Sir Ken Robinson: Do schools kill creativity?
In questi giorni è uscito dal cilindro un intervento TED del 2006, ma quanto mai attuale. Credo, in realtà, che non ci sia un tempo per trattare argomenti come creatività, sistema educativo, infanzia, futuro ed abilità umane ma che sia sempre bene parlarne.
In questo speech Ken Robinson, riconosciuto come uno dei principali ricercatori in ambito di sviluppo della creatività e dell’innovazione, espone il suo pensiero su questi temi. Sottolinea il valore della diversità fra le persone, fra le diverse personalità e per spiegare questo prende ad esempio i bambini.
Si chiede perché nel sistema scolastico non vengano sviluppate in maniera approfondita le attitudini artistiche, la creatività e l’accettazione dell’errore umano, ma si tenda a creare una massa di uomini-chupachups (tutta testa ma con un “corpo” pressoché assente semplicemente utilizzato da sostegno)
La sterilità ed il sempre maggiore cinismo a dispetto dell’emotività, della creatività e della diversità sono secondo Robinson una grande minaccia per il futuro.
Buona visione
Visto tempo addietro, davvero bello. Bello anche l’esempio dela ballerina.
Non ho capito bene il dualismo tra l’avere una testa sviluppata e un corpo meno sviluppato. Intendi dire che dovrebbero essere sviluppati (giustamente) entrambi?
E che vuol dire uomini chupa chups? ahhaha
@Lawrence – Bhe a dire il vero non intendo niente mi pare che il video parli da solo
Naturalmente sarebbe meglio che le cose fossero bilanciate o quanto meno che fosse sempre la persona ad avere (a seconda delle proprie attitudini ) la possibilità di scegliere il proprio percorso formativo.
Uomini/donne-chupachups, mi sembra che possa essere un’immagine esplicativa e rappresentativa del suo concetto di super-mega-maxi-Prof
Capito. Concordo sulla possibilita` di scelta. Peccato che a volte esistano i genitori che si mettono in mezzo
@Lawrence… E lo so … però sappiamo che gran parte dei tratti di un individuo (sia nel bene che nel male) derivano da lì, dai genitori, dalla famiglia, etc… ma il discorso sarebbe infinito forse pari a quello dell’etica
Se posso esprimere un’opinione assolutamente personale, credo che i genitori dovrebbero dare in mano ai figli più materiale possibile sul quale riflettere in modo che le scelte fatte siano assolutamenste coscenti e consapevoli e non imporre dall’altro un proprio modo di vedere. Come un genitore non appartiene al figlio nemmeno il figlio appartiene al genitore e come individuo (il bambino, poi adolescente e finalmente adulto) deve, sempre secondo me, essere formato non secondo uno stampino prestabilito. Credo che un genitore dovrebbe mettersi in testa che il figlio non è come lui e che forse mai lo sarà e dovrebbe fornirgli comunque gli attrezzi per far si che possa essere indipendente ed in grado di prendere le proprie decisioni in maniera autonoma. Però sai non avendo figli, magari è tutta teoria, però mia mamma ha fatto così con me e ad oggi non posso far altro che ringraziarla
Grazie Ali per aver postato su questo argomento. E’ un tema che mi sta molto a cuore, l’importanza di un’educazione che valorizzi l’essere umano e che gli permetta di sviluppare la sua reale intelligenza, non quella più proficua. Il ruolo fondamentale di una materia così importante e così sconosciuta, quale è l’educazione. La possibilità e il diritto di crescere un figlio forse completamente diverso, ma di una diversità buona, ripensata e accettata in termini più umani della mera produttività. Che come sai, mi piacerebbe poi dire che l’avevo detto, che Gabriel era un ballerino.