Scrittura invisibile

Ping-pong

Come in una partita di ping-pong.

Gli occhi non riescono fermarsi, ma vagano da destra a sinistra. Non c’è un’azione su cui soffermarsi perché tutto è importante, bisogna seguire l’azione, lo spostamento, i movimenti.
Questo senso di “smarrimento” affiora anche quando ci si trova di fronte ad oggetti progettati in maniera scorretta o non progettati. Siano essi una lavatrice o dei giornali, siti web o distributori automatici, il senso di frustrazione e impotenza provocato nell’utente è il medesimo.

Per ovviare a tale problema esiste una semplice soluzione, creare dei flussi visivi.

Devono esistere delle priorità, alcuni oggetti devono predominare su altri poiché se tutti gli elementi hanno lo stesso peso nessuno sarà in primo piano e quindi tutti perdaranno d’ iportanza.
L’occhio dell’utente non deve essere forzato a muoversi in tutte le direzioni per trovare un appiglio da cui iniziare, è Il designer deve essere in grado di fornire degli input visuali.

All’interno delle interfacce grafiche esiste infatti una scrittura invisibile, una scrittura costituita dai principali elementi della grammatica visiva: forma, colore, texture e dimensione; ordinati secondo una sintassi: posizione, relazione, contesto, allineamento, prossimità, ripetizione, contrasto. L’obiettivo deve essere quello di utilizzare tutti gli elementi a disposizione per dar vita a delle gerarchie e delle differenziazioni visive. Non sono quindi i singoli elementi che devono essere utilizzati, ma la loro combinazione. Il designer deve creare un ecositema.

Le gerarchie visive non devono essere urlate ma fatte percepire al lettore, ricordando sempre alcuni principi/leggi della Gestalttheorie:

Legge della prossimità – maggiore è la vicinanza fra due o più elementi tanto più è probabile che vengano percepiti come una sola figura. ( Questa legge può venirci incontro per l’individuazione di blocchi informativi omogenei)

Legge di similarità – la similarità è considerata nella gestalt come un prerequisito per notare la differenza inquanto elementi fra loro simili, per forma, colore, dimensione, ecc… verranno percepiti come collegati.

Legge della figura/sfondo
– uno stimolo è percepito solo in contrasto al suo sfondo. Questa legge è anche definita dai graphic designer come legge del contrasto, del contrasto naturalmente dell’oggetto rispetto al suo contesto d’uso. Viene utilizzata principalmente per creare vere e proprie gerarchie visive o per attrarre l’interesse dell’osservatore.

Legge della chiusura – linee e forme familiari anche se incomplete od aperte vengono percepite come complete e chiuse è l’occhio infatti che crea bordi, collegamenti inesistenti e completa.
Questa legge spiega la magia degli allineamenti, cioè di come elementi grafici allineati fra loro creino un blocco visivo unico attraverso delle linee invisibili ma percepite.

Insomma, la pagina deve parlare a colui che la vede per la prima volta, deve indicare quali sono i passi da compiere, con quale priorità svolgere delle azioni.
L’utente deve riconoscere quali elementi grafici sono figli dei rispettivi elementi genitori. Perché lo scopo di un messaggio è quello di essere notato, letto, capito e ricordato.