggetto come quello che descrivi potrebbe essere utile nei nostri centri commerciali.
Saluti e buona permanenza!
Alessandrp
Io ho visto una roba del genere alla Feltrinelle del Duomo di Milano, ma non serviva per la navigazione..era un giochino di auto in cui si doveva in alto a destra dirigere la macchina e al centro controllare la macchinina per le curve.
Ora, a parte che per giocare bisognava avere le braccia simili a quelle di Olivia, era del tutto ingiocabile e inutile!
Altre cose del genere le abbiamo viste insieme e non ci hanno colpito particolarmente!
Siamo indietro, o semplicemente siamo curiosi di vagare, oppure i nostri centri commerciali sono piccoli, oppure boh!