Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

January 30, 2009

Sponsor all’IASummit

iasummit2009

Qualche giorno fa avevo annunciato che saremmo stati presenti all’IASummit con alcuni interventi su interfacce adattative ed ecosistemi. Dopo una serie di contatti con gli amici che organizzano il summit abbiamo deciso di essere ancora più proattivi nel sostenerlo divenendo sponsor.

Che dire, sarà a mio vedere una grande occasione per confrontarci sui temi che ci appassionano ogni giorno e non vediamo l’ora che inizi ;)

January 29, 2009

La ruota gira e tesse come vuole*

leonora giovanazzi

Ragazzi ci siamo, è per me giunto il momento di tornare fra i comuni mortali!

Spero che la visione di quattro stagioni di Lost (e due puntate della quinta) mi abbia reso abbastanza forte da poter sopravvivere nella giungla selvaggia di Milano.

Lascio la Svizzera e Lugano dopo quattro anni di studio e di lavoro, due dei quali (quasi) passati nell’effervescente Sketchin.
Lascio questi monti, questo lago e quest’ufficio carica di gratitudine per tutto quello che hanno fatto per me, per come mi hanno cresciuta e per come mi hanno sostenuto nelle sfide quotidiane.

Abbraccio, uno per uno, tutti i lettori di questo blog e li rassicuro che non sto sparendo: potete sempre trovarmi nelle mie foto :)

Leonora

P.S.: cari amici e lettori milanesi, io torno ma conto su di voi per il futuro eh!

*(cit) Robert Jordan, The wheel turns, weaving the pattern of an age (The Wheel of Time)

January 26, 2009

Everyone is related: quando il dna diventa social

Pubblicato in: User research — Tags: , , — da Diana Malerba alle 12:12

family

Mi riallaccio al discorso iniziato nello scorso post per parlare di (s)confini del social network e riflettere su opportunità e conseguenze dei tracciamenti possibili. In particolar modo mi interessa approfondire la questione della nascita del social network “parentale” che permette di conoscere e condividere il proprio dna con chiunque, nel mondo, potrebbe alla lontana esserci parente. Mi turba infatti questa tendenza di derivazione facebookiana per cui gli utenti sembrano concorrere in una gara al rintracciamento del lontano conoscente o ex compagno di asilo nel vano tentativo di condivisione concludentesi in ricerca del gossip a tutti i costi. Mi turba un po’ di più quando la ricerca riporta a chi potrebbe alla lontana essere cugino, figlio o nipote del parente emigrato oltreoceano svariati anni fa. Tra questi servizi mi ha colpito particolarmente Ancestry, che consente di creare un vero e proprio dna online e di confrontarlo con altri utenti per scoprire fino a che punto si è imparentati e ricercare nuovi cugini genetici. Il servizio consente inoltre di individuare i possibili antenati e in che direzione sono migrati dando vita a costanti differenziazioni di codice genetico nel tempo. Servizio analogo, ma con caratteristiche un po’ più scientifiche, è DecodeMe, che permettere di analizzare tramite uno scan a pagamento il proprio dna, di tracciare le linee di discendenza e di calcolare a quali malattie siamo soggetti e in che misura. Meno scientifico e più social è invece Geni, che consente di inserire foto, video, compleanni e violare con leggerezza la privacy dei propri figli creando un profilo per loro, così da tenere traccia della propria esistenza. Non manca la versione all’italiana, con Parenti Stretti. E allora, tra tracciamenti esistenziali a tutti i costi e spettacolarizzazioni individualissime, quasi quasi ci sentiamo di rimpiangere i giovedì sera di  Carràmba, che sorpresa.

January 23, 2009

Nuovo master in interaction design a Lugano

interaction design

Il Ticino è una regione che si è sempre distinta per l’innovazione tecnologica (informatica, elettronica, materiali, calcolo scientifico, …) ma dove temi come il design ed, in particolare, l’experience design non sono mai stati considerati, ma il 2009 si potrebbe aprire nella direzione giusta.

Quest’anno, difatti, la SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) ha proposto nel suo programma un master internazionale orientato all’Interaction Design: MAInD Master of Arts in Interaction Design.

Sono stata molto contenta che il responsabile di questo master ci abbia spiegato a quattrocchi l’idea di base dell’intero corso.

Il Master si rivolge ad un pubblico internazionale con una formazione base già avanzata in diverse discipline (ingegneria, comunicazione, …) e si troverà a confrontarsi con un panel di relatori provenienti da tutto il mondo. L’inizio è previsto nel 2009.

I corsi affronteranno tre temi: artefatti, ambienti e servizi. Saranno strutturati in una formula mista tra teoria e pratica che porterà gli allievi a dover realizzare tutto quello che immagineranno e progetteranno.

Ritengo che questa impostazione di “confronto” con la pratica risulti molto interessante poichè porta le persone a concretizzare i loro progetti, cosa che non ho quasi mai trovato in altri master (troppo teorici e poco pratici).

Noi appoggiamo volentieri questa bella iniziativa che speriamo non trovi ostacoli nel partire.

Sir Ken Robinson: Do schools kill creativity?

Pubblicato in: Conferences and workshops — Tags: , , , — da Alice Garbocci alle 13:12

In questi giorni è uscito dal cilindro un intervento TED del 2006, ma quanto mai attuale. Credo, in realtà, che non ci sia un tempo per trattare argomenti come creatività, sistema educativo, infanzia, futuro ed abilità umane ma che sia sempre bene parlarne.

In questo speech Ken Robinson, riconosciuto come uno dei principali ricercatori in ambito di sviluppo della creatività e dell’innovazione, espone il suo pensiero su questi temi. Sottolinea il valore della diversità fra le persone, fra le diverse personalità e per spiegare questo prende ad esempio i bambini.
Si chiede perché nel sistema scolastico non vengano sviluppate in maniera approfondita le attitudini artistiche, la creatività e l’accettazione dell’errore umano, ma si tenda a creare una massa di uomini-chupachups (tutta testa ma con un “corpo” pressoché assente semplicemente utilizzato da sostegno)

La sterilità ed il sempre maggiore cinismo a dispetto dell’emotività, della creatività e della diversità sono secondo Robinson una grande minaccia per il futuro.

Buona visione :)

Prossimi eventi: IASummit e Lift

Pubblicato in: Conferences and workshops — Tags: , , , — da Luca Mascaro alle 10:33

lift

Anche quest’anno riparte il ciclo delle conferenze internazionali sui temi del design, innovazione e tecnologia.

In genere quando è possibile cerco sempre di partecipare a questi eventi con il mio team per poi riflettere tutti assieme sui temi del momento. I prossimi due eventi a cui parteciperemo saranno il terzo summit italiano di architettura dell’informazione e il Lift.

L’IASummit di quest’anno avrà un programma molto ricco di interventi interessanti in particolare sul tema dell’interrelazione tra sistemi (digitale>digitale, digitale>fisico) e dove spiccheranno nomi come Joe Lamantia (che rivedrò molto volentieri).

Tra l’altro con Leonora terremo due interventi su dei temi che abbiamo affrontato negli ultimi mesi in Sketchin, gli ecosistemi digitali e le interfacce adattative. Leo con l’intervento “Architettura informativa ed ecosistemi” tratterà in maniera approfondita la questione di rendere coerente e consistente l’architettura tra sistemi interconnessi mentre io con “strutture ed interfacce adattative” parlerò di una nuova generazione di interfacce che potrebbero semplificare il rapporto tra uomo e macchina.

Al Lift andremo in esplorazione di conoscenza io e Dafne, in particolar modo sui temi del cambiamento della società e sul rapporto di quest’ultima con l’innovazione tecnologica. Il programma non è ancora definitivo ma negli ultimi anni non ci ha mai deluso.

Chi viene? :)

January 21, 2009

Progettare un cartello dello STOP

Pubblicato in: Communication, design — Tags: , , , , — da Leonora Giovanazzi alle 13:18

Cosa succederebbe se non esistessero i cartelli dello STOP e una grande agenzia di comunicazione fosse incaricata di inventarli. Da vedere assolutamente :D

Il video si aggiunge alla serie dei “What if” Video (da vedere anche questi!):

Saputo da Chiara Fox
che l’ha saputo da AdFreak

January 19, 2009

agilecamp: qualche giorno dopo

agilecamp

Lo scorso week end nei nostri uffici si è tenuto l’agilecamp, il primo barcamp in lingua italiana su sviluppo e design agile. La giornata è iniziata con la caratteristica serenità e voglia di confronto che anima la filosofia dello sviluppo agile, ed è continuata con decine di piccoli spunti di discussione.

Fondamentalmente si è parlato di:

  • refactoring
  • filosofia
  • approcci
  • strumenti e tool (di sviluppo, testing e design)
  • processi
  • clienti
  • fornitori
  • ecc…

ed in particolare ci sono stati alcuni momenti molto interessanti, come la riflessione di Jacopo sulla necessità che design, sviluppo e business trovino una convergenza nelle metodologie agili o come la fantastica presentazione di Antonio sul “cliente agile”.

A fine giornata ci siamo salutati con la consapevolezza che oggi non esiste una formula largamente testata che permetta di applicare le metodologie agili in maniera coesa tra design e sviluppo, ma c’è sicuramente la volontà di sperimentare e trovare una soluzione in merito.

Ringrazio tutti i partecipanti al camp per i fantastici interventi e commenti e con la speranza che a breve si trovi un’altro momento utile per discutere questi temi.

ps: ecco le foto dell’agilecamp
pps: a breve pubblicheremo tutti i video della giornata :)

Agilecamp lo stream

Tutti reduci dalle dolci fatiche dell’agilecamp e dopo la consueta riunione del lunedì mattina abbiamo deciso di pubblicare lo stream delle foto relative alla giornata di sabato (naturalmente scattate da Leonora/AKA Lyonora).

Già che ci siamo cogliamo l’occasione di ringraziare tutte le persone che sono venute o che sarebbero volute venire ma sono state impossibilitate a farlo. Ringraziamo tutti quelli che hanno discusso, partecipato ed interagito con noi e fra loro per rendere il camp attivo, vivo ed interessante.

Alla prossima e buona settimana a tutti

Se qualcuno avesse altre foto da pubblicare… mi raccomando il tag “ufficiale” è : agilecamp2009

January 13, 2009

Computer Mediated Life: dalla simulazione alla realtà

privacy

Mi rifaccio all’ultimo post di Alice per parlarvi di Computer Mediated Life. Mi interessa oggi riflettere un po’ su come i nuovi media, a partire dall’essere strumenti di mediazione della comunicazione, stiano sempre più trasformandoci in soggetti telepresenti e generando un elevato numero di nuove comunicazioni, diventando strumenti di creazione e diffusione delle new identities.
Se da una parte, infatti, c’è da chiedersi quali grammatiche della comunicazione tradizionale vengano così soppresse, dall’altra è interessante indagare quali canali e linguaggi vengono messi a disposizione degli utenti e quali spinte evolutive diano alle comunicazioni e relazioni.
Man mano che sempre più compiti sono assolvibili tramite computer, infatti, cosa succede nelle dinamiche comunicazionali?

Un’ottima risposta mi sembra quella fornita da Luca Chittaro, che evidenzia il paradosso per cui la comunicazione mediata dal computer genera conversazioni più surriscaldate da persone più calme - quindi vengono generate azioni teleoperate (di ogni genere) da parte di persone più distaccate. Più distaccate, ovvero?
Ovvero i singoli, che non hanno la reale percezione di quali siano le conseguenze di quello che stanno facendo. Questo avviene perchè utilizzano un’interfaccia, ed essendo abituati a farlo, non riescono ad effettuare una concreta separazione tra quanto avviene sul proprio schermo e quello che invece viene generato su schermi altrui.
Le conseguenze sono evidenti in una sovraesposizione dei singoli alla rete dei propri pari e nella questione della costruzione d’identità online e relativa mancata percezione di conseguenze.

Questo tema della percezione degli utenti mi interessa particolarmente. Basta infatti osservarne il comportamento su Facebook per accorgersi di come essi non abbiano la reale percezione di quanto vanno costruendo, nè tantomeno del fatto che tutto quanto è pubblicato in rete rimane nella rete ed è rintracciabile in qualunque momento, anche in un domani in cui potrebbe farci pentire di averlo pubblicato. Il problema diventa più grande con la partecipazione a questi sistemi da parte di bambini e adolescenti, che pubblicano foto e scrivono per divertimento, e non avendo coscienza del mezzo producono effetti che ancora non conosciamo e che domani non potranno più essere cancellati.

A loro rivolta infatti la campagna posta con la testa che vi invito a guardare e commentare…

 

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