Conigli a Picnic
Il coniglio. L’ambito coniglio, il maledetto coniglio, a seconda. Io un coniglio non l’ho mai avuto, ho provato a guadagnarmene uno correndo su e giù per le strade di Urbino, ma non c’è stato verso. In seguito, ho parlato con chi il coniglio ce l’ha e ho ascoltato due volte le parole di Rafi Haladjian (presidente di Violet), a Frontiers of Interaction nel 2007 e a Reboot lo scorso giugno. Quando Haladjian parla a una platea, racconta la storia del coniglio, dei pensieri che hanno portato alla sua nascita e di ciò che tutti si chiedono: ma perchè proprio un coniglio? (“Il coniglio sintetizza in sè una serie di qualità, tra cui il fatto che è amichevole. E poi, abbiamo pensato, se riusciamo a connettere un coniglio, riusciamo a connettere anche tutto il resto”, diceva lui).
Orbene, finora ho sempre parlato di conferenze a cui sono stata, stavolta dirò due cose rispetto a un evento a cui invece bisognerebbe essere stati in questi giorni. Sto parlando di Picnic, terza edizione, che vede sul palco gente come Adam Greenfield, Bill Moggridge (IDEO), Philip Rosedale (Linden Lab e Second Life), Jyri Engeström. Tra i relatori, troviamo ancora Haladjian. Nel blog di The Next Web si può leggere una sintesi del suo intervento.
In buona sostanza, Haladjian ha parlato di come il prossimo passo della Violet sia di permettere al coniglio di “leggere” qualsiasi oggetto che abbia un RFID e di permettere a qualunque oggetto di averne uno applicando i Nabaztamps che Violet stessa produce. Dunque, per esempio, si potrà taggare l’ombrello e una volta che il coniglio leggerà quell’RFID otterrete anche le previsioni del tempo, oppure taggare le chiavi dell’auto e ascoltare contemporaneamente le condizioni del traffico.
Ora, il discorso è interessante -a meno che, ovviamente, voi non abbiate sentito parlare il presidente di Violet da due anni a questa parte- e comunque, tutto ciò apre nuovi scenari per il futuro. Posso pensare in un prossimo futuro di taggare il mio pranzo per sapere se l’ho messo in borsa o no e taggare lo zucchero così non mi potrò più sbagliare quando sarà il momento di dolcificare il caffè (scambiato col sale, provoca effetti sinceramente disgustosi).
L’appello è per te, lettore: aldilà delle considerazioni sul progresso degli oggetti connessi, mi suggerisci qualche idea pratica che mi convinca a comprare coniglio ed etichette? Nell’attesa, noi qui continueremo a cercare modi creativi per fare fuori il nostro simpatico amico.
Ps, se sei stato a Picnic (beato te!) fammi sapere, segnala i contributi che ti sono rimasti più impressi (io poi recupero coi video)

Beh, io il coniglio lo uso soprattutto nel weekend per farmi leggere i feed delle notizie e i messaggi di twitter quando non sono davanti al pc (molto di compagnia quando ho pitturato casa ad inizio settembre), per il resto simpatico soprammobile a cui la micia ogni tanto tira una zampata!
grazie stered
Magari potrebbe provare con Sketchy? Vedi http://www.lucamascaro.info/blog/2007/05/benvenuta-la-internet-delle-cose.html . Oppure l’avete fatto in salmì?
no no, e’ ancora tra noi… per ora