L’uomo è ancora insostituibile

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Vi riporto due casi molto interessanti di utilizzo dell’”animo giocoso e concorrenziale” degli utenti per dotare il proprio sistema di una grandissima base di dati che necessita di un intervento umano.

Ma facciamo un passo indietro: che cosa principalmente le macchine non sono ancora in grado di interpretare e gestire perfettamente e autonomamente? Le immagini e le lingue. Anche se negli ultimi anni si sono fatti molti passi avanti nel campo dell’analisi semantica, siamo ancora lontani dal far capire ad una macchina l’oggetto esatto di una fotografia o il senso esatto di una frase. Almeno a livello di massa e di uso quotidiano. Fortunatamente in qualcosa c’è ancora bisogno dell’intervento umano :)

Per risolvere questo problema nell’ambito visuale (comprensione del contenuto delle immagini), Google ha messo in piedi un sistema geniale di labeling delle immagini (quelle che trovate google images..): Google Image Labeler.

Google labeler

Il meccanismo è semplice: viene chiesto agli utenti di giocare con altri utenti nell’etichettare correttamente le immagini proposte. L’utente ha due minuti di tempo per aggiungere tag (=etichette=label). L’unica regola è che non è possibile proporre i tag off-limits, ovvero i più proposti e quindi già assodati. I giocatori giocano in coppia e quando viene proposto lo stesso tag da entrambi gli utenti il punteggio aumenta.

E’ più facile a farsi che a dirsi..

Imo, invece, è un sistema di Istant Messaging (di quelli che integrano tutti gli altri..) che ha deciso di chiedere agli utenti di tradurre il sito in tutte le lingue del mondo.

Nell’elenco delle lingue è possibile vedere a che punto è l’avanzamento della traduzione di ognuna.

Dopodichè una volta selezionata la lingua il sistema propone frasi in inglese e chiede traduzioni.

imo

E’ possibile vedere le frasi già tradotte e segnalare casi di spam o di traduzioni scorrette.

Infine è possibile indicare le frasi migliori nel caso di traduzioni “in dubbio”.

imo

Non c’è che dire, due sistemi geniali per risparmiare tempo, denaro e portare a termine un lavoro che sarebbe altrimenti a dir poco faraonico.
E il tutto facendo divertire gli utenti…
Forse dovremmo sentirci un pò sfruttati, ma assicuro che ci si diverte più che con i casual game:P

Da provare :)

  1. Gianmarco says:

    Mi permetto di aggiungere un terzo caso di cui si è avuta notizia in questi giorni sulla stampa italiana

    Richiedere ad un utente di scrivere quali siano le lettere o numeri presenti in una sequenza che appare distorta o offuscata sullo schermo è una delle pratiche più usate dai siti Internet per distinguere i navigatori umani dai bot, programmi creati per svolgere compiti automatizzati e spesso sgraditi, come l’invio di messaggi o la raccolta occulta di dati.

    Il sistema, detto Captcha (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart) e generalmente impiegato per proteggere i fruitori dallo spam, è diventato anche un valido aiuto nella digitalizzazione dei testi.

    Se l’inchiostro o la carta di alcuni vecchi libri o documenti risultano troppo rovinati, e quindi indecifrabili per i sistemi ottici che procedono alla conversione in digitale, l’intervento umano diventa prezioso.

    Luis von Ahn, alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha pensato di inserire le parole illeggibili in un database e di metterlo a disposizione dei siti che utilizzano il sistema Captcha.

    Risultato? Grazie all’adesione di ben 40.000 siti al progetto denominato Recaptcha, gli stessi internauti hanno contribuito alla lettura di più di 440 milioni di vocaboli, giungendo a completare la conversione nel formato digitale dell’intero archivio del New York Times dal 1908.

  2. Sara says:

    Il futuro è degli uomini, ne sono certa! Ci sono ruoli fondamentali che non possono essere affidati ad automatismi di nessun genere.
    ;)

  3. Lula says:

    Anche anobii, il social network dei libri, che apprezzo molto sia per i contenuti che per molte soluzioni di interaction design che impiega, utilizza “l’intelligenza collettiva” (e umana) per la traduzione del sito in altre lingue:
    http://www.anobii.com/translate_home

  4. @Lula: interessante questa di Anobii non la sapevo, eppure ci bazzico da parecchio tempo.. sarà che non l’ho notato perchè la traduzione dell’italiano è già terminata

    @Gianmarco: anche questa non la sapevo. Allora forse ho contribuito anchio!

  5. @leo: comunque imo è arrivato all’85% e l’altro ieri eravamo solo al 64%.. daje che lo finiamo! XD

  6. Leonora says:

    @Gianmarco: grazie per l’interessantissima aggiunta! :)

    @Sara: sono perfettamente d’accordo :)

    @Lula: grazie per il contributo!

    @Diego: dajeee