Progettare per iPhone: cercare la rilevanza in mobilità

Tutti i grandi del web (Facebook, Google, Myspace, ..) si sono lanciati nella riproposizione del proprio servizio sotto forma di applicazioni gratuite per iPhone.

Di come si progettano tali applicazioni ha appena parlato Luca sul suo blog mettendo in evidenza la  caratteristica fondamentale di tutte le applicazioni per iPhone, ovvero il fatto che devono avere una rilevanza funzionale in mobilità. E’ questo che da loro valore agli occhi dell’utente.

Devono offrire un servizio utile e fruibile per strada, sul bus, in auto (se non si è seduti nel posto del conducente..).

E devono avere un valore aggiunto rispetto al sito per iPhone dello stesso servizio altrimenti si rischia che siano semplicemente fratelli gemelli. Applicazione per iPhone e sito per iPhone devono permettere di fruire dello stesso servizio (e qui è importante definire precisamente quale sia il core del servizio) tramite differenti modalità funzionali. Forse comunque il semplice fatto che con l’applicazione non è più necessario loggarsi per fruire del servizio potrebbe essere un valore aggiunto sufficiente..

Ecco, mentre molti big si sono mossi in entrambe le direzioni progettando e offrendo agli utenti sia la versione web per iPhone che l’applicazione, altri si sono fermati alla progettazione della sola versione web based.

E’ il caso di Flickr, il maggior servizio di gestione e condivisione online di fotografie.

Flickr per ora non ha una sua applicazione ufficiale (sembra comunque che verrà lanciata a breve) ma solo una versione web per iPhone completamente pensata appositamente per i navigatori in mobilità.

Vi elenco al volo cosa è stato ritenuto sacrificabile (inutile) per l’utilizzo su iPhone e che quindi non trovate se andate all’indirizzo http://m.flickr.com:

  • la navigazione per nuvola di tag
  • i gruppi (in tutte le loro forme: ricerca foto per gruppo, gruppi in cui una foto è inserita, i miei gruppi)
  • l’organizza (funzionalità di gestione e manipolazione delle proprie foto)
  • lo slideshow (possibilità di vedere le foto sotto forma di presentazione)
  • l’upload diretto (è possibile solo tramite e-mail. In realtà questa più che una scelta è stata una costrizione dal momento che l’iPhone non è in grado strutturalmente di effettuare l’upload di files)

Avrei voluto fare un confronto fra le scelte progettuali di flickr web based per iphone e flickr application per iPhone ma per ora non è possibile.

Il motivo per cui Flickr non possiede ancora una applicazione dipende forse da motivi di tempo. Basti notare che Yahoo (proprietario di Flickr) è riuscito appena ieri a far uscire la versione mobile di Delicious..

Sarò curiosa di osservare come il core del servizio sarà declinato/istanziato nel nuovo ambiente d’uso (quello appunto delle applicazioni) e prendermi nota delle differenze dalla versione attuale.

Tanto per cominciare immagino che sarà presente la funzionalità di slideshow, a mio parere particolarmente utile in mobilità. A chi non è mai capitato di voler far vedere delle fotografie agli amici sul cellulare/iPhone?

Staremo a vedere :)

  1. Secondo me, le applicazioni mobile non sempre sono una necessità…

    Mi spiego meglio, come hai giustamente sottolineato devono avere una rilevanza funzionale in mobilità, ma io definirei due categorie di applicazioni mobile in base alla provenienza dei dati:

    -A- quelle fruibili solo offline (dati salvati solo localmente)
    -B- quelle fruibili online o offline (dati prelevati sia online che localmente)
    -C- quelle fruibili solo online (dati prelevati solo online)

    Bene le prime devono essere realizzate per forza come applicazioni attraverso le sdk, dato che i dati o parti di essi sono disponibili solo localmente.

    Per le terze invece non è così necessario dato che in assenza di requisiti particolari dell’applicazione (ad esempio voler utilizzare alcune feature particolari del device come multitouch o slideshow) potrebbe essere banalmente sufficiente la versione ottimizzata del sito.

    Al momento Flickr utilizza un profilo C, quindi un’applicazione pienamente online che non fa uso delle feature native del device.

    Bene a questo punto un’applicazione di tipo A o B di Flickr avrebbe ragione di esistere se e solo se si vogliono implementare già nell’applicazione alcune feature come slideshow, la possibilità di fare le fotografie e allo scatto geolocalizzarle e inviarle in un “sol colpo” (anzi no visto che orami i cellulari sono touch, in un sol tocco) direttamente al proprio profilo di Flickr, avere in locale tutte le proprie foto di flickr oppure poter salvare in locale delle immagini per editarle, cropparle etc etc.

    Quindi in tanti casi se ci si trova in una situazione del profilo C può risultare più logico fermarsi al sito ottimizzato che star a sviluppare un’applicazione da 0 che praticamente è gemella del sito.

    Ad esempio l’applicazione di FB per iPhone, quanto differisce dal sito ottimizzato per iPhone?

    Mi permette di avere tutti i dati salvati anche quando per caso non ho la connessione attiva? Se la risposta è no, beh mi sorgerebbe un dubbio sull’utilità di questa applicazione, anche in un’ottica di tempi/costi che sono stati allocati per creare praticamente due volte la stessa cosa per lo stesso device…

  2. Ciao Matteo, è esattamente la domanda che mi sono posta anch’io.. In quale caso ha senso differenziare sito per iPhone da applicazione per iPhone dello stesso servizio? Qual’è il valore aggiunto delle applicazioni?

    Come dici tu il valore aggiunto sta nella possibilità di sfruttare le caratteristiche che l’iPhone ha strutturalmente e attivare così certe funzionalità che nella versione sito non sarebbero possibili.

    Per esempio l’app FB ha in primissimo piano in alto a sinistra un bel bottone per scattare una fotografia e caricarla al volo su FB.
    E poi, certamente la possibilità di consultare i propri contenuti anche offline.

    Dicevo che son curiosa di vedere come si comporterà flickr perchè l’idea che l’applicazione potrebbe permettere di consultare le foto offline è carina ma forse non concretizzabile se penso alle 2.001 foto che personalmente ho sul mio profilo.

    Stiamo a vedere insomma che valore aggiunto riusciranno a tirar fuori :)

  3. Personalmente penso che oltre ad avere una “rilevanza funzionale in mobilità” si debba pensare ad un’applicazione per il melafonino nel caso in cui si voglia gestire un’interazione tra utente e dispositivo anche in assenza di collegamento al web (fattispecie B citata nel commento n. 1).
    Non dimentichiamo infatti che, se da un lato, l’iPhone viene venduto quasi esclusivamente in abbinamento ad un piano telefonico che prevede anche delle soglie di traffico dati, dall’altro siamo ancora lontani da un concetto di navigazione mobile con tariffa flat h24.
    Per contro la copertura HSDPA non è ancora divenuta globale ed anche effettuare una sincronizzazione con un dispositivo di host o con un servizio web, in movimento, potrebbe risultare assai difficile.
    La sfilza di tecnologie che possiamo trovare dentro questo affarino (wi-fi, hsdpa, 3g, gprs, edge) non mancheranno di stimolare sviluppatori da ogni dove, ma proprio per questo sarebbe interessante pensare ad applicazioni iPhonezzate utilizzabili solo con il melafonino ed in grado di condividere informazioni su richiesta dell’utente.

  4. @Gioacchino: di sicuro moltissime applicazioni esistenti per iPhone sfruttano, giustamente, il bisogno degli utenti di poterle utilizzare anche offline (pensiamo ad esempio a tutti i giochi).

    Ma mi chiedevo, nel caso per esempio dell’applicazione di Facebook, quale potrebbe essere il senso della sua esistenza offline.

    La forza di FB sta nel suo aggiornamento (il tempo reale): cosa stanno facendo i miei amici ora.
    Senza contare poi che i FB addicted controllano lo status delle attività dei propri amici ogni dieci minuti. E infine un altro punto di forza è la chat…

    Credo quindi non ci sia dubbio che l’applicazione di FB non possa funzionare senza rete (caso C di Matteo).

    Ma contemporaneamente non è nemmeno possibile che di FB ci sia solo un sito web ottimizzato (come invece proponeva Matteo nella definizione di servizi fruibili solo online).
    Il motivo è che l’app di FB deve sia essere sempre connessa, sia poter sfruttare le potenzialità tecnologiche e fisiche dell’iPhone (ed essere quindi application).

  5. Matteo says:

    Ah vi ho attaccato la profilo-dipendenza :D Male. male! ;)

    Sicuramente FB è un servizio mobile (dico servizio per non sbilanciarmi fra app e webapp) per cui è necessaria la connessione, diciamo che io banalmente lo assimilerei ad un IM, quindi no connessione no fun.

    Molte delle app che troviamo per l’iPhone e per Android sono tutte concepite per essere adattative (si vede che ho seguito le repliche del romecamp, eh? ) quindi se non contestualizzate al luogo, ma all’ora, al meteo etc etc, quindi necessita almeno di una connessione e un sistema di caching dei dati ottenuti.

    Come esistono queste app ne esistono di altre come giustamente diceva Leonora che non fondano il loro essere sul bisogno di connettività (anche parziale, tanti giochini ti dicono, vuoi mettere il tuo punteggio online? e tac! e si collegano).

    Un esempio banale potrebbe essere un sistema di navigazione per un museo, io prima di pianificare la mia gita, scarico l’app, parto fò il mio bel viaggetto, arrivo in quel del museo, cuffie e via l’applicazione che mi sa dire dove mi trovo (col gps è dura, però magari si può basare sullo scanning di reti wifi utilizzate solo come identificatori di stanze) e li dal database locale mi da tutte le info su dove sono, cosa c’è nella stanza etc etc.

    Diciamo che quindi la questione utilizzo offline è molto dipendente dall’applicazione che si sta facendo, in alcuni casi la difficoltà/criticità è colmabile, in altre come un IM è impossibile…

  6. Matteo grazie per i tuoi commenti :)
    La discussione mi interessa e se ti va vorrei continuarla in un nuovo post

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