
” Si guarda una poltrona come se fosse una scultura, si confonde il design con lo styling e cioé la progettazione logica con lo svolazzo estetico e le forme ispirate liricamente.” Bruno Munari, Artista e designer
In questi giorni mentre bazzicavo qua e là fra vari siti prodotti da concorrenti a livello europeo ho iniziato a farmi un po’ di domande, come credo sia normale e giusto fare. Ma dopo essermi persa nei meandri dei miei ragionamenti e aver iniziato a pensare al design, alla progettazione, alla bellezza e alla comunicazione, non ero più certa che quello che pensavo esser giusto fino ad un paio d’ore prima lo fosse effettivamente. Magari è tutto sbagliato? Magari non è così?
E poi tutti quei discorsi su designer-artisti/artisti-designer, sulla diatriba fra essere l’uno o essere l’altro, a volte essere tutti e due… mha
A me sembra palese… o meglio sembrava. Credo che la differenza fra arte e design si veda e sia palese … ma dato che la mia fede vacillava ho deciso di rifugiarmi in un angolino di camera mia ed ho ripreso in mano “Artista e designer” di Munari.
Artista e designer, non hanno solo scopi differenti, ma target differenti, funzioni differenti, modi di ragionare differenti. Sono due poli che possono a volte “sporcarsi” l’un l’altro. Se da una parte del ring possiamo trovare l’artista romantico alla Friedrich all’altro angolo c’è il progettista spesso un tipo un po’ burbero :P oggettivo e razionale a volte un po’ troppo logico, un tipo che si sente costantemente in obbligo di giustificare le sue azioni con ragioni progettuali (a volte forzate o distorte).
Nel suo libro Munari non demonizza nessuno dei due ruoli, ma cerca di capire e far capire in cosa siano tanto lontani.
Proprio attraversando differenti aspetti dei due ruoli e delle due professioni ne sottolinea pregi e differenze.
” … un designer è un progettista dotato di senso estetico, che lavora per la comunità. Il suo non è un lavoro personale ma di gruppo: il designer organizza un gruppo di lavoro secondo il problema che deve risolvere…” Bruno Munari, Artista e designer
Il designer non è assolutamente uno “stilista” .
È un tipo solitamente socievole, predilige il lavoro di team (meglio se multidisciplinare). Quest’ultima attitudine, lo aiuta ad affrontare problemi diversi e ad interagire con chi non sempre la pensa come lui, a trovare scontro o riscontro per reindirizzare la soluzione. L’essere in “molti” (una moltitudine naturalmente controllata e non una quantità di gente da festa dell’Unità) facilità la discussione cosa che una persona (a meno che schizofrenica) non farebbe normalmente.
Ha come sogno principale quello di produrre oggetti/servizi apprezzati, capiti ed utilizzati da tutti.
Parla all’intera società e deve assolutamente essere certo che la sua comunicazione funzioni.
Deve essere dotato di una mente e di un metodo molto elastici e flessibili. Deve essere capace di adattarsi a svariate problematiche progettuali. Il metodo se seguito e i problemi se sviscerati a dovere, portano il designer alla soluzione. Soluzione che deve unire funzionalità ed estetica. Perché il designer è di solito consapevole del fatto che se prima un sapone per i piatti si vendeva solo perché lavava i piatti, adesso conta: l’aroma, che sia delicato con le mani, se ha un profumo ed un colore gradevole. Sa che gli aspetti formali sono importanti, ma tali aspetti devono conciliare ed esaltare la funzione.
” La funzine estetica è molto di più che un semplice ornamento alla superficie delle cose e del mondo, come a volte si pensa. Agisce profondamente sulla vita della società e dell’individuo, concorre alla guida del rapporto - sia passivo che attivo - dell’individuo e dela società con la realtà che li circonda.” Jan Mukarovsky
Per quanto riguarda l’artista, o meglio l’artista puro, spesso un tipo solitario (o almeno nel lavoro) ha come scopo principale di parlare di se stesso, delle sue emozioni ed sensazioni. Vive attraverso le sue tele, sculture, installazioni.
I suoi principali interlocutori sono se stesso e un élite di mecenati, compratori, collezionisti. Non si preoccupa di chi guarderà l’opera. Colto da enfasi creativa ha come unica preoccupazione quella di dare vita alla sua idea.
L’artista puro ha una propria visione del mondo, un unico punto di vista, si “getta” sulla materia con probabilmente già in mente quello che vuole realizzare. Perché come diceva Michelangelo: “ Il blocco di marmo contiene già la forma” o qualcosa del genere.
L’esemplare in questione è solito lavorare con i pezzi unici o al massimo tirature limitate/limitatissime. Il suo sogno è quello di farsi vedere, ammirare, sognare, entrare in un museo.
E direi che questo è quanto… adesso che son tornata lucida e i dubbi si sono dissipati… posso tornare a fare la designer con i miei colleghi designer nel miglior modo possibile. :)