Come risparmiare il 38% del vostro tempo

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Dopo 4 settimane d’assenza sono finalmente tornata su queste pagine a condividere l’ultima mia ricerca che mi ha costretta a contare ogni singola battuta del Nuovo Testamento. ;-)

Da anni chi studia design ed ergonomia si sente ripetere che non si può progettare per tutti ma bisogna operare delle scelte. Un’interfaccia come quella di Office può sembrare ostica per la maggior parte degli utenti poiché cerca di fare tutto per tutti. Questo errore progettuale è principalmente guidato da esigenze di mercato e va contro la definizione stessa dell’usabilitàl’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti”. Dal punto di vista del progettista sarebbe opportuno sviluppare differenti progetti a seconda delle reali esigenze dell’utente e del contesto.

Questo voler trovare compromessi sulle interfacce che non portano mai l’utente alla completa soddisfazione è una tendenza partita già nell’hardware molti anni fa specialmente nelle tastiere.

Ma cosa vuol dire progettare una tastiera per un utente con un obbiettivo specifico? Adesso ve lo spiego!

Ho scelto il Nuovo Testamento quale testo statisticamente rappresentativo della lingua italiana in termini di uso di parole. Ho scelto la principale interfaccia di scrittura utilizzata in Italia, la tastiera del cellulare. Ho immaginato una persona che volesse trascrivere questo testo sul cellulare (un folle insomma…).

Voglio verificare se la tastiera originale dei cellulari è efficiente ed efficace per svolgere questo compito, se così non fosse, trovare una differente soluzione di design.

Ho conteggiato l’uso delle singole lettere nel Nuovo Testamento e l’ho moltiplicato per il numero di battute necessarie sulla tastiera odierna, ottenendo così il numero totale (1’724’837) d’operazioni per la trascrizione del testo. In seguito ho riordinato le lettere per il numero d’occorrenza.

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Osservando le tabelle ottenute ho notato come alcuni caratteri molto frequenti richiedessero fino a 3 operazioni sul cellulare per essere raggiunti. Ho dunque riorganizzato per occorrenza la disposizione su una nuova tastiera.

nuova-tastiera.gif

Ricalcolando il numero d’operazioni necessarie con la nuova tastiera (1’055’820) è emerso un notevole incremento d’efficienza ed efficacia teorica (38,79%). In termini temporali immaginando che un utente esperto impieghi 0,5 secondi per digitare un carattere, ci sarebbero volute 239,5 ore con la tastiera originale e 146,6 ore con la nuova tastiera risparmiando ben 92,9 ore.

Devo però valutare che l’utente sulla nuova tastiera non è considerabile “esperto”. Apprendere questa nuova interfaccia comporterebbe prima il disapprendimento dell’attuale tastiera ed in seguito l’apprendimento della nuova.

La domanda è: per fare ciò ce l’ha farà in meno di 11,5 giorni lavorativi (il risparmio di tempo)?

Se così fosse avrei dimostrato come su un compito ben specifico si possa introdurre interfacce dedicate molto più usabili.

Volendo generalizzare quest’interfaccia che sembra idonea alla lingua italiana non dobbiamo dimenticarci che va in conflitto con l’ordine logico/alfabetico della lingua italiana.

Chissà se oggi avremmo più tempo se con la nascita dei cellulari avessimo appreso direttamente quest’interfaccia?

  1. Gio says:

    Ti faccio notare un grosso(lano) errore –spero tu non me ne voglia–… in realtà, da appassionato (chiedere ad Alic’é), vorrei capire meglio il “perché” e il “come” di tutto ciò.

    Dato che la ricerca –immagino– sia atta a trovare una soluzione più comoda per noi utenti spreconi di tempo sempre alla ricerca di un modo più veloce per fare le stese cose, partendo dal Nuovo Testamento (anche se molto “corposo” e quindi –sembrerebbe– adeguato al compito) hai erroneamente omesso delle lettere poco o non presenti nel testo di riferimento ma assai usate dall’utente (vedi WWW per indirizzi internet o nomi inglesi come John KennedY).

    Infine se ben ricordo anche altri casi in cui il riarrangiamento delle tastiere, in quel caso quelle dei computer QWERTY, non sono mai andati a buon fine, causa l’ABITUDINE dell’utente che è cosa assai difficil da modificare anche solo di un ”cicinin”.

    In compenso le interfacce dedicate sono una gran cosa, ma spesso si deve essere degli esperti per usarle (mixer, plance e via dicendo…)

    Auguro un buon ritorno al lavoro a tutto lo staff dopo la pausa –meritatissima– pasquale.

  2. Luca Sartoni says:

    Questo esperimento è molto interessante.

    Io analizzerei anche le sequenzialità dei caratteri. Per esempio in italiano la lettera H ha una posizione ben precisa, o all’inizio di una parola o dopo un C o G ecc.

    Tra le conclusioni metterei anche:
    Far dipendere la tastiera dalla lingua, introduce un costo non indifferente. Inoltre segmenta sia la produzione che il consumo.
    D’altra parte anche le tastiere DVORAK non sono mai riuscite a sostituire completamente le QWERTY neppure nei contesti di dattilografia avanzata in cui i costi di formazione sarebbero stati presto riassorbiti dall’aumento di produttività.

    Tutto sommato un bel lavoro.

    (comunque immagino chi abbia proposto il testo di riferimento…)

  3. leonora says:

    @luca: eheh no no non centro niente :D

    @dafne: ma hai veramente fatto tutto questo?? Comunque penso anch’io che il testo di riferimento debba essere scelto sulla base del contesto e sulla base degli obiettivi comunicativi dell’utente. La tastiera sarà utilizzata da un programmatore? da un desinger? da un politico? da uno svizzero?
    Gli svizzeri a questa cosa hanno in parte già pensato: alcune lettere sono invertite nella tastiera dei computer come per esempio la z e la y, proprio perchè han pensato che fossero usate in modo diverso rispetto ai paesi non francofoni o non germanofoni.

  4. Dafne says:

    @Gio grazie del commento, forse quello che non hai colto è che io parlo proprio di un’interfaccia dedicata in questo caso alla lingua italiana su un testo ben determinato, a seguito di un apprendimento della nuova tastiera da parte di un utente. È chiaro che l’apprendimento è arduo, ma la mia supposizione comprendeva il fatto che questa tastiera dedicata fosse applicata fin dagli inizi.

    @Luca grazie per aver arricchito con il tuo commento il mio esperimento che per motivi di tempo ho limitato ad una prima analisi.

    @leonora mi ci è voluta tutta la Pasqua per contare tutti quei caratteri… ;-) grazie del commento

  5. Den says:

    bell’argomento…, effettivamente bisognerebbe tener conto anche dei software per la coposizione guidata alfanumerica “T9,iTap,Letter wise….”presenti nella maggior parte dei telefoni cellulari con i quali si dovrebbe diminuire il numero di battute per la composizione della singola parola diminuendo cosi il tempo….

    comunque l’idea di avere una tastiera o un interfaccia grafico touch screen gestibile interamente dal utente dove poter posizionare a piacimento le lettere numeri combinazioni di tasti ecc…e abolire cosi la standardizzazione dei prodotti non sarebbe male ognuno avrebbe la propria configurazione si potrebbe effettivamente risparmiare tempo(forse)o per chi come mè non ne fa una questione di tempistica ma solo per il fatto di avere qualcosa di originale e unico, sarebbe l’ideale.

    bel post complimenti :)

  6. l’ergonomia è iniziata con i vecchi telefoni sip. office ancora stento a comprenderlo. le tastiere sono comode solo quando impari ad usarle a memoria :-)

  7. Skyline says:

    quoto Den,
    il famoso T9 per i cellulari è molto più comodo e veloce che una tastiera normale o modifica come quella proposta qua.
    ti sei proprio dimenticata di valutare quell’aspetto.

    e per le tastiere dei pc… ogni nazione ha una configurazione diversa.

    PS: dovresti fare una sezione per chiedere consigli a voi esperti.

  8. Antonio LdF says:

    L’esperimento è notevole, sia per i numeri coinvolti, che per le conclusioni davvero eclatanti.

    Sui risultati non c’è nulla da dire perché credo siano oggettivi e basati su calcoli matematici.

    Che il testo sia poco esemplificativo perché privo di alcune lettere, beh credo sia un limite relativo. Il pezzo fa riferimento a un contenuto noto, conosciuto e misurabile facilmente…magari se si fosse scelto un testo diverso sarebbero solo cambiate la posizioni delle lettere nella nuova interfaccia.

    L’unica cosa in cui non sono d’accordo è quella che fa riferimento al tempo di apprendimento che in teoria ridurrebbe i vantaggi del nuovo posizionamento. Questo semplicemente perché, in linea teorica, la nuova interfaccia è quella più efficace per la lingua italiana e non per l’utente incallito italfono.

    Ovvio che in sede di progettazione si debbano considerare anche queste cose, ma studi teorici di questo tipo, compresi numeri e statistiche, credo debbano essere valorizzati di più.

    Inolte spero tanto che questa lettura cara Dafne ti abbia donato una rivelazione divina: donare la tua fonera ad un povero peccatore! :-D

  9. Smash says:

    Mi accodo ai complimenti per l’idea e l’analisi fatta che trovo veramente audace e immagino sia la prima lettera (visto che parliamo di lettere) di un nuovo alfabeto cioè di nuovi layout.
    Giustamente tu parli di usabilità e di soddisfazione ma alla fine mi chiedo il cliente o utente o folle è veramente contento/soddisfatto?

    Si può vedere questa soddisfazione da diversi lati, giustamente tu l’hai visto dal lato del tempo risparmiato e generalmente per come sono frenetiche le giornate e la società…più tempo si ha meglio é :D
    Ma se vedo la soddisfazione dal lato del risultato o di quello che si ha creato ad un primo impatto (sperando che il cellulare non si sia scaricato…bisogna avvertirlo di collegarlo alla corrente prima di iniziare questo esperimento) potrebbe essere contento (è sempre un folle) per aver ritrascritto tutto questo testo, ma se lo voglio rileggere ce la faccio anzi ce la fà?

    Riesco a capire il contenuto? Non tanto per gli accenti ma quanto per la punteggiatura? Spedisco il testo ad una persona che non l’ha mai letto lo capisce? …la soddisfazione da 100 passa a X e il tempo risparmiato nel scrivere questo testo lo si riperde nella reintepretazione dello stesso o forse se ne perde di più “io speriamo che me la cavo”.

    Ho preso la tua analisi e ne ho definito 2 due strade (al quanto bozzose) che ora percorro :-)

    La prima strada è quella di utilizzare anche i tasti: 1 – * – # (visto che i tasti utilizzabili sono 9 utilizziamoli tutti dai…) così da poter utilizzare una punteggiatura base della lingua italiana, ed essendo “tasti di servizio” possono essere visti come tasti “che servono al testo”.
    Ho cercato quante volte era presente la virgola (,) il punto (.) e i due punti (:)
    (,) = 11990
    (.) = 9151
    (:) = 2637

    Ho ridisposto così la punteggiatura:
    (,) = 1 [essendo il carattere più usato e generalmente utilizzato dopo una vocale (e visualmente più vicino, ma questa è un'altra analisi che dovrebbe essere presa in considerazione: lo spostamento della dita tra i tasti :P )]
    (.) = * [a scalare prendendo il primo tasto libero leggendoli da sinistra a destra]
    (:) = # [utilizzato pochissime volte, ultimo tasto libero]

    Con questo metodo si avrebbe sia per il layout normale che il layout “dafne” un incremento di tempo uguale:

    11900 + 9151 + 2637 da sommare a 1724837 e a 1055820

    La seconda strada è stata delineata immaginando che la “punteggiatura” fosse già definita nella tastiera “normale” (ho trovato due vecchi cellulari e dopo lo spazio, cioè premendo due e tre volte lo “0″, davano rispettivamente virgola (,) e punto (.) , i due punti (:) non era contemplati)

    Qui trovate il test molto simile a quello di dafne.

    Sfortunatamente anche in questo caso le tempistiche si allungano dello stesso valore (uff) in quanto per accedere al punto bisogna sempre premere 3 volte e per accedere alla virgola sempre 2.

    In conclusione l’esperimento è interessante e giustamente per la tipologia di analisi non sono stati considerati altri sistemi di scrittura se no era troppo facile… bisogna complicarsi la vita qualche volta :-)

    Chi vuole provare a scrivere il nuovo testamento con il telefono a rotella? :D
    Buona giornata

  10. Interessante.
    Credo che questo piccolo esperimento parta da condizioni molto particolari, specifiche e limitate, ma visto che si tratta di una dimostrazione teorica di un concetto e non di un applicazione pratica in un prodotto reale mi sembra che vada bene così.

    Anzi, proprio per questo il tuo post mi tornerà utile nel lavoro di tesi per evidenziare con dei numeri concreti la differenza “interfaccia generica vs. interfaccia dedicata ad una funzione specifica”

  11. Dexter says:

    Cara Dafne, gli ultimi commenti non li ho letti, tra poco ricomincio a lavorare e …
    Trovo molto interessante l’esperimento e tutto il ragionamento e condivido alcune cose dette sopra. Voglio solo dirne una: “secondo me, non bisognerebbe ottimizzare le cose per ridurre il tempo, ma per migliorare la qualità di vita, indipendentemente dal tempo”.
    Tanto se domani ci si mette meno tempo, dopodomani siamo ancora li a lamentarci e a cercare un modo per ridurre i secondi sprecati per fare una determinata cosa.
    Se andiamo avanti così, tanto vale non fare più nulla, non ci rimarrà più un secondo, perché non vorremmo sprecarlo.