After Web 2.0 Expo

2 settimane a San francisco, 2 giorni in Valley, 4 giorni di esposizione con più di 10’000 visitatori (a breve le foto sull’account flickr di Dixero), 300 espositori, innumerevoli nazionalità e culture rappresentate, party e meetings, workshops e conferenze… questi sono i contenuti della nostra esperienza con il Web 2.0 Expo appena trascorso. Expo che ho vissuto a pieno con Luca (con cui ci scusiamo se siamo completamente scomparsi ma abbiamo corso in media 16 ore al giorno) il quale mi ha aperto una visione allargata sul mondo del web.
Questo post scritto a quattro mani vuole condividere con voi una piccola parte di questa esperienza vissuta dall’interno.
Partiamo dallo sfatare un mito; qui abbiamo avuto infiniti problemi di connessione Wi-Fi sia con le reti aperte che con quelle a pagamento che risultavano sempre sovraccariche, il che ci ha precluso di pubblicare molti contenuti che abbiamo raccolto.
Un mito invece da rinforzare e la visione del mondo e delle avventure imprenditoriali che c’è da queste parti. Non importa se la tua idea è di successo o è senza alcun fondamento, l’importante è che ci provi credendoci; è comunque un’ esperienza. Con questa visione e giocando sui grandi numeri le idee e i prodotti/servizi che abbiamo visto sono stati un infinità.
Questa mentalità aperta ci ha portato a discutere e presentare liberamente le nostre idee e i nostri progetti a persone, di qualsiasi “casta”, che con assoluta trasparenza condividevano le loro. È incredibile come le idee circolino e come tutti tentano di integrarsi con tutti non escludendo nessuna opportunità. In questo un dettaglio che ho personalmente vissuto è come il mio essere donna non impattasse sul confronto con le persone, le persone si fidavano di me senza alcun pregiudizio di sesso o età.
Ci è capitato di parlare a Venture capitalist, a CEO, a quello che ci montava lo stand nello stesso identico modo, senza formalismi e senza atteggiamenti particolari.
Questa volta sembra che sia stato un’Expo molto particolare dove vi erano meno addetti ai lavori e più utilizzatori finali e dove le differenti culture facevano la differenza nel pubblico: Americani, Centro-Europei, Indiani, Cinesi, Koreani, Giapponesi, Russi…
Questa differenza era nella curiosità delle persone che era focalizzata su aspetti differenti di Dixero, per esempio i Cinesi avevano un’interesse particolarmente approfondito sugli aspetti tecnologici e linguistici, gli Indiani facevano domande molto specifiche sulla programmazione mentre Americani ed Europei sulla giocosità dell’applicazione e sul business.
Ma alla fine, in generale, di cosa si è parlato?
Diciamo che le novità non sono state molte, fortunatamente ciò che abbiamo proposto è stato positivamente apprezzato, ma le tendenze si sono delineate molto bene. Si sta pesantemente cercando di esportare i modelli 2.0 che funzionano in occidente sempre più verso l’oriente, mentre da noi si portano le applicazioni in una mobilità contestuale.
Ora ci aspetta una settimana dedicata al raccogliere ciò che abbiamo appena seminato, vi aggiorneremo a breve sui risultati (se abbiamo connessione
Cinesi, giapponesi, indiani…ma neanche una mucca?
Eh non va bene, il campione di utenti non è rappresentativo!
Il concetto di far circolare “le idee” è la base delle mie chiacchierate… a volte questa realtà è così difficile e sembra così scontata quando esci dal guscio… io tengo la mia tu tieni la tua toh!
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