Di mailing, di leggi sulla privacy e di buzz

Law books

Questa mattina, aprendo la casella di posta personale, mi sono trovata una mail che conteneva informazioni che non ho richiesto. Normalmente, quello che succede è: apro la mail, do un’occhiata, rispondo se sono interessata o cestino. Niente di più di un gesto meccanico.
Oggi, al contrario, mi sono alquanto irritata. La mail apre con una richiesta di consenso all’invio di informazioni, citando il decreto legislativo 196/2003, riguardo a un’iniziativa e prosegue con le suddette informazioni. In chiusura, mi si invita a non rispondere se non sono interessata oppure a richiedere la cancellazione dal database solo nel caso in cui io abbia ricevuto più copie della stessa mail e non sia eventualmente interessata.

Perchè a mio modo di vedere un atteggiamento del genere non è conveniente:

1. Non so se il servizio in questione mi interessa oppure no, ma iniziare la mail citando una legge non predispone l’eventuale cliente alla lettura, perchè la prima sensazione percepita è un vincolo, quasi mai apprezzato dal pubblico. La sensazione sgradevole è aumentata dal fatto che l’indirizzo email in questione non è stato reso pubblico, ma reso disponibile solo in seguito ad incontri personali. Un po’ come se qualcuno venisse a casa mia e mi dicesse cosa devo fare (passatemi l’iperbole).

2. Anche chi in materia di legge non sa quasi nulla, ha perlomeno sentito parlare della possibilità di fare modificare o cancellare i propri dati personali contenuti in un database. Posso non sapere di che legge si stia parlando, ma so che se ti chiedo di rimuovermi dalla lista tu, persona che mi invii informazioni, sei obbligata a farlo. Porre una condizione così infondata alla rimozione dei miei dati (solo se hai ricevuto la mail più volte) non fa che irritarmi ulteriormente.

3. Banalmente, chi fa questo lavoro sa che ha pochissimi secondi (e parole) per accattivarsi la simpatia del lettore. Un lettore irritato non solo non è un potenziale cliente, ma rischia di trasformarsi pericolosamente in una fonte di buzz negativo.

Voi come avreste risposto, se aveste risposto, a una mail del genere? E se aveste dovuto mandarla, cosa avreste scritto?

9 Comments

  1. In una situazione simile, io ho risposto in modo aggressivo, appellandomi alla legge della privacy e minacciando di passare a vie legali. Se non hai firmato nulla che autorizzasse queste persone ad utilizzare per questi scopi (o comunque inserirti in un database) hai tutto il diritto di denunciarli.

  2. Me ne arrivano talmente tante nella mail che ormai nn ci faccio più caso.
    Arrivano, leggo, penso(ormai la mia mail è ovunque..) e cestino non prima di aver indentificato la mail come spam…

  3. @fabrizio, io mi metto nei panni di questo sprovveduto e alla denuncia non ci penso. Però la mia prima reazione è di rispondere a una legge con una legge violata. Non sono una giurista, ma mandando mail per lavoro qualcosina ho imparato 😉

    @pizzulata, la cosa che ti sorprende è quando questo tipo di mail ti arrivano su una mail che tu dai individualmente a poche persone selezionate… Questa è sinceramente la cosa che mi fa arrabbiare di più 😛

  4. Il problema si chiama “robot” che genera tutti i nick possibili con x caratteri e x possibilità…. e ci sono agenzie e aziende pagate per creare questi robot…
    La cosa strana nasce da quelle caselle di posta email create prima dei cavilli di clausole che ora si trovano…. quelle per tacito assenso sono ancora di più sotto assedio…

    Feba ma tu prova a immaginare quando sulla colonna di destra nella home di gmail ti viene fuori proprio la pubblicità di qualcosa di cui stai leggendo… sicuramente è generato lato client, e sicuramente google è molto attenta alla privacy (ehehe) ma da qualche parte va a pescare quei dati… 😛

  5. La legge italiana prevede questa precisa modalità di opt-in per consentire alle aziende di inviare materiale pubblicitario.

    A patto che la mail sia una sola (per indirizzo) e che l’invio sia unico, questa modalità non é considerata spam, ma richiesta di consenso all’invio di materiale informativo/commerciale.

    Tuttavia:
    a) non dovrebbe essere richiesta alcuna “rimozione” da alcun database, poiché, per definizione di opt-in, NON deve esistere alcun database!
    b) non devono seguire altre email, altrimenti la normativa non é stata rispettata.

    Cosa ci possiamo fare ?
    Apprezzare il rispetto della legge, se non altro..

  6. @smash, diciamo che google ha la vista lunga, quando ti dà a disposizione talmente tanto spazio da consentirti di non cancellare mai mail… però dall’altro lato io ancora sono convinta che “don’t be evil” siano veramente ciò che pensano :)

    @marco cattaneo, grazie per la delucidazione, trovo estremamente costruttivo ricevere un parere quando si parla di leggi (purtroppo non è il mio campo e devo approfondire ancora molto) :)

    Nella mail è specificata la condizione “rimozione dalla lista” nel caso in cui si riceva la mail più volte. Dunque, leggendolo, io do per scontato che il mio indirizzo sia stato inserito in qualche forma di database. Con un’informazione di questo tipo, se la situazione non è questa, non mi è dato saperlo. Inoltre, se l’indirizzo è contenuto in qualche forma di lista, o di database, o di file excel, io ho il diritto di richiederne la rimozione.

    Esiste poi un altro fattore da considerare. Il fatto di trascinare il lettore nel proseguimento della mail non è un problema di legge ma di comunicazione. Come ho scritto nel post, credo che aprire un’interazione mettendo davanti il lettore ad una legge non sia il miglior modo per metterlo a suo agio. Secondo te, non sarebbe stato meglio cercare di coinvolgerlo anzichè metterlo davanti a un vincolo?

  7. Molto probabilmente si tratta di email “scovate” via internet per set di domini come diceva Smash, e poi inviati in maniera massiccia sfruttando come dice Marco l’opt-in, anche se invece la forma con cui conclude l’email sembra più un opt-out dato che si dice di avere un database con la tua mail e che solo una tua successiva richiesta porterà alla cessazione delle comunicazioni…

    Io proverei a chiedere da dove arrivano i dati e la rimozione degli stessi..

    ps. Interessante è questa decisione del garante su un ricorso: http://www.civile.it/news/visual.php?num=42045

  8. Ciao Feba,
    hai perfettamente ragione sull’aspetto della comunicazione. Io sono sempre attenta a questi dettagli, le parole hanno un peso specifico che varia a seconda della posizione che occupano all’interno di un messaggio.
    Mi viene in mente un amico che dirige una rivista indipendente, fatta di pagine di diari di tutto il mondo + qualche pezzo di saggistica o poesia. Prima dell’uscita di ogni numero il mio amico manda un email agli iscritti alla sua lista, segnalando il contenuto del numero in stampa e come provvedere ad abbonarsi e via dicendo. Una delle prime volte il suo messaggio cominciava con la parte prettamente economica: se interessa l’abbonamento costa x, se non volete più ricevere questo genere di messaggi rispondete con l’oggetto “cancella”… E dopo, solo dopo queste spiegazioni, arrivava alla sostanza della rivista. Ed era pure una buona sostanza (lo è tutt’oggi, tant’è che continuo a collaborare alla rivista), ma solo un lettore già fidelizzato sarebbe andato avanti con la lettura del messaggio.
    Non si può assolutamente costringere il potenziale utente/cliente/lettore a fare la gara a ostacoli per arrivare alla meta. Prima bisogna sedurlo, dopo si passa al prezzo da pagare – in termini di soldi, privacy, impegno, ecc.
    Un caro saluto da una girl geek, se ci sarete alla GGD del 20 giugno ci vediamo lì :-)

  9. @matteo, la cosa che mi lascia perplessa è che questa mail è arrivata sul mio indirizzo di posta privato, che lascio solo personalmente… avrei preferito che chi ha ricevuto l’indirizzo mi avesse scritto un riferimento personale… Forse non mi sarebbe comunque interessato il servizio, ma perlomeno avrei apprezzato l’onestà… ps, ho letto la sentenza, grazie per la segnalazione 😉

    @mariela, grazie per aver riportato un altro esempio :) che dire, hai fatto bene a consigliare un’altra strategia, credo che i lettori l’abbiano apprezzata… impegni permettendo, non ci dovrebbero essere problemi per la prossima GGD, ci stringiamo la mano da quelle parti :)

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