A volte i progettisti pensano di semplificare le interfacce. (o meglio: come far sentire frustrato un utente)

Don’t panic

“… Uno strepitio di musica gunk invase la cabina dell’astronave mentre Zaphod cercava il notiziario nella gamma di lunghezza d’onda della radio sub-Eta. La radio era abbastanza difficile da manovrare.

Per anni le radio erano erano state sintonizzate premendo bottoni e girando manopole; poi, quando la tecnologia si era perfezionata, i comandi erano diventati sensibili al tocco. Bastava sfiorare i pannelli con le dita, ed era fatta. Adesso, addirittura, ci si limitava ad agitare la mano in direzione dei componenti: e si sperava.

Naturalmente questo faceva sì che si risparmiassero i muscoli, ma costringeva anche a stare seduti spasmodicamente immobili, se si voleva mantenrere la radio sintonizzata su un certo programma.

Zaphod agitò una mano e cambiò stazione ancora una volta. Altra musica gunk, che però faceva da sottofondo a un notiziario…

… ma non continuò, perché una matita elettrica volò per la cabina. troncando con la sua interferenza la trasmissione… ” – Douglas Adams, Guida galattica per autostoppisti

  1. “Le truppe marziane, inoltre, non potevano decidere dove dovevano atterrare le loro navi. Le loro navi erano controllate da piloti-navigatori completamente automatici, e questi congegni elettronici erano regolati dai tecnici, su marte, in modo da portare le navi ad atterrare in punti particolari della Terra, senza considerare quanto potesse essere spaventosa laggiù la situazione.

    I soli comandi disponibili, per coloro che erano a bordo, erano due pulsanti nel pannello centrale della cabina, uno con la scritta ‘via’ e uno con la scritta ‘fermo’. Il pulsante ‘via’ dava semplicemente inizio a un volo che pertava lontano da Marte. Il pulsante ‘fermo’ non era collegato a niente. Era stato installato su insistenza degli esperti marziani di igiene mentale, i quli affermavano che gli esseri umani erano sempre più felici quando avevano a che fare con macchinari che erano convinti di poter spegnere.”

    [Kurt Vonnegut, "Le sirene di Titano"]

  2. ” …varie persone che andavano a lavorare nei palazzi destinati ad accogliere il condizionamento automatico, parlarono con i tecnici addetti al Respir-Intell, e il dialogo si svolse circa così.

    — Ma, se vogliamo aprire le finestre?

    — Non avrete bisogno di aprire le finestre con il nuovo Respir-Intell.

    — Sì, ma supponiamo che volessimo solo aprirle per un po’?

    — Non avrete bisogno di aprirle nemmeno per un po’. A tutto provvederà il nuovo sistema Respir-Intell.

    — Uhm.

    — Godetevi il Respir-Intell!

    — Va bene, e se il Respir-Intell si rompesse, funzionasse male o cose del genere?

    — Ah! Una delle caratteristiche più intelligenti del Respir-Intell è che non può in alcun modo rompersi. Proprio così. Di questo non dovete assolutamente preoccuparvi. Godetevi i vostri respiri, adesso, e buona giornata.

    (Fu naturalmente a causa dei Grandi Tumulti per la Ventilazione e il Telefono di SrDt 3454, che ora tutti i congegni meccanici, elettrici, quanto meccanici, idraulici e anche a energia eolica, a vapore o a pistoni devono per legge recare una certa scritta. Per quanto piccolo sia l’oggetto, i suoi progettisti sono costretti a infilare da qualche parte la scritta, perché essa è in fondo destinata a richiamare più la loro attenzione che quella dell’utente.

    La scritta dice:
    “La principale differenza tra una cosa che potrebbe rompersi e una cosa che non può in alcun modo rompersi è che quando una cosa che non può in alcun modo rompere si rompe, di solito risulta impossibile da riparare.”

    …” – Douglas Adams, Praticamente innocuo