C’era una volta… il webmaster

Nerd crossing

Esisteva una volta e nemmeno tanto tempo fa nel paese di non troppo lontano la razza dei webmaster.
Provenienti da specie diverse, grafici o programmatori, questi esserini passavano la maggior parte del loro tempo davanti a strane cose chiamate rispettivamente mac o pc a seconda della provenienza. L’occupazione di maggior rilevanza del web master era fare tutto. Fare tutto può sembrare tanto, troppo ma i nostri ormai affezionati amici erano ligi e soliti lavorare giorno e notte per mantenere in piedi quelli che vengono definiti sitarelli o portali.

Tutto questo loro affannarsi, li portava a consumare dosi pressochè infinite di caffeina e soprattutto se erano più vicini alla specie dei programmatori, potevano assumere forme e coloriti strani a causa del loro rimanere rintanati all’interno delle proprie abitazioni e mangiare cibi che oggi definiremmo insani. I loro luoghi di aggregazione e lavoro erano le communication agency e le web agency.
I webmaster non sono del tutto scomparsi e da quanto ne so soprattutto nel paese chiamato Italia se ne possono trovare ancora molti esemplari. L’evoluzione delle tecnologie, del mondo del web e la crescita degli utenti (che da consumatori si erano a loro volta trasformati in prosumer) ha reso però difficile la loro vita. Le competenze richieste a chi gestisce una piattaforma web sono diventate talmente tanto complesse e specializzate che i nostri piccoli protagonisti non risultano più in grado di star dietro a tutte le richieste.

Questa situazione venne rivendicata anche dai loro mecenati, tanto che a Iab 2007, gran consiglio di saggi: addetti ai lavori ed industriali, alcuni rappresentanti di quest’ultima categoria sostennero che i professionisti italiani, non erano più in grado ( se non tutti, buona parte ) di star dietro alle richieste di un sempre più aggiornato modello di “domanda-risposta”.

A differenza dei loro cugini Europei, che si evolverono in tempi passati, concependo il web come un mondo in cui non si può navigare da soli (professionalmente parlando), i webmaster italiani decisero di rimanere gli unici possessori di tale scibile. Ovvio, la creatività probabilmente era dalla loro a differenza della velocità di cambiamento, ma quello che realmente mancava era una vera e propria razionalizzazione di metodo. Gli europei, captando e comprendendo la realtà del mercato si organizzarono in gruppi, gruppi progettuali che con una coerente divisione di compiti: c’era chi faceva analisi di mercato, chi progettava l’esperienza utente, chi si occupava di flussi di informazione, chi rendeva piacevole ed immediata la fruizione di un servizio e chi ne testava le caratteristiche; riuscirono a rispondere in maniera adeguata alle richieste di committenti ed utenti.

Quindi non rimane che chiedersi: i nostri webmaster, si estingueranno? Oppure evolveranno? E come disse qualcuno un tempo: Ai posteri l’ardua sentenza…