Osservare per imparare
Un esercizio che mi capita di fare è gironzolare per la rete e guardare siti e servizi prodotti da altri. Questo esercizio di osservazione è fondamentale per almeno tre motivi:
- Rimanere sempe saldamente in contatto con i mercati di riferimento. Non si tratta semplicemente di seguire una moda, ma di cercare di avvicinarmi il più possibile alla percezione del cliente in fase di definizione degli obiettivi. Aldilà di quello che progettiamo, un cliente ha già visto alcuni servizi, ha già un’idea di cosa vorrebbe ottenere, ha già un mondo di riferimento. Sapere cosa succede in rete mi aiuta ad avvicinarmi alle sue aspettative e a capire quali sono i suoi punti di partenza. Successivamente, sta all’abilità e all’esperienza dei designer caratterizzare il prodotto, renderlo coerente con gli obiettivi e creare una specificità e un’unicità che lo differenzi nel suo mercato di riferimento.
- Capire quali sono le best practices. Si tratta di capire se esistono standard e come vengono applicati, se vengono ridefiniti o migliorati, capire qual è la soluzione migliore per un dato cliente in un dato mercato o settore di riferimento. Avere a disposizione centinaia di esempi aiuta a sintetizzare e rielaborare i concetti.
- Mantenere alto il livello di creatività e aumentare la flessibilità. Strano a dirsi, ma qualche volta la soluzione migliore è la risultante dell’applicazione di metodi e regole “prese a prestito” da altri settori di attività. I prodotti della multidisciplinarità sono talvota le risultanti creative derivate da questo processo (un esempio su tutti e’ la metafora). Poi sta alla flessibilita’ mentale del designer scambiare gli elementi per arrivare alla soluzione, applicando, per esempio, i meccanismi di funzionamento di un videogioco a un servizio di tipo 2.0.
Questo esercizio è particolarmente utile per svolgere il mio lavoro, per tracciare trend, per intuire la direzione di mercato e per esplorare le possibilità offerte dalle nicchie.
E tu, come ti relazioni al mercato? Come esplori, se li esplori, i servizi esterni? E perché?

Il proprio mestiere non lo si impara…ma lo si ruba! (alla faccia del knowledge sharing)
Rubando non si innova e spesso i prodotti sono di qualità inferiore… guardare per imparare e migliorare invece mi sembra un buon compromesso, no?
io trovo molto utile, come descrive feba nel post, gironzolare periodicamente nella rete, spesso senza una precisa meta…
in particolare, ho trovato molto utile soffermarmi principalmente su quei siti o quelle soluzioni che a colpo d’occhio sono risultate le più efficaci o gradevoli. Spiego meglio: parlando di webdesign, ad esempio, mi capita spesso di rimanere colpito da un sito web più che da un altro all’apparenza senza uno specifico motivo. Poi, soltanto guardando meglio, è lì che scopro che magari in un layout semplicissimo si nasconde una cura estrema “pixel per pixel”, o piuttosto quella sfumatura leggerissima che non avrei mai considerato, o ancora quel particolare stile css che non ho ancora affrontato…
in questo senso, quindi, “guardare e copiare” (dove per copiare intendo fare proprio e saper reinterpretare al momento giusto) è una delle strade più veloci ed efficaci verso la qualità complessiva
grazie Gabriele per il commento, era quello che intendevo
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