iPad senza la zavorra

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Leggo un interessante punto di vista a proposito delle “mancanze” dell’iPad.

Luke Wroblewski analizza l’assenza di multitasking, la mancanza di flash, di porte usb,  il passaggio obbligatorio attraverso l’App store, ecc, non come difetti, ma come deliberate scelte di progettazione.

Se l’iPad è un nuova tipologia di dispositivo che si proietta verso il futuro del personal computing, per compiere dei significativi passi avanti è necessario alleggerirsi delle zavorre del passato.

Il parole povere semplificare. Riducendo i nodi che oggi possono essere sorgenti di complessità indesiderate e problemi.

articolo originale

  1. kappa says:

    vincolare l’utente al proprio store (rendendolo ancora più tracciabile, per dire)- oltre al resto dei difetti di questo aggeggio, non è alleggerirsi del passato, ma permanere nel presente monopolista e proprietario.
    controarticolo: http://www.defectivebydesign.org/

  2. Diego says:

    Ciao Kappa, concordo con te nel diffidare o deprecare le restrizioni alla libertà dell’utente.

    Credo che Luke Wroblewski intenda sottolineare in questo caso che il sistema chiuso per come è costituito, oltre alle restrizioni, può comportare anche dei vantaggi. Poi a ognuno di noi resta la libertà di valutare pregi e difetti e magari anche evitare un prodotto che non si ritiente buono.

    Al di là del giudizio la riflessione di Luke mi sembra sensata:

    “Having a review process not only keeps malicious apps out, it also keeps buggy apps out. Again limiting the number of crashes people experience on the iPad and thereby preserving a great user experience.

    Of course, you can’t mention Apple’s App Store review process without encountering the common assertion that, in technology (and especially the Web) “completely open” is better than “controlled”.

    Now, I’m as big a fan of the open Web as anyone. But that doesn’t mean I don’t appreciate or understand the value of closed systems. Closed systems enable companies to do seamless integration without putting the burden on their customers. An open system (like Android on smart phones) enables you to do what you like. It’s like Linux on the phone -with all that entails.”

  3. kappa says:

    ah giusto, è come fece Microsoft esplicitamente dopo win 3.1: “lo chiudiamo ben bene così non fate danni, siete contenti?” eheh :-D

  4. kappa says:

    PS: anche Trent Walton ne è entusiasta, per la nuova via al (web)visual design:
    http://trentwalton.com/2010/02/02/multi-touch/
    però il suo sito lo lascerei così com’è, piega o meno ;-)

  5. Diego says:

    adoro il sito di Trent Walton!