Cosa metti in valigia e nel navigatore?
Ci risiamo… stanno per arrivare le vacanze, periodo buono per “staccare” e di conseguenza momento di grande interesse per il mercato del turismo (on e offline).
Il web non ci fa certo mancare nulla e le soluzioni (in formato pacchetto viaggio) abbondano di offerte più o meno vantaggiose e i più fortunati iniziano già a fare le prenotazioni.
È la soluzione “fai-da-te” a farla da padrona in rete (ovvero l’acquisto scollegato del viaggio, alloggio e delle attività che si svolgeranno una volta arrivati a destinazione), diventando croce e delizia per gli utenti, che passano ore al computer alla ricerca di occasioni e molto spesso consigli sulle destinazioni (utilizzando spesso forum e social network di viaggiatori. Tra tutti tripadvisor.com ).
Deciso il viaggio, i telefoni cellulari e le guide turistiche sono la prima cosa che si mette in valigia quando si viaggia all’estero ma il mondo high tech ha definitivamente insinuato la pulce nell’orecchio… il navigatore! Per chi non lo possiede il navigatore sembra l’oggetto indispensabile per la vacanza 2008.
L’evoluzione di questo dispositivo lo rende oramai un apparecchio multifunzione, dotato di numerosi optional aggiuntivi, da utilizzare in macchina, a piedi, in bicicletta e in moto.
I costi sono decisamente abbordabili e le funzionalità sono veramente accattivanti: itinerari ad hoc – mappe – punti d’interesse (ristoranti, musei, alloggio, teatri, club, stazioni di servizio, bancomat, etc.) – dettagli sul percorso – informazioni sul traffico – informazioni locali come il servizio meteorologico – traduttore – dizionario – video – foto – podcast – convertitore di valuta e altro ancora.
Difficile però innamorarsi appieno di questo strumento che toglie senza dubbio il piacere della scoperta, si pensi al semplice fermarsi a chiedere informazioni, il perdersi e scoprire nuovi luoghi delle città, ma anche solo sfogliare il libro di un museo o la guida di una città.
Ma nel mondo del turismo c’è spazio per tutti, in quanto gli approcci al viaggio sono tanti quante sono le persone che decidono di spostarsi da casa. Tramite il collegamento con i satelliti, il navigatore rileva la nostra posizione reale e attraverso l’analisi delle mappe ci invia le informazioni che abbiamo preimpostato.
Se è vero che un mercato (in questo caso i servizi per questi device) non cannibalizza un altro (il mercato offline), ma anzi ne amplia le prospettive, vediamo che in un’ottica push potrei ricevere input aggiornati sulle destinazioni che mi forniranno updates, si pensi alla colonna sonora di un viaggio, i menù dei ristoranti, gli eventi, etc.
Si tratta anche di un delicato gioco di comunicazione, legata alla user experience effettiva di questi dispositivi: il navigatore (il device dedicato, piuttosto che un cellulare di ultima generazione o ancora un iphone/ipod touch) facilitano lo spostamento di chi necessità di una connessione, sono meno ingombranti rispetto ad un laptop, possono farci risparmiare soldi, possono garantirci una maggior sicurezza negli spostamenti, possono aiutarci di gran lunga con le lingue straniere (e viceversa) e farci scoprire i luoghi in base a dove siamo, al tempo a disposizione e alle nostre passioni all’insegna della georeferenziazione.
Paradossalmente parti col navigatore e la vacanza la costruisci di giorno in giorno. Per il mondo delle pr è senza dubbio un buon campo di applicazione nell’ideare servizi custom per le aziende del settore e per le pubbliche amministrazioni, ovvero aggiungere e fornire quelle informazioni che una mappa o una guida stampata non possono offrire… per farla breve: tutto ciò che è “variabile” sul mio percorso.

Beh sicuramente il navigatore è uno strumento importante, ma direi non indispensabile, almeno fintanto che sarà un device decontestualizzato dalle vetture, quando la sua diffusione sarà pari a quella dell’accendisigari penso che solo in quel momento le PA riusciranno a capirne le potenzialità e oramai quando sarà già tardi inizieranno a darsi da fare per inserire POI direttamente nei siti dei comuni, o magari un bel hotspot wifi ai limiti della città dove poter scaricare in pseudo push il poi completo della città (eh spetta in italia la vedo impossibile
)
Ad ogni modo il gusto dell’avventura è sempre una componente importante di un viaggio, decidere di cambiare itinerario a fronte del traffico e andare a naso e infine arrivare alla meta avendo guadagnato tempo non ha prezzo! (tranne l’1,5€/lt della verde
)
@Matteo,
c’è ancora “molto” da fare.
Il mondo e le possibili soluzioni che girano attorno a questi device è stupefacente… la diffusione molto spesso è legata alla pseudo utilità di un servizio e quindi ci vedo notevoli prospettive.
“quando sarà già tardi inizieranno a darsi da fare…” hehe, bè che dire di più?!
ciao!! grazie
Beh molto dipende dalle case automobilistiche, come dicevo la diffusione è il fattore vincolante, almeno per il pensiero medio italico… il trend sembra proprio oramai di fornire il gps non più come un optional, bensì come una feature di serie della vettura, visto anche l’oramai costo dell’oggetto in se.
Poi si le possibili applicazioni sono infinite, il problema rimarrà sempre l’evangelizzazione e la consapevolezza delle potenzialità non postuma di una tecnologia, cosa che in italia è ben all’ordine del giorno.
Menzione a parte bisognerebbe farla per le PA dove sia l’informatizzazione e la tecnologia sono due misteri al pari di fatima e degli ufo…
E da voi oltre confine come va? Le PA son più attente alla tecnologia o peggio che andar di notte?
Non condivido tanto l’idea del “togliere il piacere della scoperta”, anzi, usando il navigatore si riscopre il piacere della scoperta, potendosi godere il panorama e le strade, anzichè affannarsi a leggere cartelli incomprensibili o innervosirsi perchè si è sbagliato strada per le terza volta…
)
Per quanto riguarda gli sviluppi è chiaro che sono davvero sconfinati, anche se individuo almeno due condizioni fondamentali perchè ciò avvenga in modo decisivo.
Innanzitutto occorre che la vettura (o il GPS all-in-one) siano dotati di SIM propria in modo da essere sempre connessi alla rete. In secondo luogo occorre che si sviluppi una piattaforma comune, che consenta agli sviluppatori di creare applicazioni capaci di funzionare su auto e GPS differenti.
Oggi invece abbiamo GPS, sia all-in-one che in auto, con software proprietari per nulla interoperabili. Tra l’altro la situazione è particolarmente grave nei GPS integrati nell’auto, il cui software non si può sostituire, “condannando” l’utente ad usare sempre quel software o a comprarsi uno “scomodo” GPS esterno.
Insomma, ancora tanta strada da fare, ma la direzione è certamente quella giusta.
@ Francesco, la soluzione sim per rimanere aggiornati è utile, soprattutto per il traffico perchè si può avere il tutto realtime, ma di contro ha dei costi extra e conoscendo le tariffe di connessione gprs/umts non son bruscolini, se poi si pensa ad aggiornamenti con download di contenuti extra è da fare un mutuo subito, pensa poi se sei all’estero in roaming…
Forse a questo punto non è la soluzione ottimale, la via più semplice può essere il download preventivo, un po’ come avviene adesso con i poi.
Il top potrebbe essere un sistema che mi permette una disponibilità di dati targhettizzata al viaggio, esempio Milano -> Lugano, è inutile che si tenga in memoria dati del corno d’africa o di caltanissetta, il software associato al gps effettuerà il crop dell’area di spazio che comprende i possibili itinerari anche a fronte delle modifiche stradali, insomma genererà un tot di path possibili e li metterà in memoria, con lo spazio extra potrà inserire tutti i poi utili della zona e molto altro ancora.
Ok in questo modo il viaggio deve essere preparato, ma anche senza gps andrebbe fatta una preparazione di massima.
Per non intercomunicabilità fra gps ahimè è un problema di standard e interessi… sarebbe bastato gestire tutto in chiaro banalmente via XML… vabbè
Ad ogni modo io mi schiero con il partito anti-gps, visto che i comuni cambiano sensi unici, ztl & co. come se piovesse e gli aggiornamenti latitano, poi non sò una voce meccanica di quel tipo mi è quasi di disturbo, preferisco tenere gli occhi bene aperti e con un po’ di fortuna ed intuito arrivare alla meta.
10, 30, 60 minuti in più? Vabbè ho girato un po’, visto qualcosa di nuovo e soprattutto ero libero di fare quello che volevo (certo lo sarei stato anche con il gps, ma vedo gente che una volta acceso ne diventa schiava e se sbaglia un manovra ne va in panico…)
Chiosa finale dovuto, non sono per niente antitecnologico, anzi!
Ma su talune cose preferisco ancora l’intuito
Cari @Matteo e @Francesco grazie per il contributo veramente interessante e ricco di spunti!
Passo indietro:
Punto delicato quello delle PA, ancor più se le persone illuminate (suvvia, vogliano ben sperare che ci siano…) si perdono in… diciamo tempi biblici di realizzazione, piuttosto che burocrazia e quant’altro.
Per quanto riguarda la situazione in CH ti posso dire (@Matteo) che qualcosina si muove.. un piccolo esempio è quello dell’iniziativa etreasure, caccia al tesoro realizzata dall’Università della Svizzera Italiana che ha lo scopo di far scoprire il territorio attraverso l’uso degli sms in modo divertente e innovativo. In questo caso la PA luganese si è dimostrata molto sensibile, oltre a supportare un barcamp sul tema “turismo e nuove tecnologie”. http://barcamp.org/eTourCamp
Sempre per restare in tema, interessante la guida digitale WebPark SNP per visitare il Parco Nazionale Svizzero http://www.nationalpark.ch/snp.html
@Francesco. Se lo scenario di riferimento è milano città, bè, questo “affannarsi a leggere cartelli incomprensibili o innervosirsi perchè si è sbagliato strada per la terza volta” non può che essere condiviso… e al quale aggiungere: il piacere di ricominciare a “viaggiare/guidare” (col navigatore!).
Ad ogni modo come ho già detto si tratta di device che arrichiscono un’esperienza di viaggio…
Ma vogliamo parlare della psp? la guida interattiva “passport” che costa 29.90euro… se pensiamo alla Sony Go!Explore (la PSP con GPS) immaginiamoci le soluzioni
Se infine pensiamo anche al vecchio dodgeball.com che sfrutta il mobile per servizi di soc.net. in mobilità vediamo che il principio è sempre quello, “ti dico dove sono; dammi le info che sono più vicine a me.. e fammi anche scoprire quel qualcosa in più”.
Insomma, lo ripeto anch’io: c’è ancora strada da fare, ma la direzione è quella giusta
(aggiungo: se poi hai un navigatore sarà di sicuro la strada giusta!)
Costi?… parliamone.. l’occhio attento del business non aspetta altro
saluti
Bisognerebbe fare una premessa sul paese dei santi, poeti e navigatori (no non di internet), il bel paese dove la partenogenesi del sito che lo doveva rappresentare nel mondo e frutto dell’apporto delle singole PA si è dimostrato il più grande flop della storia di internet dopo l’isdn…
Non che la tecnologia non sia presente nelle italiche terre, anzi, ma chi la usa?
Sicuramente non chi è in grado di prendere decisioni a livello di PA, si parla di rivoluzione digitale per il disbrigo delle pratiche minime, ma è una imposizione ministeriale, una visione illuminata forse, a livello locale è difficile vedere qualcosa del genere, a meno che non ci siano dei giovani di mezzo, ma è quasi impossibile… e quei pochi che ci sono, sempre che vengano ascoltati come dici tu si perdono nella burocrazia (avete presente il cartone animato Le XII fatiche di asterix quando deve ottenere il famosissimo lasciapassare a38 [provate a dare un occhio su youtube se non l'avete mai visto]).
Ok tornando dalla deviazione cartoonesca, ma dovuta è un must quel cartone
, beh direi che le PA da voi si dan da fare, ma già fornire sul sito del comune informazioni in tempo reale su meteo, pollini, eventi è già qualcosa di non banale, che in italia non è ancora così diffuso come sembra.
eTourCamp sarebbe stato molto interessante da seguire, io però con il mio tempismo lo scopro solo adesso con il tuo reply… dovrò essere più aggiornato in futuro
Il webpark è interessante, comodo, e credo multilingua, ma poterebbe ad un grave problema: le guide non servirebbero più.
E in italia se si tocca un posto di lavoro AIUTO!
Per milano bisogna fare una menzione a parte, tentarla a naso però è divertente certo alcune volte poi scopri cose nuove tipo che ci sono N navigli con N >> del numero che pensavi tu e quindi sei da tutt’altra parte però bene o male poi fra amici, passanti ti ci raccapezzi e il divertimento della caccia al tesoro viene fuori.
Poi diventa furia omicida quando scopri che non c’è parcheggio dove devi andare, ma lì è tutto un altro discorso
Per il futuro, forse non dovremo più parlare di gps, ma di cellulari all-in-one, cellulari che sono in grado di fare di tutto oramai… e se non lo sono ci pensa la community a completarli, vedi l’iphone, macava del gps… gli utenti ne hanno creato un modulo, perchè affidarsi alla triangolazione su celle, ok è una soluzione, ma non in italia, perchè l’ultima volta secondo lui ero praticamente in mezzo all’Adda… il che non è bello…
Android, Iphone, HTC, soluzioni in grado di gestire tutti i dati necessari, eventualmente collegarsi alla rete oppure mantenere in memoria informazioni eventualmente anche in schede di memoria supplementari.
Un modulo gps, o un agps ben fatto e la soluzione c’è, comoda da usare anche quando si va a piedi, perchè diciamocelo, girare con un gps mentre si va a piedi che ti urla “a 100mt girate a destra” è un po’ da panico, un’auricolare e cellulare in tasca e si passa ben meglio inosservati
Infine bisogna valutare anche il fatto che non è detto che le informazioni arrivino dal gps via geotarghettizzazione, e se chi ha interesse di far conoscere informazioni a chi passa di li usasse tattiche di marketing di prossimità via bluetooth o via wifi?
E’ pur sempre un alternativa, e soprattutto a costo 0 per il viaggiore, io passo di lì, mi arriva un messaggio via bluetooth markettaro che mi dici “ehi tu, ma sai che se ti colleghi alla rete puoi vederti tutto il museo con la tua guida personale?”
Questa è una possibilità, già utilizzando una sinergia di tecnologie che oramai è entry-level sui nuovi cellulari.
Altre possibilità sono gli RFid, ma qui manca la tecnologia di ricezione sui device di massa…
Perchè mi son messo a parlare di due opzioni?
Perchè è difficile, secondo me, che il cliente decida di pagare un extra se già paga un biglietto, ad esempio se visita un museo.
Se poi questo extra è una connessione umts in roaming in un paese straniero, come dicevo prima io sicuramente non riprovererei mai quell’ebbrezza…
Inoltre c’è da dire che i sistemi di prossimità permettono una copertura anche dei luoghi dove la copertura gps non è possibile (vedi interni di chiese, monumenti, musei).
La soluzione potrebbe anche essere una versione combinata gps + prossimità, o una prossimità ripetuta che fornisce dei poi gratuitamente via wifi nell’intorno fra due hotspot.
Concludendo, anche perchè oramai siamo a livelli papirici, le possibilità ci sono, sicuramente la combinazioni di più soluzioni può essere la via più efficace, come ogni buon cocktail che si rispetti bisogna però saper scegliere gli ingredienti e le dosi giuste…
Intanto stiamo a vedere come si evolve il tutto…
Pingback: SuccedeOggi » Blog Archive » Obiettivo scuola: con i blogger contro lo sfruttamento minorile
Pingback: SuccedeOggi » Blog Archive » Obiettivo Scuola: i Blogger testimonial della campagna contro lo sfruttamento dei bambini