Difficile scrivere il post di commento all’experience camp, un po’ perché vorrei raccontarvi “per bene” tutti i vari interventi… un po’ perché vorrei raccontarvi del clima… quel qualcosa in più che non si può cogliere solo dalla lettura dei commenti o semplicemente se osservi le foto.
Nemmeno le twittate possono cogliere tutto :P , ma sono utilissime (grazie quinta) per ricostruire gli argomenti trattati durante l’evento:
- Primo intervento by dafne & luca sull’ergonomia della banana. Nella programmazione si deve sottolineare un funzione principale in termini di affordance. Questo non succede nella banana. Errore di progettazione?
- Seconda sessione: How to fall in love with video on the internet by Lorenzo Viscanti. Mikamai propone, Altomic un sistema di discussione tramite microblogging. Video di massimo 2 minuti sul concetto: Mettici la faccia!
- L’experience dell’Ipod Touch by Donata Zorzi. Ipod come il computer: dove non arrivano i progettisti, gli utenti inventano creativamente. (Ipod touch è anch’esso una banana).
- Nicola Mattina: 10 domande (sole24ore). Parla di politica partecipata e giornalismo collaborativo.
- Howard Liptzin: User experience design related to communication and branding. Prima regola della comunicazione: non si può non comunicare. (Chicca del giorno: con Splinder c’erano grandi polemiche per l’assenza di feed, ma il 99,9% degli utenti se ne fregavano dei feed e lo 0,1% erano rompic*)
- Dafne Gobbi parla di come “conoscere l’utente” e lo fa parlando di mucche autogestite (vs stabulazione fissa): migliore progettazione significa migliore qualità della vita che significa prodotti migliori. Progettazione significa capire contesto, bisogni, comportamento. La lezione praticamente è: progettare per un giapponese è come progettare per una mucca. (La battuta del giorno by Nicola Mattina: chi ha progettato il software per ottimizzare la mungitura delle mucche? Il giapponese!)
- Luca Mascaro parla dell’esperienza utente di domani. Interfacce che dipendono dal contesto (luogo, orario, situazione). Servizi che interagiscono su paradigmi umani tramite oggetti intelligenti.
- Si parla anche di Taggla, sistema di social networking per l’Università di Venezia, by Smash e Fungiforme.
- Riccardo Cambiassi: Identity is the massage, idee e spunti per servizi interessanti, si parla di Filo, segnalibri condivisi per letture future and much more…
- Davide ‘Folletto’ Casali - Register Here (no, davvero, è il titolo): si parla di intenso minimalismo del Login - Daniela Trifone & Dario (simpaticissimi): “shopping experience”, eCommerce vs Offline Retail (guardatevi il video)
- Beemood: progettazione di un’interfaccia di navigazione web e mobile integrata. Obiettivi di business vs design.
Dovete sapere che questo barcamp è stato organizzato nei ritagli di tempo (giusto la location e l’essenziale per sfamare i barcampers e farli stare comodi - questo il motivo dei cuscini gadget- visto che, essendo il tutto organizzato in un open space le sedie non erano abbastanza).
Chi se l’aspettava andasse così? L’experiencecamp è stato interessante, divertente, aperto, positivo, stimolante, colorato. Già dalla wiki si potevano raggiungere i blog dei rispettivi partecipanti ma era inutile “aggiornarsi” per tempo sui profili dei blogger e non (anche per evitare gaffe che comunque sono state fatte). In teoria incontrandosi di persona si avranno sicuramente più cose da dirsi, no?!
Come in ogni barcamp che si rispetti, anche all’experience la dinamica del networking libero è stata pienamente applicata e diciamolo: associare volti a ciò che leggi online (o che vorrai leggere) è sempre una bella “esperienza”! (non dimentichiamo che per molti quello di sabato è stato il primo barcamp… quindi sono tutte dinamiche da non dare per scontate).
Ecco che l’experienceCamp (credo e spero) ha convinto tutti dell’esperienza di networking facilitata da un ambiente piccolo, oserei dire intimo (perdonatemi la forzatura, ma il concetto proprio ci sta!). Ci siamo osservati e ascoltati per tutto il giorno… e per tutto il giorno e soprattutto alla cena è stato praticamente naturale scherzare (e fare decisamente gli scemi) come se ci conoscessimo da chissà quanto. E ancora la mattina dopo (colazione al lago… ma niente di fighetto se è questo che state pensando), poi la sguazzata con i pedalò e un sanissimo hamburger, prove di flamenco e un piccola smorfia triste in attesa della funicolare.
C’è chi è ritornato a Milano, Venezia, Londra, Roma (etc)… è ovvio che non si sa quando ci incontreremo di nuovo via-à-vis… ma “so chi sei”, “so dove ti posso trovare”… ma soprattutto “continuiamo i mille discorsi che abbiamo iniziato e che non concluderemo mai”.
Grazie a tutti per aver creato questo piccolo evento (2.0! hehe)
A presto. Un saluto e un abbraccio a tutti.










