Abbiamo lanciato i nuovi workshop sull'experience design

December 24, 2007

Buone feste dal team di sketchin

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: — da Luca Mascaro alle 10:42

buone feste

Ed eccoci un’altra volta arrivati alla fine dell’anno, il termine di un ciclo naturale che però ci siamo schedulati come essere umani, un periodo fatto di rinnovo di budget, chiusura di contabilità, acquisti e regali.

Un periodo in cui culture vicine e lontane festeggiano eventi religiosi partendo da oggi e terminando il 7 gennaio (natale ortodosso).

Un periodo ricordato però da tutti come Natale… ma proprio da tutti, tanto che negli ultimi giorni nei vari telegiornali si parla solo del fatto che è una festa oramai adottata da Cinesi, Giapponesi e Iraniani nel termine più commerciale possibile.

Un periodo amato da alcuni e indifferente per altri ma che comunque porta inevitabilmente a tirare delle somme e a cercare di ricaricare la mente in vista di un nuovo anno pieno di sfide eccitanti.

Non mi resta che tirar dunque le somme e osservare come quest’anno sia stato l’anno della rinascita della grande rete, anno in cui sono emerse molte iniziative imprenditoriali e dove si è costruito molto valore intorno all’oggetto del nostro mestiere. Solo quest’anno abbiamo aiutato più di 10 startup e 3 player internazionali della grande rete a migliorarsi, a consolidarsi e a crescere mentre l’anno che ci si pone di fronte sembra premettere unicamente una grande crescita del settore, insomma si prospetta un’altro anno intenso ma positivo.

Che dire dunque, buone feste

December 21, 2007

Essere visual designer

Pubblicato in: Visual design — Tags: , , , — da Alice Garbocci alle 08:46

Poliedro

Sguardi che si perdono nel vuoto o ancora peggio di sufficienza… essere visual designer è estremamente difficile (come se già il fatto di essere donna non lo fosse abbastanza)…
Solo per spiegare a mia mamma quale lavoro io faccia ho dovuto impiegare diversi colloqui e secondo me non le è ancora proprio chiaro dato che ogni volta che legge un articolo di repubblica su qualche strano concorso di yacht design corre a telefonarmi dicendo: “Ali… ma questo è quello che fai te giusto?”
” mmm… mamma non proprio” rispondo io.
Direte voi: “E’ banale da spiegare, dilla all’italiana: Fai la grafica”
No, la grafica è solo una piccola parte di un enorme ecosistema.

Visual design non è solo fare grafica, non è solo fare gli artisti, non è solo mettere insieme colori e forme, non è solo creatività. Cosa che avevo spiegato in un post precedente.

Visual design è lo sviluppare materiali visuali atti a creare un’esperienza, il comunicare messaggi in maniera efficace. E’ la parte del disegno industriale che progetta un determinato tipo di prodotti: i prodotti grafico/multimediali.

Tipografia, grafica (editoriale, stampata e web), video editing, fotografia, illustrazione, colore, icon design, infovis, prototipazione, pubblicità, copywriting, immagine coordinata, eventi… sono mille facce della stessa medaglia.
Il Visual design è una disciplina estremamente complessa, comprensiva di molti aspetti differenti. Il designer deve sapersi destreggiare in ognuno di questi singoli campi e conciliarli con il mondo della funzionalità e della creatività.

Fare il visual designer non consiste nel fare lo stilista, nel mettere un po’ di quello o un po’ dell’altro e per citare un mio collega universitario (Simone Fanciullacci) “mettere 2 adesivi qua e là”; significa essere progettista.
Come ogni progettista essere guidato da un metodo, da paletti progettuali e dalla propria creatività (che diviene creatività funzionale) per realizzare un prodotto e non un’opera d’arte.

Il visual è quindi un macrocosmo, degno di qualsiasi altra branca del design, in cui trovano posto moltissime attività tecniche e teoriche. Tali attività vivono in maniera parallela o si fondono, hanno un loro tono di voce, parlano ed esprimono, creano sinestesie e “ambienti” imersivi, esperienze ed emozioni.

Ecco mamma, tutto questo è il mio lavoro.
Spero che le nebbie del dubbio si siano diradate e si sia fatto spazio un briciolino di sole.

December 20, 2007

Siamo su OfficeLipDub

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , , , — da Alice Garbocci alle 21:26

video

Avevamo accettato la sfida verso i primi giorni di dicembre con il nostro ” Hard work in Switzerland “.

Sfida per cui abbiamo lavorato, ma che soprattutto ci ha fatto divertire. Per fortuna la nostra iniziativa è stata ben accolta e da oggi è presente anche come 19 risposta nel sito ufficiale di OfficeLipDub.

Auguriamo a tutti buona visione…

Mappe concettuali per rappresentare una tesi (2.0)

Pubblicato in: Communication — Tags: — da Elena Marchiori alle 00:30

Mappa concettuale

L’immagine qui riportata non è nient’altro che la mappa concettuale della mia tesi di Laurea (Master di Specializzazione in Media Management, presso Usi). Ho promesso di fare un post sulla mia tesi ed eccomi qui (non perché sia un argomento meritevole di un post, ma perché c’è una cosa che credo meriti un piccolo approfondimento, ovvero la realizzazione di una mappa concettuale, che ho scoperto avere dei risvolti notevoli nel mondo business in termini di comunicazione e brainstorming).

La mappa concettuale, realizzata con l’aiuto e la supervisione di Alice (si è utilizzata grafica vettoriale ed è stata stampata su formato A1 841 x 594 mm) è il risultato di un mio desiderio/necessità di rappresentare in una sola “tavola” il lavoro di un anno. Come fare? Avevo pensato, essendo l’argomento 2.0, di rappresentare il tutto tramite una tag cloud, sfruttando l’ingrandimento dei font e le sfumature dei colori per evidenziare l’importanza e il raggruppamento dei contenuti.

Alice mi ha consigliato questo sito: visualcomplexity, un vero gioiellino del web in tema di strumenti per la realizzazione di mappe concettuali e non solo, che a mia volta vi consiglio. L’utilizzo di queste mappe è molteplice, varia dalla metodologia di studio, alla capacità di approfondire un argomento (utile per i brainstorming), fissare i punti di un progetto, stimolare le discussioni, fino all’utilizzo per la presentazione di argomenti complessi dove non si vogliono omettere passaggi e collegamenti che non appaiono scontati… insomma visual complexity, un esempio dove la comunicazione e il visual design si incontrano e creano. Sebbene l’impatto sia “complesso” per l’appunto, la lettura risulta automatica e chiara grazie alla precisione dei font utilizzati (da più grandi a più piccoli) alle gradazioni del colore, allo spessore delle linee di collegamento che ne danno il senso di lettura concettuale… dettagli che devo ad alice.

Funziona che dal centro della tavola si fissa l’argomento dal quale si dipaneranno i macroargomenti (ad esempio il titolo della tesi: “i sistemi di social networking” dal quale si sviluppano le sezioni principali: il contesto d’analisi - il web 2.0 -, un fattore cruciale emerso - la partecipazione -, l’oggetto da indagare - le reti sociali -, il campo d’interesse - il turismo - e il caso di studio - le analisi sull’andamento della partecipazione degli utenti -, seguiti da circa altri tre livelli di approfondimento per ognuno e collegati tra loro… e i risultati? Bè, ci sono stati e per fortuna è andata molto bene… ma questo è un altro argomento.

December 19, 2007

Progettare il globale nell’IA. E’ corretto in tutti i casi?

People and different cultures

Ormai è passato più di un mese dal Summit sull’Information Architecture di Trento ma ho ancora in mente una questione aperta che vorrei porvi:

Peter Van Dijck ha tenuto una presentazione dal titolo “Global IA: How to Organize Global Websites” in cui sostanzialmente presentava uno a uno i nodi progettuali a cui un architetto dell’informazione deve prestare moltissima attenzione quando progetta un’applicazione “globale”.

Per applicazione globale si intente un prodotto pensato potenzialmente per tutto il mondo, o quasi.

Perchè si parla di nodi progettuali? Perchè le categorie culturali con cui gli utenti approcciano un’applicazione web sono sostanzialmente diverse a seconda della cultura d’appartenenza.

Non vi sto a riportare tutti gli esempi, se siete interessati, qui potete recuperare le slide di Peter :)

Ecco, quello che vorrei chiedermi in questo post è: non esiste nessun caso in cui un’applicazione globale possa essere offerta a tutti gli utenti identica a sè stessa, senza nessuna modifica culturale, indipendenmente dalla zona geografica?

Cioè, l’assunto che a culture diverse devono essere offerti pattern diversi è vero in ogni ambito?

Perchè in questi mesi mi sono trovata a dover progettare insieme a Luca il servizio che Sketchin vi ha presentato pochi post più in giù: Dixero.

Ecco, il servizio di Dixero (se non sapete cosè leggetevi il post citato ;) appartiene all’ambito tecnologico ed è rivolto a un particolare tipo di target globale che, nonostante appartenenze culturali diverse, credo possa fruire di questo prodotto, senza differenziazioni, allo stesso modo e senza incomprensioni.

Ma questo perchè? Perchè, secondo me, grazie a Internet sono nati dei contesti culturali super partes che abbattono le sopracitate barriere culturali. Stiam parlando in questo caso di feed, di podcast e di aggiornamento informativo.
Questi sono ambiti di attività nati in internet e esclusivamente appartenenti a internet e quindi trasverali.

Siete d’accordo? Spero di essere stata chiara, se qualcuno ha voglia di dire la sua e mi aiuta a capire meglio, son contenta :)

December 18, 2007

L’omino “man at work” è ancora vivo!

Pubblicato in: Communication, User interface design — Tags: , — da Leonora Giovanazzi alle 10:43

man at work

E’ vivo! L’ho incrociato proprio oggi! Era lui, son sicura :)

Erano forse anni che non incontravo più il signor “StolavorandoPerteTornapiùtardi” e devo dire che mi sono quasi commossa nel rivederlo sano e pimpante come una volta.

Ma che fine aveva fatto? Il fatto è che i suoi numerosi datori di lavoro a un certo punto si erano tutti decisi di licenziarlo di punto in bianco perchè il suo lavoro non era più considerato opportuno!

Ma eccolo riemergere in un nuovo cantiere molto più importante di tutti quelli in cui aveva lavorato prima: basta sitini di gelaterie, oratori, librerie e scuole elementari!
Il signor “StolavorandoPerteTornapiùtardi” è tornato a lavorare per nientepopodimeno che flickr!!

E il suo lavoro ora è finalmente degno di lui: non si occupa più di avvertire miseramente i visitatori della mancanza di una pagina (peggio di un uccellaccio del malaugurio, poverino..) ma informa gli utenti di flickr che il sistema sta compiendo proprio in quell’istante un complicatissimo e impegnativo lavoro di calcolo statistico delle attività sul profilo e sulle foto dell’utente.

Caro sig. “StolavorandoPerteTornapiùtardi”, complimenti per il suo nuovo ottimo lavoro.

Bentornato fra noi :)

December 17, 2007

Riflessione su Le Web 3: fisico o digitale?

 ThinSight

Parigi, Le Web 3: quarta edizione del più importante evento europeo dedicato al web. Come formiche, 1700 persone si muovono freneticamente tra la folla entusiasta. Per alcuni è un’occasione per rincontrare colleghi ed amici, o magari per avere la possibilità di parlare con qualcuno di rinomato, per altri la speranza di lanciare e promuovere il proprio servizio. Dal canto mio è la prima volta che partecipo ad un evento di questo genere e ad essere sincera è anche il mio primo post che scrivo, quindi, data la mia inesperienza nel campo inizierò con un mio semplice commento ad uno dei prodotti presentato da Shahram Izardi, Designer and User Experience Designer.

Questo progetto esplora una nuova tecnica (ThinSight) per il rilevamento ottico attraverso le visualizzazioni sottili di forma-fattore. Ciò essenzialmente permette di trasformare un LCD in una superficie di rilevamento che può essere usata come multi-touch ed applicazione.

Sistema molto affascinate e con molte possibilità d’interazione che consente l’input e l’identificazione sia dei media digitali che degli oggetti fisici permettendo l’interazione naturale degli stessi. In semplici parole ti concede di trasformare il banale tavolo da salotto in un punto d’accesso al proprio archivio dati come foto, video, ecc… trasformandosi quando necessario in una superficie da disegno dando la possibilità ai tuoi bambini di dipingere un quadro senza sporcare la super-soft-cool-white moquette costosa…

Quello che mi chiedo io è: fino a che punto dobbiamo farci rapire dal fascino delle comodità? quando è importante avere la fisicità delle vecchie fotografie con i bordi un po’ ingialliti che ci scorrono tra le mani? quando è importante il profumo della pittura che si sparge per casa o la densità del materiale stesso con cui l’infante interagisce?

Dal punto di vista tattile sensoriale questo tipo di attività è molto usato in terapie per il recupero di bambini affetti da handicap, stimolando i sensi come tatto, olfatto, gusto… fattori molto importanti che in questi tavoli multimediali mancano.

Ma se il mondo è in continuo sviluppo e la direzione è il digitale… tutto quello che riguarderà la fisicità in prima persona sarà destinato a sparire? Dal mio punto di vista credo che digitale e fisico possano convivere e compenetrarsi felicemente arricchendo così la nostra vita quotidiana, senza abusare od estraniarsi da entrambi. Insomma, non dovremmo rinunciare alla praticità di un tavolo da pranzo multimediale o al piacere di un olio d’autore alla parete.

December 13, 2007

Knowledge Management…cos’è, si mangia?

Pubblicato in: Communication, Sketchin life, User research — Tags: — da Piero alle 11:14

brain.jpg

La conoscenza come nuova cruciale risorsa per le imprese, la conoscenza come elemento del presente delle organizzazioni e come frontiera del futuro per aziende sempre più orientate ad agire in un mondo globalizzato, interconnesso ed in rapida evoluzione verso forme sempre nuove e differenti. La conoscenza come base stabile di definizione della strategia delle organizzazioni rappresenta il perno su cui si regge il Knowledge Management, ossia la pratica manageriale che sta affermandosi nel dibattito organizzativo in qualità di paradigma di fondo per le aziende nel prossimo futuro. I computer (e, soprattutto, internet) sono diventati l’ambiente nel quale lavoriamo, tanto è vero che usiamo i computer per produrre così tanta informazione che l’accesso all’informazione non è più un problema aziendale: il vero problema, semmai, è quello della qualità di questa informazione, e della rapidità con la quale possiamo reperirla quando ci serve. L’abitudine a vedere la conoscenza di un’organizzazione incorporata in documenti di vario genere ha fatto perdere di vista il fatto che la natura dei documenti è cambiata: non più documenti definitivi, ma palinsesti da modificare all’occorrenza; non più archivi statici ma basi di dati dinamiche; Intranet e l’ipertesto come strumenti-base di comunicazione. Interattività, insomma.
La realtà aziendale globale è mutata profondamente, anche se il problema è ancora sottostimato. L’informazione, da sempre considerata un sottoprodotto delle attività aziendali, è diventata il vero fondamento dell’organizzazione. Anche l’organizzazione è cambiata: da una situazione statica permanente nel tempo, si è passati all’esigenza di una sua continua ri-definizione. Va da sé, che la prima cosa che un’organizzazione deve fare è mettere a fuoco che l’informazione è l’unica fonte persistente di valore.

December 12, 2007

Tutti a Letto … :(

Pubblicato in: Sketchin life — Tags: , , , , — da Alice Garbocci alle 09:30

Teiere

Il Mascaro non c’è e i topi ballano… magari dico io, ed invece no qui è una strage.
Un’ epidemia di influenza ha colpito il nostro ufficio mietendo numerose vittime.
Metà del team rimasto a casa-base in Svizzera (gli altro sono a Leweb) è stata rinvenuta a letto quasi priva di sensi e delirante da febbre troppo alta. Mi riferisco in particolare: alla Signorinella Giovanazzi (alias Leonora) e al Signor De Giosa (alias Piero).
“Addio milestones della settimana… ciao ciao” (Luca scherzo, più o meno)
L’unica quasi superstite sono io. Dico quasi perchè non sono completamente apposto. Sì insomma maldigola, tosse, malditesta, ma niente di più.

Ah! Anche la Marchiori (as.Elena) sembra essere scampata a questo terribile evento, anche se probabilmente solo per il momento, ma in compenso è stata colta da qualcosa di gran lunga superiore… Assente giustificata anche lei ma per altri motivi… forza avanti con le ipotesi…
“Come come…”
“È stata rapita dagli alieni? ”
“Ma nooo”
“Sì lei là dietro, prego”
“È stata rapita dal Signore del Aquile?”
“Nono, siete lontani.. Vabbè, certo che vi arrendete facilmente, uff!”
Comunque, oggi deve discutere la tanta sudata Tesi (in bocca al lupo tesoro).

Bhè dopo aver parlato con me stessa, ed avervi narrato le terribili avventure di questi giorni… direi che è ora di dormire un pochino ( Luca sono ancora in treno, non ti preoccupare, il post verrà pubblicato in differita di un paio d’ore circa)

December 11, 2007

C’era una volta… il webmaster

Nerd crossing

Esisteva una volta e nemmeno tanto tempo fa nel paese di non troppo lontano la razza dei webmaster.
Provenienti da specie diverse, grafici o programmatori, questi esserini passavano la maggior parte del loro tempo davanti a strane cose chiamate rispettivamente mac o pc a seconda della provenienza. L’occupazione di maggior rilevanza del web master era fare tutto. Fare tutto può sembrare tanto, troppo ma i nostri ormai affezionati amici erano ligi e soliti lavorare giorno e notte per mantenere in piedi quelli che vengono definiti sitarelli o portali.

Tutto questo loro affannarsi, li portava a consumare dosi pressochè infinite di caffeina e soprattutto se erano più vicini alla specie dei programmatori, potevano assumere forme e coloriti strani a causa del loro rimanere rintanati all’interno delle proprie abitazioni e mangiare cibi che oggi definiremmo insani. I loro luoghi di aggregazione e lavoro erano le communication agency e le web agency.
I webmaster non sono del tutto scomparsi e da quanto ne so soprattutto nel paese chiamato Italia se ne possono trovare ancora molti esemplari. L’evoluzione delle tecnologie, del mondo del web e la crescita degli utenti (che da consumatori si erano a loro volta trasformati in prosumer) ha reso però difficile la loro vita. Le competenze richieste a chi gestisce una piattaforma web sono diventate talmente tanto complesse e specializzate che i nostri piccoli protagonisti non risultano più in grado di star dietro a tutte le richieste.

Questa situazione venne rivendicata anche dai loro mecenati, tanto che a Iab 2007, gran consiglio di saggi: addetti ai lavori ed industriali, alcuni rappresentanti di quest’ultima categoria sostennero che i professionisti italiani, non erano più in grado ( se non tutti, buona parte ) di star dietro alle richieste di un sempre più aggiornato modello di “domanda-risposta”.

A differenza dei loro cugini Europei, che si evolverono in tempi passati, concependo il web come un mondo in cui non si può navigare da soli (professionalmente parlando), i webmaster italiani decisero di rimanere gli unici possessori di tale scibile. Ovvio, la creatività probabilmente era dalla loro a differenza della velocità di cambiamento, ma quello che realmente mancava era una vera e propria razionalizzazione di metodo. Gli europei, captando e comprendendo la realtà del mercato si organizzarono in gruppi, gruppi progettuali che con una coerente divisione di compiti: c’era chi faceva analisi di mercato, chi progettava l’esperienza utente, chi si occupava di flussi di informazione, chi rendeva piacevole ed immediata la fruizione di un servizio e chi ne testava le caratteristiche; riuscirono a rispondere in maniera adeguata alle richieste di committenti ed utenti.

Quindi non rimane che chiedersi: i nostri webmaster, si estingueranno? Oppure evolveranno? E come disse qualcuno un tempo: Ai posteri l’ardua sentenza…

 

Interessato agli argomenti che trattiamo? Contattaci o vieni a trovarci!

vcard Sketchin Sagl

Uffici amministrativi
Via Trevano 38
6900 Lugano
Ticino, Svizzera

Studio
Via Violino 1
6928 Manno
Ticino, Svizzera

Telefono: 0041 91 260 26 60
Fax: 0041 91 260 26 62
E-mail:
Skype: sketchinteam Il nostro stato su skype