ITSME: un possibile futuro per le GUI?

Oggi io e Luca siamo andati alla presentazione del concept di ITSME, un nuovo sistema operativo.

ITSME vuole rivoluzionare il modo con cui interagiamo con le workstation abbandonando la metafora del desktop, vecchia di 30 anni, a favore di “storie e luoghi”.

L’idea è che qualunque azione operiamo sul nostro computer sia collegata ad una storia nella vita reale. Ogni storia diventa un luogo virtuale sul nostro computer che aggrega automaticamente file, contatti, discussioni legati ad essa.

Questo modello di interazione vuole mappare meglio i modelli mentali dei propri utenti un po’ come nei sistemi di gestione della conoscenza.

Ma perché cambiare oggi le workstation?

Sappiamo che ci sono tre grandi problemi nella gestione dei propri dati personali (information overload, dispersion of information, flexibility in classification) che oggi vengono risolti dagli utenti organizzando i file in cartelle, utilizzando motori di ricerca ed integrando web application nel proprio desktop.

Queste soluzioni però possono non funzionare in assenza di connessione ad internet e comunque pongono un certo rischio sulla sicurezza e la privacy dei propri dati (specialmente quando si tratta di materiale di lavoro).

Da qui nasce ITSME che vuole portare alcuni degli strumenti che utilizziamo normalmente online direttamente integrati nel nostro sistema operativo. Chiaramente non è adatto a tutte le persone, ma punta in particolare a chi tiene alla gestione della propria conoscenza personale: manager, professionisti, docenti, …

Il progetto è allo stadio di concept e ci metterà tre anni per venire alla luce.

Dal mio punto di vista l’approccio potrebbe essere interessante in quanto rispecchia meglio i processi mentali dell’utente (è l’ambiente che si adatta e non l’utente). Però secondo me la sfida si giocherà tantissimo sulla GUI che dovrà essere contemporaneamente comprensibile ma differente dalla metafora del desktop (senza dimenticare il fatto che rimuovere l’abitudine di usare il desktop coltivata in 30 anni non è così evidente).

C’è poi un rischio che in questi tre anni il principale competitor, apple, potrebbe muoversi in questa direzione considerando gli strumenti già integrati in OSX come le smart folder.

Faccio comunque i migliori auguri al progetto, datemi pure un colpo quando è possibile giocare con qualcosa ;)

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