Social(mente) utili: impegno sociale e condivisione

E’ l’ondata dell’impegno sociale e non possiamo proprio farne a meno. Dai media tradizionali ai new media, dai consumatori alle aziende, la tematica ecologica è ormai stata promossa a tutti gli effetti argomento di discussione e discussioni. Essere socialmente impegnati è diventato un must ma soprattutto un must show che riguarda sempre piú la vastità di comunicazioni mediate dalla rete. In questo contesto non basta fare scelte eticamente corrette nel privato ma diviene piú importante mostrare un’attenzione a tale tematica tramite profili virtuali e community. Questo atteggiamento oggi non si tramuta piú (o non necessariamente) in una serie di scelte politicamente coerenti, ma piú probabilmente appartiene al lungo elenco di appartenenze flebili che caratterizzano le identità da nuovo millennio. Sono queste appartenenze ad assumere la forma di cause cui partecipare su social network, blog e community.

Oggi voglio mostrarvi tre esempi che trovo interessanti e divertenti per la parte di produzione creativa e interazione sociale che prevedono.

Il primo è Everywun, che in pochi minuti permette di creare il proprio badge personalizzato da copiaincollare su profili, pagine personali e blog, pubblicizzando cause esistenti o creandone una propria. Permette inoltre di costruire un team per rappresentare la propria scuola o città tramite una causa. Corredato di forum e blog, prevede una donazione per ogni click e il monitoraggio dello stato della propria causa.

Il secondo esempio è Cause TV, la versione socialmente etica di You Tube, che permette di creare e diffondere un video che pubblicizzi la propria causa con allegata scheda descrittiva che spieghi la mission, la location, l’organizzazione o la persona di riferimento, il link del sito internet e i tags. Permette di recrutare persone e di vedere chi aderisce a una causa.  Mi piace particolarmente perchè si tratta di una vera e propria produzione mediale che puó generare risultati interessanti in relazione all’impegno personale dei singoli.

Il terzo esempio di oggi è Superuse, progetto che mi interessa particolarmente per la felice unione di design e impegno sociale. Si tratta di una community composta da designer, architetti e da chiunque sia interessanto a riciclare in maniera originale. Permette di postare idee e progetti che verranno poi discussi e votati generando nuove comunicazioni sul tema. L’ imperativo è utilizzare materiale di scarto per produrre dal letto matrimoniale in cartone al volo di farfalle uscito da lattine di birra, ma si tratta anche di uno spazio per parlare di concept, materiali, arte e media rigorosamente eco.

A questo punto non rimane che essere i prossimi eco-victims… ;o)

  1. Stefania_Antonioni says:

    Interessantissimo il caso di Superuse perchè, oltre alla dimensione del mostrare/mostrarsi eco-victims “inclusi”, ricorda maggioremente l’importanza della dimensione del Fare, alla quale sollecita ad ispirarsi. Sono comunque d’accordo che, qualunque sia la motivazione soggettiva e assolutamente personale di uno stile di consumo eco-ispirato, questa debba essere incoraggiata.

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