LoopPay e Samsung: una nuova esperienza di pagamento mobile

Quando parliamo di pagamenti in mobilità, il valore dell’esperienza è tutto. Attualmente, due giganti si contendono il cuore (e il portafogli virtuale) degli utenti e di conseguenza la leadership in questo settore: Apple, con l’atteso Apple Pay, e Samsung.

In questo scenario, siamo fieri di annunciare che uno dei nostri clienti, la startup americana LoopPay, è stata recentemente acquisita dal secondo dei due. La tecnologia cardless sviluppata da LoopPay verrà quindi integrata nativamente all’interno dei device Galaxy della casa sudcoreana, probabilmente già a partire da marzo 2015. E questa è una notizia destinata a cambiare in maniera importante (per usare un eufemismo) lo scenario globale del mobile payment.

Il nostro ruolo di consulenti strategici ci ha portato a collaborare al progetto fin dal 2013, con un approccio trasversale che ha coinvolto molteplici fronti: dalla progettazione dell’esperienza utente fino alla definizione delle modalità di interazione cross device, passando per gli elementi di brand identity. Il tutto secondo un metodo ormai ben strutturato e collaudato di co-design.

Insieme al CEO di LoopPay Will Graylin, abbiamo sviluppato un ecosistema di fruizione completamente nuovo che abbraccia e valorizza tutte le fasi del customer journey, integrandosi in maniera scalabile anche con gli scenari che la partnership con Samsung aprirà nel futuro. Un approccio che tra l’altro si è meritato, oltre alla fiducia degli utenti, anche il premio come Best Show al Finovate Spring 2014 di San Francisco.

Per concludere, cosa ci insegna la storia di LoopPay e della sua acquisizione da parte di Samsung? L’insight è chiaro (e ne scrivevamo già in un recente articolo): i processi di design hanno assunto, e assumeranno sempre di più, un ruolo fondamentale nel determinare il successo di un’azienda sul mercato. Design e business non sono due mondi contrapposti ma realtà che si compenetrano/contaminano a vicenda, con il valore del primo sempre più evidente non solo per la mera progettualità, ma soprattutto a livello strategico.

Da qui una conclusione, che assomiglia forse più a un suggerimento: solo una cultura aziendale che pone il design e il valore dell’esperienza al centro di ogni decisione, è in grado di adattarsi evolutivamente al cambiamento, generare autentica innovazione e sfruttare appieno tutte le opportunità che questa può offrire.

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