Come gestire la “web brand reputation” (kit web 2.0)

reputation

Sono ormai numerosissime le aziende, di dimensioni più o meno grandi, che hanno compreso le opportunità di una costante e monitorata “presenza online” nell’ambito del web 2.0 (partecipato).
Le prospettive date dalle attività online sono, infatti, considerate produttive sia in termini di possibili riscontri economici (es. aumento visibilità/vendite delle proprie offerte; risparmio dei costi dedicati al tradizionale web marketing, miglioramento dei prodotti/servizi grazie ad un rapporto diretto con gli utenti/clienti), sia a livello di comunicazione online (es. web reputation, posizionamento, brand identity, customer engagement).
Le attività in questione sono relative a seconda dell’azienda, ma possiamo individuare (o almeno ci provo) alcune linee guida per la gestione e l’aggiornamento della web presence:
Le aree d’interesse possono essere:
1) Brand identity management: l’obiettivo è la comunicazione dell’identità dell’azienda, perciò il sito, il/i blog e gli account sui social network e simili dovranno essere strutturati prendendo in considerazione i seguenti livelli di dettaglio:

- Setting → definire le info/dati standard che verranno inseriti in ogni account (es: username, contact, link, default picture/photo)
- Descrizione dell’azienda→ definire lo stile e il testo di descrizione del brand
- Tags → definire un set di tags associate al brand
- Layout customization → quando e dove è possibile, definire un set condiviso di elementi grafici, colori, logo, font..)

2) Text Content management

- definire lo stile del contenuto (ad esempio: è informale o formale, friendly…)
- definire chi parla di chi: a comunicare è il brand in prima persona, oppure si identifica una terza parte che parla per il brand?

3) Multimedia Content management
Una buona strategia dovrà prendere in considerazione lo stile dei contenuti multimediali (video, foto, immagini), i quali veicoleranno l’impatto e la comunicazione stessa del brand.
Per questi motivi nell’atto dell’uploading sarà utile considerare i seguenti aspetti:

- definire lo stile dei video/picture (es. informali o formali, friendly, etc…)
- definire le tags e i titoli
- considerare la possibilità di creare connessioni “emotive” (attraverso lo stile dei contenuti multimediali) con le diverse tipologie di utenti, in modo da rispecchiare ampiamente i loro interessi, esigenze, etc.

4) Up-date management
a) Gestione degli account dell’azienda:

- Monitoring dei commenti (definirne lo stile/approccio, vedi sopra)
- Gestione del time frame di aggiornamento

b) Monitoring della blogosfera & co:

- Monitoraggio costante dei siti web che presentano delle discussioni sul brand e/o che ospitano commenti.

5) Encourage participation

- Coinvolgere/invitare gli utenti in appositi canali/gruppi
- Sviluppare iniziative (es. contests)

Cos’altro? (oltre ad un buon brand da promuovere e/o monitorare..)

  1. elisa says:

    ciao Elena,

    si potrebbe aggiungere un punto a quelli da te indicati:
    - Analisi delle attività online delle aziende concorrenti, in questo modo si potranno scoprire nuove soluzioni interessanti per migliorare la presenza in internet dei propri brand. Ciao!

  2. Fabio says:

    Ciao Elena,

    io credo che i Corporate Blog siano sicuramente il punto di partenza per gestire la web brand reputation… i primi segnali di brand product blog che ho analizzato sono QuelliCheBravo di Fiat e il blog che Costa Crociere ha dedicato alla Costa Serena… un blog impersonale dove Costa Serena prende vita e risponde ai commenti… credo che bisognerebbe iniziare a chedersi quanto, in contesti simili, non sia ipotizzabile immaginare una integrazione fra i sistemi di gestione della qualità i corporate blog il crm… forse è una forzatura, ma credo che la “web brand reputation” non potrebbe che migliorare se una azienda dimostra di apprezzare la partecipazione degli utenti… magari integrando le segnalazioni ed i suggerimenti degli utenti nei propri processi di miglioramento della qualità… o magari generando non conformità ed azioni correttive a problemi ripetutamente segnalati sul corporate blog…

    Comunque la tua sintesi in cinque punti mi sarà molto utile ^__^

  3. elena says:

    @elisa
    Detto fatto:
    6) Competitors Analysis: analisi delle iniziative online dei competitors (da prevedere in una fase di discovery prima della pianificazione e durante).
    Grazie!

    @Fabio
    Il corporate blog è un buon esempio al quale applicare i punti sopra individuati… credo anch’io che ci debba essere una maggior integrazione di tali strumenti con i sistemi di gestione della qualità. C’è da dire però che i managers prima di prendere tali decisioni, di solito vogliono vedere “dati” interessanti (utili al business), anche se il dato quantitativo non può essere paragonato alla “qualità” dei contenuti (intesi come contenuti di rilievo) delle risposte (a volte poche) degli utenti. Da studiare.
    Grazie!!

  4. elena says:

    e se la web reputation ha feedback negativi… ecco qualche esempio e consiglio:
    Advice for Managing Negative Reviews of Hotels or Small Businesses:
    http://www.marketingpilgrim.com/2008/04/advice-for-managing-negative-reviews-of-hotels-or-small-businesses.html

  5. Smash says:

    Bell’articolo elena…l’ho evidenziato virtualmente per bene in diverse parti!
    Clap clap…

  6. elena says:

    ciao smash! grazie mille.