Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

June 12, 2009

Arrivederci, e grazie per tutto il pesce

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , — da Dafne Gobbi alle 08:43

testata

Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, dal primo dicembre 2007 mi sono svegliata tutte le mattine alle 6 per presentarmi puntuale in ufficio alle 7.30, pronta  ad iniziare una nuova giornata lavorativa.

In Sketchin ho ideato, progettato e sviluppato lavori molto interessanti e stimolanti. Con Luca e il team lavorare è piacevole, dinamico e costruttivo.

I progetti sono ancora tanti, ma è giunto per me il momento di prendere una pausa dalla vita frenetica di Sketchin e dedicare una parte del mio tempo all’aggiornamento professionale ed una parte a questioni familiari.

Ci rivediamo su queste pagine a settembre!

June 10, 2009

UXmagazine: continuiamo a dare i numeri

Pubblicato in: Communication, Sketchin life — Tags: , , , — da Diana Malerba alle 10:58

Magazine

Siamo solo alla seconda uscita di questo nuovo, interessante, stimolante magazine che ci sta dando più d’una soddisfazione.

Ieri, grazie al duro lavoro dei nostri autori,  è uscita la nuova edizione, con 10 nuovissimi articoli e 700 letture solo nel primo giorno.

Per chi di voi ne avesse perso anche solo uno eccoli qui, per essere letti e riletti :)

Storia di umana usabilità di Nicola Palmarini

Molecole di senso di Federico Badaloni

A C.H.I. serve il design? di Stefano Bussolon

Progettare attraverso le storie di Marco Zamarato

Biblioteconomia 2.0 di Dario Rodighiero

DirectGov, un esempio per le nostre PA? di Alessandro D’Agnano

I videogame come sperimentazione dei nuovi paradigmi uomo-macchina di Daniele Cerra

Creativi, Designer, Programmatori : l’incontro e lo scontro degli elementi per una user experience corretta di Emmanuel Trogu

Progettare applicazioni per iPhone di Luca Mascaro

Emergenza d’uso: il caso abruzzo 2009 di Valeria Gentile

E rinnoviamo l’invito a parlare, commentare, partecipare, scriverci a redazione@uxmagazine.it!

Vi aspettiamo!

June 05, 2009

Sketchin offre un’opportunità di stage

stage

Sketchin offre una opportunità di stage della durata di tre mesi ad uno/una studente/essa che voglia specializzarsi in architettura dell’informazione, interaction design o visual design.

Le caratteristiche per accedere allo stage sono:

  • Buone conoscenze di XHTML e CSS
  • Fondamenti di web design e di comunicazione online
  • Agilità mentale e capacità di adeguarsi alle situazioni ergo capacità di mettere in discussione il proprio lavoro e di adeguarlo
  • Capacità di lavorare in team
  • Buone conoscenze di lingua inglese

Se senti di essere tu la persona che stiamo cercando mandaci il tuo curriculum e una breve lettera di presentazione raccontandoci perchè vuoi fare lo stage da noi a: job@sketchin.ch

June 04, 2009

Il lusso, il design e il perché non è necessario che la pelliccia di ermellino venga utilizzata per rifinire una sedia.

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , — da Alice Garbocci alle 09:00

vuitton

Il lusso è la manifestazione della ricchezza incivile che vuole impressionare chi è rimasto povero.
E’ la manifestazione dell’importanza che viene data all’esteriorità e rivela la mancanza di interesse per tutto ciò che è elevazione culturale.
E’ il trionfo dell’apparenza sulla sostanza.
Il lusso è una necessità per tanta gente che vuole avere una sensazione di dominio sugli altri. Ma gli altri, se sono persone civili, sanno che il lusso è finzione, se sono persone ignoranti ammireranno e magari invidieranno chi vive nel lusso.
Ma a chi interessa l’ammirazione degli ignoranti?
Forse agli stupidi.
Infatti il lusso è una manifestazione di stupidità.
Per esempio: a che cosa servono i rubinetti d’oro?
Se da quei rubinetti d’oro esce un’acqua inquinata non è più intelligente, con la stessa spesa, mettere un depuratore d’acqua e tenere i rubinetti normali?
Il lusso è quindi l’uso sbagliato di materiali costosi che non migliora le funzioni. Quindi è una stupidaggine.
Naturalmente il lusso è legato all’arroganza e al dominio sugli altri.
E’ legato ad un falso senso di autorità.
In antico l’autorità era lo stregone che aveva abbellimenti e oggetti che lui solo poteva avere.
I re e i potenti erano vestiti con costosissimi tessuti e pellicce.
Più il popolo era tenuto nell’ignoranza e più l’autorità si mostrava paludata di ricchezze.
E ancora oggi in molte nazioni si verificano queste manifestazioni di apparenze miracolose.
Contemporaneamente però nella gente sana si fa strada la conoscenza della realtà delle cose e non dell’apparenza.
Il modello non è più il lusso e la ricchezza non è più tanto l’avere quanto l’essere (per dirla con Erich Fromm).
Man mano che l’analfabetismo diminuisce l’autorità apparente cade e al posto dell’autorità imposta si considera l’autorità riconosciuta.
Un cretino seduto su un grande trono poteva forse suggestionare in un tempo passato ma oggi, e soprattutto domani, si spera che non sia più così.
Spariranno i troni e le poltrone di lusso per i dirigenti imposti, gli arredi speciali per i capi, le cattedre di lusso alzate su pedane di mogano, i paludamenti, i gradi, e tutto ciò che serviva per suggestionare.
Insomma, voglio dire che il lusso non è un problema di design.

Il lusso - Bruno Munari: Da cosa nasce cosa, 1981 (danke K.)

Il lusso non ha niente a che vedere con la progettazione orientata alla funzione, non ha niente a che vedere con la produzione di serie, il lusso spesso non ha niente a che vedere con la semplicità, il lusso non ha niente a che vedere con il portare l’estetica e la funzionalità nella casa di tutti, il lusso non ha proprio niente a che vedere con il “tutti”. Il lusso è per pochi.
Il design industriale è nato per  la massa, per il popolo, per l’industria, per lo standard.  Il designer dovrebbe risolvere problemi, che vanno dai costi alla manutenibilità, dall’immediato utilizzo all’estetica appagante, etc… e non concentrarsi sulla “Limited edition”.

Si ma tutti vogliono oggetti di lusso, tutti voglio oggetti di “design”. Ed ecco che si apre l’eterna diatriba, l’infinito punto interrogativo sulla testa di tutti, la parentesi aperta e mai chiusa. Design? Cos’è il design? Chi definisce cos’è? L’industria, i progettisti, gli “stilisti”, il mercato? Chi?
Ne sono state milioni di definizioni, tutte per chi lavora nella progettazione. E mentre le varie fazioni di designer a mo’ di guelfi/ghibellini scrivono, discutono, dibattono, tutto il resto del mondo associa design a “cool”, al “bello”. Poi “bello”, parliamo del soggettivamente bello o del bello inteso alla maniera di Munari e quindi giusto?

Per quanto mi riguarda ritengo che il packaging dello Svelto abbia un livello di design più alto di quello dell’i-phone (naturalmente parliamo di design del prodotto): impugnature, materiali, comunicazione, ergonomia, affordance, sono sicuramente ottimizzati rispetto a quelli del celeberrimo gadget che tutti avrebbero voluto trovare sotto l’albero di Natale.
Invece di associare design ad innovazione, nell’immaginario comune è associato a moda. Forse è evoluto il concetto di design? O involuto? Forse i puristi radicali non hanno vita semplice? Forse il mercato la fa da padrone come al solito? Tutti usano lo Svelto ma tutti vogliono l’I-phone … farà parte della filosofia gli uomini preferiscono le bionde ma sposano le more? C’è stata una mutazione oppure nessuno c’ha mai capito niente?

Ma l’agognato lusso o il falso lusso ostentato ormai sono ovunque, naturalmente giustificano premium prize spropositati e aberrazioni ecologico-economiche. Forse la vita è così satura di artefatti che non si riesce più a pensare a niente se non a quello che non si può avere.
Alle volte vien da pensare che per la bellezza si possa rinunciare a tutto il resto, ma è proprio così?

Proprio in queste settimane ho comprato il nuovo shuffle, e lo ammetto si solo perché mi piaceva, ma proprio da impazzire. L’amore rende ciechi e così non mi sono stata a porre troppe domande. Dopo ormai un paio di mesi penso ancora che sia adorabile… ma la frustrazione dell’utilizzo unita all’idea che nel momento che si romperanno le cuffiette non potrò più utilizzarlo a patto di acquistarne di identiche iniziano a farmi pentire dell’acquisto fatto.

Mi chiedo ma come hanno potuto fare una cosa del genere, parliamo di uno dei prodotti più utilizzati, progettati e venduti al mondo. Perché sacrificare completamente la funzione alla forma? Anche se si tratta di un gadget non trovo sia giusto, però intanto l’ho comprato e lo sto usando, anche in questo istante. Però se non altro è alla portata di tutti. Ci sono prodotti che non lo sono, prodotti che sono mero status simbol. La cosa triste è che anche prodotti una volta progettati con intenti sociali divengono oggi: oggetti di design. Vendere i pre-libri a 200$ non è forse un furto bello e buono?
Negli anni ‘60-’70 c’era chi “lottava” per il design industriale sociale adesso c’è chi lo fa per il design sostenibile… ma forse sono stati sempre troppo pochi, o forse non li si è saputi (e non li si sa) ascoltare.

Mi pongo questiti e spesso non riesco a darmi risposte. Arrendersi o lottare?


June 02, 2009

Stagione Workshop 2009: Progettazione visuale per il web

blogpiccola

Nei giorni scorsi (28-29 maggio) ho tenuto il workshop dedicato alla progettazione visuale per il web.

Abbiamo discusso, incollato, tagliuzzato, prodotto, ma soprattutto ci siamo confrontati.

Le due giornate che ci hanno visto protagonisti sono iniziate giovedì alle 9e30. Abbiamo aperto le danze analizzando il contesto di riferimento in cui il visual designer si trova ad operare.
Dopo un breve chiarimento su: chi è il visual designer, che ruolo ricopre nella progettazione di un sito/portale/applicazione web, cosa si intende storicamente per “buon design” e per progettazione, ci siamo focalizzati sul processo di analisi/design/produzione che segue il designer visuale nello sviluppo di artefatti digitali.

Abbiamo proseguito con la definizione, descrizione e messa in opera delle prime deliverable del processo: inspiration-board e mood board e con un’esercitazione pratica sulla loro realizzazione. Aldo, Diego, Luca, Stefano e la sottoscritta abbiamo dedicato il pomeriggio alle esercitazioni.
Dati due brief per la progettazione o riprogettazione di due portali, l’obiettivo è stato quello di strutturare le deiverable di analisi definendo l’utenza di riferimento e analizzando i competitor. Con forbici alla mano, colla e sommersi di riviste abbiamo concluso la prima giornata :D. Il risultato è stato soddisfacente e ha creato la base per le esercitazioni della giornata successiva.

Il secondo giorno è proseguito con la descrizione e la comprensione di cosa sono le style-board, a cosa servono, perché vengono realizzate e per chi e naturalmente con un’ esercitazione in merito. Questa volta utilizzando il digitale che ci ha permesso di velocizzare il lavoro e a renderlo più simile a quello che viene fatto durante un progetto reale.

La progettazione delle tavole di stile, ci ha aiutati a focalizzare l’aspetto visuale della progettazione astraendolo dal prodotto finale. Il vedere il visual design senza immaginarsi quello che sarà, mettere da parte tutti i ragionamenti sulle funzionalità e l’interfaccia (dominio dell’interaction designer) per dedicarsi a tipografie, spazi, aria, palette cromatiche , tono di voce, etc…

Abbiamo concluso il workshop con la definizione di quelle che sono le parti di concept e produzione dei visual di dettaglio, toccando temi come: icon-design, griglie, ADV, affordance ed infine la QA (Quality assurance).

A freddo il bilancio è decisamente positivo. Il taglio colloquiale ed orientato al “fare” e non solo al dire che ho deciso di adottare, sono stati a mio avviso i punti forti del workshop, quelle componenti che ci hanno fatto dire: “Ci siamo divertiti e abbiamo imparato qualcosa.”

Chi volesse vederci all’opera può curiosare fra le foto dei partecipanti, chi invece volesse chiacchierare con i partecipanti può iscriversi subito al gruppo di discussione su facebook, ma soprattutto, per chi non vuole perdersi l’esperienza dei nostri workshop, è il momento di iscriversi al prossimo, sull’architettura dell’informazione che si terrà il 18 e 19 giugno!

 

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