Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

February 29, 2008

Sketch-in Pink: tutte alla Girl Geek Dinner

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , — da Alice Garbocci alle 12:10

Sketch-in Pink

Signore e signori, siamo lieti di annunciarvi che stasera tutte le donne Sketchin saranno presenti alla tanto attesa GGD ;)

GGD? Bhè si Girl Geek Dinner.

Da mesi attendiamo l’evento ed ora che è arrivato siamo in fibrillazione. Ma promettiamo: Alice, Dafne, Elena, Francesca (Feba) e Leonora faranno di tutto per essere brillanti, spigliate e naturalmente bellissime ;)

Palmasco in Sketchin: photographic experience

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , , , — da Alice Garbocci alle 10:23

Palmasco in Sketchin

Cavalletto, macchina fotografica, pannello bianco portatile, esposimetro, ombrellino argentato, metro di legno pieghevole, 4 soggetti da ritrarre, 4 punti da fissare, ma soprattutto 1 fotografo.

Ieri Palmasco ci ha onorato della sua presenza, ci è venuto a trovare in ufficio.
Per fotografare i progettisti/blogger di Sketchin.
Tutto premeditato, tutto parte di un enorme progetto.
Uno dopo l’altro siamo stati messi di fronte alla macchina fotografica.

Un enorme obiettivo a 30 (forse meno) cm dalla faccia. Siamo stati spogliati di tutti i nostri timori nei confronti dello sguardo impertinente dell’apparecchio.
Il fotografo come un cercatore d’oro sa cosa vuole, e non molla fino a quando non la ottiene. Percepisce ogni vibrazione, ogni umore, ogni minimo indizio che lo possa portare nella giusta direzione. Sa come muoversi, cosa dire o cosa non dire. Ogni silenzio ha un significato.

Ogni soggetto possiede un suo essere, un suo modo di porsi, un’essenza che viene in pochi istanti accolta ed analizzata. Fino ad essere tirata fuori e mostrata. Un lavoro faticoso. Ma estremamente appagante.

Leonora

Il cercatore d’oro ha trovato la sua pepita e si sentono nell’aria vibrazioni di euforia ed estasi. Dopo un lungo lavoro introspettivo ed empatico, ce l’abbiamo fatta, abbiamo gli scatti. Nel ritratto viene mostrato il soggetto nella sua nudità emotiva, esce la vera personalità.

Per chi non è abituato ad essere fotografato, l’immedesimarsi in se stesso all’interno di un set non è facile e richiede un intenso sforzo. E se l’ “io” non vuole uscire lo è ancora di più.

Lavorare con un professionista della fotografia ed osservarlo è allo stesso tempo estenuante ed estremamente affascinante. Credo che mai come adesso sia opportuna una frase dettami qualche giorno fa da un anziano fiorentino incontrato in stazione: “l’arte, la musica, le bellezza sono la vita” e nella vita non si finisce mai di imparare, per cui non stupiamoci se ieri ho capito come si piega un pannello bianco portatile.

February 28, 2008

Liste di contenuti: i fattori d’ordinamento

sorting

photo by Elicigo

Ordinare le liste di contenuti, articoli e documenti all’interno di un sito web spesso obbliga il progettista a farsi delle domande.

Che cosa crea importanza agli occhi di un utente?
E se la lista di documenti fosse visualizzata da persone con criteri di rilevanza diversi?

Anzitutto è bene avere un’ottima padronanza del dominio, degli scenari d’uso e dei profili utente.

Dopodichè in fase progettuale è possibile applicare ai documenti/articoli/post delle modalità di assegnazione di valore da parte degli utenti come la votazione, il supporto, il commento, i tag, ..

Tali caratteristiche saranno quindi prese in considerazione per generare l’ordinamento.

Io ho abbozzato questo elenco di dimensioni:

  • Numero di commenti
  • Numero di link in entrata (backlinks)
  • Numero di link in uscita
  • Votazione (0-1-2-3-4-5) // youtube
  • Numero di supporti // digg
  • Numero mail inviate tramite “invia a un amico”
  • Tag
  • Numero di visite
  • Numero di visite da parte di utenti registrati
  • Rilevanza dell’autore (numero di articoli e commenti inseriti)

Ve ne vengono in mente altre?
Infine è necessario un bell’algoritmo che fattorizzi le variabili e permetta di generare un ordinamento intelligente dei risultati proposti ad ogni utente. Vi auguro di avere buoni sviluppatori! :P

February 26, 2008

Arriva l’ExperienceCamp

logo-experiencecamp.jpg

Finalmente siamo pronti per annunciarlo!!

Era da tempo che in Sketchin si rifletteva sulla possibilità di lanciare uno spazio per l’incontro ed il confronto tra tutte le persone che si occupano, per lavoro e/o passione di esperienze utente. Non solo esperienze legate al web, ma anche a prodotti reali fatti di forme, odori, sapori e sensazioni. Non solamente progettisti esperti e navigati, ma anche semplici utenti con una storia da raccontare sulle gioie ed i dolori dell’interazione con il mondo della tecnologia e del design.

Nasce da qui l’ExperienceCamp, un barcamp che:

..si propone di affrontare la dimensione delle esperienze utente mettendo faccia a faccia chi crea e chi utilizza i prodotti, discutendo casi di successo, fallimenti, lezioni apprese, idee ed approcci innovativi con l’unico obiettivo di stimolare una riflessione concreta ed a 360 gradi sul mondo del design centrato sull’essere umano.

Sentiamo l’esigenza di dedicare un barcamp alla user experience perchè siamo convinti dell’importanza rivestita dai processi di analisi, progettazione e valutazione centrati sull’utente e, purtroppo, della scarsa consapevolezza da parte delle aziende e, a volte, degli stessi operatori.

Vogliamo per questo incontrarci per discutere e condividere in modo informale, ma focalizzato, esperienze reali d’interazioni con prodotti e servizi, idee per interfacce innovative, testimonianze su progetti in corso o già conclusi, impressioni provenienti dalla vita quotidiana.

L’ExperienceCamp si terrà il 29 Marzo 2008 negli uffici di Sketchin a Manno (nei pressi di Lugano, Svizzera) con una formula che riprende un pò lo spirito originale del barcamp.

Per garantire concrete possibilità di interazione tra tutti i partecipanti, il numero degli speaker è stato limitato a 16 (pari agli slot per presentazioni) ed ognuno di loro potrà invitare un amico. Gli interventi dureranno circa 20 minuti, più 5 minuti di domande. Saranno invitati a parlare i primi 16 speaker che si registreranno nel wiki.

All’interno della pagina dedicata trovate ulteriori dettagli sulle modalità di partecipazione, sull’organizzazione e su come raggiungerci.

C’è ancora tanto lavoro da fare. Non ci rimane quindi che invitarvi ad inviare feedback e suggerimenti (o perchè no semplici incoraggiamenti), mentre noi ci rimboccheremo le maniche per rendere l’ExperienceCamp un’esperienza utente veramente piacevole :)

la trama della fiducia nel web

Pubblicato in: User research — Tags: , , — da Piero alle 12:22

fiducia web

La settimana scorsa ho posto in questo blog il problema delle registrazioni obbligatorie (e spesso necessarie) in molti siti web. Questo discorso è stato utile per trattare le difficoltà che si stanno riscontrando nel rapporto con internet da parte utenti. A mio avviso è sempre stata sottostimata, per non dire trascurata, l’importanza della fiducia che gli utenti esperiscono nei confronti dei siti che visitano.

Credo che l’usabilità e i contenuti siano (chiaramente) importantissimi per il successo di un sito ma da soli non bastano a garantire la fidelizzazione degli utenti. Un utente soddisfatto da una navigazione semplice e completa sarà sicuramente contento di tornare a visitare il sito, ma allo stesso tempo possiamo affermare che si crea una fidelizzazione al sito? Tornando all’esempio di un negozio “reale”: un ambiente confortevole e con dei prodotti soddisfacenti ci invoglierà a comprare quel paio di scarpe che sognavamo da tanto tempo ma un commesso che ci aiuta nell’acquisto, magari anche sconsigliandoci un prodotto rispetto ad un altro sicuramente ci rimarrà maggiormente impresso nella mente e ci spingerà a parlare di quel negozio a più persone proprio per la particolarità riscontrata. Questa è l’esperienza incontrata nel mondo reale, ma nel web, come vanno le cose?

Ritengo che indagare questo fenomeno possa essere un valore aggiunto allo studio dell’usabilità del web e ci aiuterebbe anche a superare quella diffidenza intrinseca di chi si avvicina ad un mezzo nuovo (internet), ad una nuova tipologia di acquisto (l’e-commerce) e ad un nuovo tipo di rapporto con il commerciante (nessun venditore a cui chiedere).

Cerchiamo di capire però cos’è e come si manifesta questa fiducia nel web: qual’è l’esperienza che tutti noi facciamo nel definire un sito internet? ci siamo mai chiesti se quel sito ci ispira fiducia e perchè? Per definire quindi la fiducia nel web credo sia giusto partire dall’esperienza che facciamo nell’utilizzo quotidiano. Mi piacerebbe, se qualcuno fosse interessato, raccogliere i pensieri, le sensazioni provate da voi sia nell’utilizzo che nella costruzione dei siti e da qui provare a dare una definizione della “fiducia 2.0″… chiedo scusa per il titolo aberrante ma prometto di cambiarlo non appena qualcuno mi fornisca una valida alternativa…a voi la palla!

February 25, 2008

Torino Barcamp 2008: catapultati nel 1700

Torino Barcamp 2008 - Dixero presentation

barcamp-sidebar1.jpgEccoci tornati!
Stanchi ma felici: stamattina l’ufficio sembrava un’infermeria…
Devo dire che sabato al Barcamp di Torino è stata un’intensa e bella giornata di incontri e re-incontri.

Alla fine Alice, se qualcuno se lo stesse chiedendo dal post precedente, ha deciso di vestirsi informale e anche se è stato il suo primo Barcamp devo dire che non se l’è cavata niente male :)

Anche a nome di Sketchin devo veramente fare i complimenti a tutti gli organizzatori per la location! Fantastica!
Un palazzo settecentesco colmo di installazioni artistiche che penso abbia conferito dignità ed importanza alle nostre divagazioni tecnologiche :P

In particolare abbiamo trovato veramente interessante lo speech di Federico Fasce (Kurai) e Riccardo Cambiassi (Bru) sulla progettazione di applicazioni web divertenti basate su alcuni concetti di game design e sulla progettazione di applicazioni social.

Da non dimenticare assolutamente le performance professionali di “Palmasco the photographer”. Ci inchiniamo al suo strepitoso progetto di immortalare i blogger italiani e lo ringraziamo per aver deciso di venirci a trovare direttamente a Lugano per una session privata :D :P ;)

Anche Luca ha tenuto una presentazione e il tema è stato DIXERO.
A chi si sta ancora chiedendo cos’è DIXERO e non è riuscito a seguirne la presentazione in diretta, consiglio le bellissime slides confezionate da Alice:)

Per il Museo Egizio e la Mole Antonelliana non c’è stato tempo, ma come si dice, ci siamo tenuti due buoni motivi per tornare a Torino!

Come utilizzare il web per fare product innovation: un caso concreto (parte seconda)

pills

Continuo qui di seguito l’approfondimento sull’utilizzo del web per fare product innovation. Oltre al caso Ducati, M. Sawhney, G. Verona, E. Prandelli, hanno analizzato il caso di Eli Lilly, società con sede a Indianapolis, leader nell’innovation-driven per il settore farmaceutico. Anche in questo caso le iniziative online di Ely Lilly si possono inserire all’interno di un processo di sviluppo di nuovi prodotti.

Ely Lilly ha creato una piattaforma di collaborazione Internet-based coinvolgendo i suoi pazienti, medici, ricercatori e assistenti sanitari. La società dà lavoro a più di 35.000 persone in tutto il mondo e commercializza farmaci per il trattamento di diabete, cancro, schizofrenia, depressione, osteoporosi e altre malattie in quasi 140 paesi. Come la maggior parte dei suoi concorrenti Lilly investe in R&D, ma ha sviluppato una divisione (e.Lilly) dedicata all’uso di Internet per la gestione dell’interazione con gli utenti con l’esplicito obiettivo di supportare le attività dell’R&D.

e.Lilly è responsabile di due importanti attività web-based: il primo è dedicato alla generazione di nuovi farmaci, il secondo invece alla creazione di nuove soluzioni di cura per i pazienti. Anche in questo caso le iniziative online di Ely Lilly si possono inserire all’interno di un processo di sviluppo di nuovi prodotti. Facendo riferimento alle quattro aree di intervento* (presentate nello scorso post), gli autori hanno interpretato le iniziative di Ely Lilly di cui presento qualche caso:

1A: specialized customer forums and InnoCentive
Nel primo caso l’obiettivo è quello di consentire ai pazienti di condividere le loro esperienze e le loro condizioni di salute, aumentare la fiducia verso la compagnia, oltre che fungere da luogo dove gli utenti possono trovare informazioni e capire come affrontare le terapie. InnoCentive (Innovation + Incentive), invece, consente a Ely Lilly di mettere in relazione esperti da tutto il mondo con il fine affrontare la ricerca di nuove soluzioni nel campo farmaceutico. A tal proposito InnoCentive è nata come una società indipendente, e ha ampliato la propria missione di agire come un intermediario che collega “solvers” (coloro che risolvono) con “seeker”(coloro che cercano) in svariati settori.
Una questione fondamentale per agevolare il coinvolgimento dei clienti sono delle adeguate ricompense. Nel caso di InnoCentive, le ricompense sono offerte in denaro. I ricercatori presentano le loro soluzioni con la consapevolezza che solo la migliore riceverà il premio finale. In questo modo Lilly ha un vantaggio nei costi, oltre che espandere la ricerca scientifica entro la quale i ricercatori possono partecipare e guadagnare soldi.
Le altre iniziative online di Ily Lilly si possono dividere:
1B: Online pulls & survey; Feedback session with patients and doctors; Educational programs
2A: Advisory programs with selected doctors
2B: Customization of treatments

*Lo stadio del processo di sviluppo di nuovi prodotti:
1. ideazione e concept (fase iniziale)
2. product design e testing (fase finale)
La natura della comunicazione tra azienda e utenti:
A. high richness / low reach (profondità del rapporto, ma con meno portata/estensione)
B. high reach / low richness (ampia portata/estensione del rapporto, ma con poca profondità)

February 22, 2008

Anche Sketchin va al Torino Barcamp 2008

Pubblicato in: Conferences and workshops — Tags: — da Leonora Giovanazzi alle 14:02

Mole Antonelliana

photo by Vermario

Logo Torino Barcamp 2008Ebbene sì. Domani il team di Sketchin si metterà in viaggio lasciandosi alle spalle i “paradisi” elvetici per raggiungere Torino!

Siamo pieni di entusiasmo.
In parte perchè è il primo barcamp del 2008 e si rivedranno moltissime persone (sarà un pò come tornare al campeggio estivo di famiglia e reincontrare tutti gli amici di scorribande dopo un “lungo” periodo di assenza).

Certamente sarà l’occasione per conoscere di persona gli stimati commentatori del nostro blog :) non vediamo l’ora :D

Per Alice poi è il primo barcamp e son due giorni che ci tartassa con domande tipo:
“ma come mi devo vestire?”
“ma cosa si fa?”
“ma sono obbligata a parlare?”
“cavolo potremmo raccontare questo progetto!!”

Presenteremo sicuramente Dixero con qualche esperimento di design partecipativo. E probabilmente vi parleremo anche di reti televisive e delle difficoltà che incontrano nel porsi in modo efficace sul web.

Alla fine del team siamo: io (Leo), Alice, Luca e Piero.

Ecco, quindi ci si vede!

Icon design: 10 Mistakes

Pubblicato in: Visual design — Tags: , , , — da Alice Garbocci alle 12:51

Icon

Rovistando fra i feeds si trovano un sacco di cose interessanti, peccato che posso farlo raramente.

Comunque stamani nel google reader ho trovato 2 volte la stessa notizia prima in italiano ( pubblicata dal mio caro e vecchio amico Gio) e poi in inglese postata su Turbomilk.com.

Il tema trattato da Denis Kortunov è: 10 errori che un designer non dovrebbe mai compiere progettando icone.

Quando l’ho letto mi sono detta: “bhè è proprio un bel post! Un post che avrei voluto scrivere io” quindi almeno per questa volta, mi limiterò a fare da portavoce :)

Scrittura invisibile

Ping-pong

Come in una partita di ping-pong.

Gli occhi non riescono fermarsi, ma vagano da destra a sinistra. Non c’è un’azione su cui soffermarsi perché tutto è importante, bisogna seguire l’azione, lo spostamento, i movimenti.
Questo senso di “smarrimento” affiora anche quando ci si trova di fronte ad oggetti progettati in maniera scorretta o non progettati. Siano essi una lavatrice o dei giornali, siti web o distributori automatici, il senso di frustrazione e impotenza provocato nell’utente è il medesimo.

Per ovviare a tale problema esiste una semplice soluzione, creare dei flussi visivi.

Devono esistere delle priorità, alcuni oggetti devono predominare su altri poiché se tutti gli elementi hanno lo stesso peso nessuno sarà in primo piano e quindi tutti perdaranno d’ iportanza.
L’occhio dell’utente non deve essere forzato a muoversi in tutte le direzioni per trovare un appiglio da cui iniziare, è Il designer deve essere in grado di fornire degli input visuali.

All’interno delle interfacce grafiche esiste infatti una scrittura invisibile, una scrittura costituita dai principali elementi della grammatica visiva: forma, colore, texture e dimensione; ordinati secondo una sintassi: posizione, relazione, contesto, allineamento, prossimità, ripetizione, contrasto. L’obiettivo deve essere quello di utilizzare tutti gli elementi a disposizione per dar vita a delle gerarchie e delle differenziazioni visive. Non sono quindi i singoli elementi che devono essere utilizzati, ma la loro combinazione. Il designer deve creare un ecositema.

Le gerarchie visive non devono essere urlate ma fatte percepire al lettore, ricordando sempre alcuni principi/leggi della Gestalttheorie:

Legge della prossimità - maggiore è la vicinanza fra due o più elementi tanto più è probabile che vengano percepiti come una sola figura. ( Questa legge può venirci incontro per l’individuazione di blocchi informativi omogenei)

Legge di similarità - la similarità è considerata nella gestalt come un prerequisito per notare la differenza inquanto elementi fra loro simili, per forma, colore, dimensione, ecc… verranno percepiti come collegati.

Legge della figura/sfondo
- uno stimolo è percepito solo in contrasto al suo sfondo. Questa legge è anche definita dai graphic designer come legge del contrasto, del contrasto naturalmente dell’oggetto rispetto al suo contesto d’uso. Viene utilizzata principalmente per creare vere e proprie gerarchie visive o per attrarre l’interesse dell’osservatore.

Legge della chiusura - linee e forme familiari anche se incomplete od aperte vengono percepite come complete e chiuse è l’occhio infatti che crea bordi, collegamenti inesistenti e completa.
Questa legge spiega la magia degli allineamenti, cioè di come elementi grafici allineati fra loro creino un blocco visivo unico attraverso delle linee invisibili ma percepite.

Insomma, la pagina deve parlare a colui che la vede per la prima volta, deve indicare quali sono i passi da compiere, con quale priorità svolgere delle azioni.
L’utente deve riconoscere quali elementi grafici sono figli dei rispettivi elementi genitori. Perché lo scopo di un messaggio è quello di essere notato, letto, capito e ricordato.

 

Interessato agli argomenti che trattiamo? Contattaci o vieni a trovarci!

vcard Sketchin Sagl

Uffici amministrativi
Via Trevano 38
6900 Lugano
Ticino, Svizzera

Studio
Via Violino 1
6928 Manno
Ticino, Svizzera

Telefono: 0041 91 260 26 60
Fax: 0041 91 260 26 62
E-mail:
Skype: sketchinteam Il nostro stato su skype